Addio layout elastici?

Pro e contro dei layout con misure definite in em. Sono ancora validi o non vale la pena spendere tempo e risorse per realizzarli?

I layout elastici sono definiti in questo modo per la loro capacità di adattarsi alle dimensioni del testo di una pagina. Ingrandendo i caratteri cambiano tutte le dimensioni di conseguenza: questi layout sono infatti definiti interamente in em, unità di misura relativa. Per chiarirvi le idee potete trovare un esempio pratico su CSS Zen Garden.

Chi ha realizzato un layout elastico sa quanto lavoro comporti, ma come sempre prima di cimentarsi in pratiche dispendiose è sempre bene valutarne pro e contro.

Conviene ancora realizzare siti interamente in em?

La domanda sorge da un dato di fatto: tutti gli ultimi browser offrono la possibilità di ridimensionare le pagine con un effetto zoom. In questo modo anche i layout a larghezza fissa non presentano grandi problemi, ancora meno le altre tipologie.

I layout elastici hanno sempre avuto la fama di essere accessibili e utili per l’utente che desidera personalizzare la dimensione dei caratteri, ma allo stato attuale l’unico browser che ottiene un vantaggio netto da questo tipo di design è Internet Explorer 6.

Mettendovi nei panni di un utente con problemi di vista o con la necessità di ingrandire il testo, cosa fareste? Molto probabilmente usereste un browser con la possibilità di zoomare le pagine, o un ingranditore di schermo, non IE6. E’ così assurdo come ragionamento? Non credo.

Per questo i layout in em ormai si stanno avviando verso l’estinzione. Considerando anche i tempi di sviluppo ed il rapporto costi/benefici, ormai non conviene più realizzare siti simili, a meno che non si abbia un ampio target di utenti utilizzatori di Explorer 6. Non esistono certezze assolute, ma a distanza di 5 anni dallo storico articolo di A List Apart sui layout elastici, è ormai tempo di metterli da parte per la maggior parte dei casi, tenendoli comunque presenti per le necessità impreviste.

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

8 commenti su “Addio layout elastici?”

  1. Tom sono piuttosto d’accordo con te.
    Mi sembra che anche sul web, come succede in ogni settore, con il passare del tempo alcune “certezze” tendano a consolidarsi e diventare dei dogmi. Passano gli anni, nessuno si ricorda più del perchè una certa “raccomandazione” è diventata “regola” e si finisce per considerarla valida per sempre.
    Sì, esagero un po’, ma il rischio c’è

    Stefano

  2. Secondo me, i layout elastici sono da abbandonare. A guardare le statistiche molti ancora usano IE6 (anche se hanno XP o Vista), ma occorre spingere quaste persone ad aggiornare il browser e a cambiare per quelli che supportano lo zoom. Riassumendo: basta con i layout elastico e basta con IE6. Occorre però informare e dire a chi usa IE6 che è comodissimo usare il tastino dello zoom…
    ciao

  3. (scusate, ho schiacciato invia per sbaglio)
    cmq non ho mai sopportato i siti a larghezza fissa soprattutto con il monitor wide che ti lascia metà spazio vuoto ai lati.
    il fatto che esista lo zoom non è un motivo per fare le cose alla carlona.
    come dire che non serve ottimizzare il codice dei videogiochi perché tanto le schede grafiche sono sempre più potenti.

    spesso sono gli utenti meno esperti che hanno difficoltà a leggere (per via dell’età) e comunque la funzione zoom non è così conosciuta nemmeno tra i giovani.

    inoltre i vari browsers zoomano in modi diversi e molti siti sono scritti così male che quando si zooma (soprattutto con ie) diventano inusabili.

    se si fa un lavoro lo si fa bene!
    se non si ha tempo per rifare il layout ogni mese lo si fa una volta sola usando uno stile classico che vada bene per qualche anno

  4. @federico: nessuno ha affermato che bisogna lavorare senza criterio, solo che i parametri da tenere presenti sono altri, e i layout elastici risolvono un problema che ormai non esiste più.

    Se qualcuno ha difficoltà a leggere un sito, molto probabilmente i caratteri di partenza sono comunque troppo piccoli: mi vengono in mente i siti in flash con font di 8 pixel, un’assurdità spesso considerata legittima.

  5. Non dimentichiamo la robustezza delle pagine create. Un layout elastico
    garantisce meglio la possibilità di adattamento verso dispositivi differenti.
    A meno che non si voglia definire a priori la risoluzione dei dispositivi
    video. Resta comunque da sottolieare che la parola “elastici” diviene spesso
    sinonimo di modificabilità assoluta, il che non è possibile.
    E’ un indicazione. Purtroppo l’argomento è tecnico ed ha una ricaduta pari
    a 0 presso il cliente che commissiona il sito. I costi di una pagina fatta
    in modo corretto sono a carico dello sviluppatore.

  6. Presi i dovuti accorgimenti, è possibile gestire un layout elastico. Richiede certamente più tempo e più accortezze, ma i suoi vantaggi restano quelli che sono a prescindere dal dispositivo di un utente (che è il motivo per il quale si usano).
    Non è vero che lo zoom di un fisso ha lo stesso effetto di uno zoom su un sito elastico o fluido. E non bisogna denigrare gli utenti che magari vorrebbero poter aggiornare il proprio browser, ma se si collegano da una postazione pubblica o da un vecchio pc (e solitamente sono gli utenti più poveri o meno esperti, che non sarebbe giusto penalizzare ulteriormente) come fanno?
    Io non ne farei una questione di bandiera (flusso vs elastico vs fluido). Infatti se voglio ottenere un sito adattabile e con caratteristiche avanzate di accessibilità, sarebbe meglio integrare le tre unità di misura, usando ad esempio l’em per il testo e simili, le percentuali per il layout magari individuando punti massimi di estensioni e punti di rottura del layout; i pixel quando ce n’è bisogno.
    Naturalmente tutto dipende dal tempo e dalle risorse a disposizione e da quelle necessarie per raggiungere gli obiettivi del lavoro
    Ciao!