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mag 24 2006
Leggendo un articolo su A List Apart, ho trovato delle inquietanti riflessioni che riguardano le future WCAG 2.0, ovvero le linee guida da seguire per l’accessibilità dei contenuti della rete.
La prima versione delle WCAG risale al 1999, e negli ultimi tempi sono molti gli sviluppatori web che ne cominciano a seguire le indicazioni. Questo va a vantaggio di tutti gli utenti, perchè le problematiche riguardanti l’accessibilità non riguardano esclusivamente i disabili, e sarebbe un grave errore pensarlo.
Perchè allora lavorare su una nuova versione di queste linee guida? Il motivo alla base è fare in modo che le indicazioni possano essere valide in un contesto più largo, senza fare riferimento a tecnologie specifiche o a tipi di contenuti particolari, restando più generici possibile.
Faccio un esempio che sicuramente lascerà interdetti tutti coloro (me compreso) che hanno sempre seguito gli standard, ma che spiega il cambiamento: nelle WCAG 1.0 troviamo chiaro il divieto di utilizzare le tabelle per scopi presentazionali. Vanno usate (giustamente aggiungo io) solo per organizzare dati tabellari. Ma ecco la sorpresa: nelle WCAG 2.0 viene detto di non utilizzare il codice in maniera semanticamente scorretta, e basta. Viene poi semplicemente aggiunto:
“Note that the use of HTML tables for layout is not an example of this failure as long as the layout table does not include improper structural markup”
In pratica basterebbe evitare di mettere tag impropri dentro le tabelle, come th o caption.
La speranza è che questo documento subisca nuove modifiche essendo ancora una bozza, ma la preoccupazione che certi standard subiscano una decisa inversione di tendenza è abbastanza grande. Nell’articolo di A List Apart vengono indicati altri punti che fanno sorgere molti dubbi sulle WCAG 2.0, ne riporto alcuni:
Questo è solo un semplice estratto, ma è abbastanza per rendersi conto di quali cambiamenti ci siano in programma. Se volete documentarvi meglio sulla vicenda, questa è la documentazione (in inglese):
Sicuramente ci saranno altri aggiornamenti sulla vicenda, ma l’impressione generale è che le basi di queste linee guida siano state gettate e difficilmente cambieranno. Aspetteremo notizie a riguardo, sperando in qualche variazione.
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bhe alcuni dei punti che hai riportato fanno venire la pelle d’oca…
In particolare il 5 e il 6 minano la libertà dei designer (basta vedere l’ottimo libro transcend CSS di clarke che insegna a realizzare design semanticamente corretto criticando i float a favore delle tecniche di posizionamento…)
Il punto 1 ha veramente poco senso…
Mentre l’unico punto su cui sono almeno parzialmente daccordo è il punto 4 che a conti fatti risponde ad un esigenza legata alle risorse limitate di chi inserisce contenuti video. Fornire alternative testuali sincronizzate o riassunti di contenuti multimediali spesso è un onere superiore alla buona volontà di molti portali.