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apr 14 2008
Navigando in rete si fanno ogni giorno delle scoperte, quella odierna per me è stata 99designs. E’ un sito creato dai gestori di Sitepoint che permette di organizzare dei contest, stabilendo un compenso. I partecipanti sottopongono i loro lavori ed il creatore del concorso decide quale accettare, pagando la cifra stabilita.
Sembrerebbe interessante, se non fosse che la maggior parte dei lavori (soprattutto attività di logo design, ma anche layout per siti web) hanno compensi tra i 100$ ed i 200$, cifre veramente irrisorie soprattutto se pensate al cambio euro-dollaro.
A volte si incontrano clienti che per la realizzazione di un sito affermano “lo faccio fare a mio nipote.. se la cava con i computer e risparmio”, ma in quel caso il risultato sarà logicamente amatoriale. A questo target di clienti non interessa il lavoro di un professionista. Qui però il problema passa ad un livello diverso, perchè i risultati finali spesso sono buoni, ma ricevono un compenso non adatto.
Il punto cruciale è uno: il mercato è cambiato, non servono innovazione e grandi investimenti, ma nella maggior parte dei casi si scelgono le soluzioni più economiche. Ovviamente anche i gestori di 99designs ne sono consapevoli, ma finchè avranno partecipanti ai contest non ci sarà motivo per cambiare politica.
Proprio pochi giorni fa sulle pagine di questo sito è stato sollevato indirettamente il problema, nei commenti del contest per il logo di Kublai, che aveva un premio di 1000€. Se pensate che nel caso di 99designs ci sono lavori di buon livello realizzati anche per 100$, gli spunti di riflessione non mancano.
Ci sono stati diversi articoli sui problemi del mercato IT anche su Punto Informatico: uno dei più interessanti è del Novembre scorso, di Giuseppe Cubasia, che dice:
Per semplificare, il mercato dell’IT è diventato come l’IKEA.
Ne aprono sempre di più e sono sempre di più affollate perché la gente vuole soluzioni economiche, talmente economiche che se le monta da sola, magari male, consapevole che non è proprio quello che voleva, consapevole che tra pochi anni dovrà ricomprarle, però sono soluzioni economiche e che fanno (quasi) al caso loro.
Personalmente credo che il problema esista, ma debba essere valutato senza rassegnarsi. Se si hanno le qualità, trovare lavoro nel settore non è impossibile, l’importante è cercare negli ambiti giusti. Il sito amatoriale può essere fatto da più o meno chiunque, ma ci sono determinati progetti che necessitano di figure specializzate, ed è lì che si può fare la differenza.
Ci sarà sempre chi avrà bisogno di consulenti di accessibilità ed usabilità, che dovrà affidarsi ad un professionista per evitare problemi ed avere garanzie sia di qualità che di assistenza.
Voi cosa ne pensate? Aspetto i vostri pareri a riguardo, l’argomento è rilevante sia per chi lavora nell’ambito del web design, che più in generale nel mercato IT.
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Purtroppo anche in questo settore siamo arrivati al 3×2, paghi 2 prendi 3… e l’attenzione a volte si concentra maggiormente sul costo e non sulla qualità.
E’ anche vero che questo sito da la possibilità a tutti di cominciare a lavorare nel settore, magari proprio a chi, pur essendo bravo non riesce a partire, perché è alle prime armi…
Ovvio è che con compensi così bassi, un esperto difficilmente si avvicini a questo tipo di mercato.
Ciao Tom, è un discorso molto lungo che abbiamo già affrontato su iwd. Quello che penso è che infondo siamo noi a decidere, in maggior parte, il valore del nostro prodotto, perchè devo essere costretto a sminuire il mio lavoro? Il cliente mi risponde che suo nipote è bravo a usare frontpage? bene, che si faccia fare il sito da suo nipote, io preferisco lavorare con un altro tipo di clientela! Questa logica ha maggior peso sul mercato quanto da maggior fiugre viene supportata, quindi non svendete il vostro sudore e cercate sempre di migliorarvi e specializzarvi: la professionalità alla fine paga sempre.
Pienamente d’accordo. Ai miei clienti, troverai sicuramente qualcuno che te lo farà a di meno, o quasi a gratis. Ma se hai degli obiettivi da raggiungere nel tuo business allora io ho le capacità per farlo. :)
Il punto è esattamente questo, per avere un lavoro di qualità non è possibile fare a meno di un professionista. C’è chi lavora per pochi spiccioli, ma il risultato non potrà mai essere equivalente.
Se poi vogliamo parlare della grande ignoranza all’interno del settore, anche in grandi aziende, il discorso si estende. Spesso chi prende le decisioni non ha idea di cosa comporti un determinato lavoro, o che differenza ci sia tra html e javascript :P
Per me è un gran problema… Qualche anno fa fui pagato 400€ per la grafica di un sito completamente statico (quasi mi vergognai). Ora, a quella stessa cifra mi tocca anche configurare server-firewall e compagnia bella! La cosa peggiore di tutte è che fanno fare il lavo al proprio “nipote”, ovviamente il risultato non è soddisfacente e chiamano un professionista che si ritrova a dover ritoccare un codice scritto con i piedi senza alcun criterio e pattern. Una volta dovetti modificare un sito che era stato scritto con word…
Il problema è anche un’altro: la progettazione informatica troppo spesso è lasciata all’informatico e basta.
Questo, che può sembrare ovvio, in effetti non lo è manco per niente.
I prodotti che vengono spesso realizzati tengono conto più delle esigenze dello sviluppatore che di quelle dell’utente finale, ingenerando una sorta di concorrenza tra ciò che viene fatto autonomamente col famoso nipote (non lo fa benissimo, ma corrisponde alle mie esigenze e magari lo cambio) da quello che fa il professionista che spesso è molto poco incline a approcciarsi alla sua creatura ascoltando le esigenze “spicciole” della clientela, un pò perchè sa quello che fa (come tecnico) e quindi fa le cose come vanno fatte (alcune cose hanno un modo solo per essere ben fatte) un pò perchè incapace di fare meglio non conoscendo come opera l’utenza che userà il prodotto, e quindi non conoscendone le esigenze e le difficoltà in modo abbastanza approfondito.
Questo allontana soprattutto le piccole aziende, impaurite da costi alti (giusti) rispetto al “nipote” e oltretutto assai poco capaci di indirizzare l’informatico nella direzione che gli serve.
Secondo me,come per il resto del mercatro conta anche molto il fattore “globalizzazione”, mi capita spesso di trovare per la rete, web-designer (soprattutto indiani devo dire) disposti a realizzare siti internet per 100$-150$ e anche bisogna riconoscerlo di ottima qualità.
E’ vero, bisogna tener conto anche di chi lavora molto bene a prezzi stracciati (come il sottoscritto).
Sono perfettamente daccordo. Anche a me è capitato in passato di vedermi rifiutati lavori addirittura perchè il cliente aveva trovato qualcuno che “il sito web me lo fa gratis…”. Le persone non capiscono quanto un sito può fare per la loro attività la differenza, non capiscono che un buon sito è un investimento che può portare loro altra clientela e nuovi introiti. Tutto sembra visto come un gioco, e come tale non è giustificato un investimento oneroso. Specialmente oggi che un sito vetrina può trasformarsi in community e quindi fidelizzare il cliente, penso che non investire sul web vuol dire per un’attività, rimanere molto indietro.
[...] un libro di Sitepoint, sito che tra i vari progetti (vedi 99designs) annovera anche una ricca collezione di pubblicazioni, sia cartacee che [...]
Scusate se tiro fuori un articolo così vecchio, ma 99designs è stato un sito che ho scoperto solo di recente…
Vorrei chidervi due cose in merito:
1) Ammesso che un italiano vinca uno di questi contest, e quindi di conseguenza venga pagato, è tutto legale? Mi spiego meglio, uno che partecipa a un contest retribuito può essere una persona qualsiasi, non necessariamente un libero professionista provvisto di partita iva… Il pagamento non risulta poi come se fosse “in nero”?
2) Esistono anche siti italiani che organizzano contest similari? O comunque siti dove venga richiesta la creazione e/o il montaggio di siti web, ovviamente con retribuzione?
Grazie.
99 designs e geniale.
Tanti amatori che ci provono.
i professionisti si vedono chiaramente subito e ce ne sonno tanti.
Lavorono durante il giorno in grande ditte, la sera fanno due disegni e vincono un po di soldi in più ogni mese (i più bravi guadagnano 15% delle loro participazioni). Due vittorie al mese fanno 600 dollari in più dello stipendio…
Per l’aquirente la scelta e immensa (se il creatore del contest gestisce bene i feedback) e ogni designer fa evolvere il suo logo in funzione dei commenti. cè vera comunicazione.
Per ogni logo in concorso ci sono più o meno 300/400 proposte !
Tra lavorare con grafici italiani che faranno 2/3 loghi a fattica e proverano di imporre le loro povere creazioni e 99 designs cè un abisso!
E la piu grande agenzia di grafici al mondo, semplice.
E i prezzi sono al livello. grafici usa, brasiliani, indonesiani, serbi… questo e la competizione: e questo e il valore del lavoro per un grafico: non solamente guadagnare soldi, ma anche guadagnare un contest/concorso.
E cè spazio per tutti i designers, perché chiaramente la scelta non si fa in funzione della qualità objetiva el logo, si fa in funzione del gusto del acquirente.
@shane
Dal punto di visto italiano, un designer partecipa e si fa pagare sul suo conto… in un certo senso si , e al nero.
ci sono sempre di pù siti “colaborativi” vedi http://it.zooppa.com/
Ciao,
sono iscritto su 99designs da circa un anno e devo dire che mi sento perfettamente d’accordo con “br1spina”…
C’è un ventaglio di ottimi contest con prezzi che qui in italia raramente andresti a guadagnare per un logo…a mio avviso 250 dollari per un logo fatto in uno/due giorni di lavoro mi sembra un ottimo guadagno..ripeto..qui in Italia, dove un lavoro di quel tipo è visto come una cosa che può benissimo disegnarti tuo nipote.
Inolte ora i contest sono prepagati il che vuol dire soldi subito, cosa ancora più rara di questi tempi.
CIAO!