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giu 08 2010
Navigando su internet spesso capita di imbattersi in nuovi tool per valutare l’accessibilità di un sito. Non mancano post che presentano liste infinite di strumenti utili per rendere un sito “accessibile”, e che promettono di dare un contributo alla causa con pochi click.
In queste circostanze però c’è un dettaglio da tenere sempre presente: un sito accessibile non può prescindere dalla validazione manuale, effettuata da una persona in carne ed ossa.
Gli strumenti automatici possono aiutare in determinate circostanze, ma alcuni tipi di controlli così come la scrittura del codice devone essere effettuati da uno sviluppatore. Per alcuni requisiti infatti non esistono ancora i mezzi per sostituire la mente di un web designer ben preparato, per fortuna di chi lavora nel settore.
Non è comunque corretto generalizzare, perché esistono vari strumenti efficaci. Questi tool vanno presi seriamente in considerazione quando un controllo manuale richiede troppo tempo o è effettivamente impossibile: sono un esempio il controllo del contrasto dei colori, della leggibilità per utenti daltonici, e la ricerca di errori HTML in lunghi estratti di codice.
Quelli di cui non posso fare a meno sono:
Permette di convertire un sito esistente in bianco e nero. Utilizzando solo tonalità di grigio è molto più facile capire se il contrasto di determinati elementi sia sufficiente. E’ così possibile avere un’idea di come certi utenti potrebbero visualizzare il sito in esame.
Avevo parlato già della creazione di Giovanni Scala: Check My Colours è un altro utile strumento per valutare il contrasto degli elementi di un sito web. Il test è molto severo e rigoroso, e fa bene il suo dovere.
Questo sito offre diversi strumenti utili: il più famoso è quello per analisi del contrasto dei colori (esistente anche come estensione di Firefox), ma non è l’unico tool disponibile. Tra quelli esistenti, segnalo Image Analyser, che unisce in modo intelligente la praticità di un test automatico con la validazione manuale, per controllare che le immagini di una pagina abbiano il testo alternativo corretto.
L’obiettivo di questo post non è spiegare passo dopo passo la realizzazione di un sito accessibile, ma una considerazione è d’obbligo: la progettazione di un sito che rispetti determinati requisiti inizia fin dalle prime bozze, ancora prima della realizzazione delle proposte grafiche.
Una parte fondamentale è anche la scrittura del codice delle pagine: realizzare un template HTML rispettando gli standard del W3C è un primo passo per la realizzazione di un sito accessibile. E’ molto più difficile fare il percorso a ritroso, analizzando a posteriori un sito già esistente.
Proprio per questo motivo l’utilizzo di qualsiasi validatore automatico viene dopo l’abilità di uno sviluppatore: se il codice di un sito è ben realizzato, renderlo accessibile sarà più facile. Ricorrere a tool esterni significa che molto probabilmente sono stati commessi degli errori in passato, o si è trascurato il tema dell’accessibilità in fase di creazione per poi pagare la scelta a caro prezzo.
L’incognita più grande resta però quella riguardante i contenuti. Non serve a niente realizzare un template accessibile (vedi Stardust per WordPress), se poi chi si occupa di gestire il sito non tiene conto di determinati problemi come l’alt text delle immagini o la leggibilità dei testi. Un sito accessibile può essere tale solo se tutte le parti coinvolte sono coscienti del problema e sanno come gestirlo, altrimenti è facile ritrovarsi con un risultato scadente.
Aggiornamento: è stato pubblicato proprio in questi giorni un interessante articolo sulle checklist dei test di accessibilità automatici. L’argomento è del tutto simile a quello trattato in questo post, con alcune proposte e raccomandazioni. Le conclusioni sono simili, ma vi consiglio di leggerlo (è in inglese): Can checklist accessibility be harmful?
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Classificato in accessibilità.
TomStardust.com è realizzato secondo i canoni dell'accessibilità, le normative del W3C, e la legge Stanca, pur non essendo il sito di una pubblica amministrazione e non avendo nessun obbligo a riguardo.
Poter navigare su internet ed accedere alle informazioni sulla rete è un diritto di tutti, realizzare siti che rispondano agli standard web dovrebbe essere un dovere di ogni sviluppatore.
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8 giugno 2010 alle 09:14
ElmookIo elencherei anche la WAVE toolbar e Contrast-A. Due software per me indispensabili.
9 giugno 2010 alle 16:22
TomHo inserito un aggiornamento alla fine del post, linkando un articolo interessante che è stato pubblicato proprio in questi giorni.
26 giugno 2010 alle 01:22
EmanueleAh non sapevo ci fossero anche questi servizi per verificare l’impatto grafico ^^ in ogni caso io reputo molto utili quelli forniti dal w3c, compreso il validatore di CSS.. peccato che vengano rilevati molti errori che spesso non è necessario correggere (ad esempio piccolezze sul javascript).. sul mio sito ad esempio rileva quasi 2000 errori, il 99 per cento del quale è legato agli script (in particolare jquery, irrinunciabile) oppure a css non modificabile fornito da blogger -.- cmq è sufficiente organizzare la validazione per gruppi di errori ed in un attimo si identifican quelli d’interesse..
mannaggia che commento arzigogolato ^^’
26 giugno 2010 alle 01:24
EmanuelePs complimenti a Tom che è riuscito a realizzare davvero un bel sito in XHTML Strict! Con tanto di effetti speciali per giunta..