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giu 20 2007
Più di un anno fa, Joe Clark aveva attaccato il W3C e le sue linee guida sull’accessibilità in un articolo ormai famoso di A List Apart. Era evidente che la situazione avrebbe portato a qualche clamorosa conseguenza, ed infatti di lì a poco sorse WCAG Samurai, un’iniziativa indipendente che si proponeva di scrivere delle proprie linee guida.
Dopo un lungo periodo di attesa, sono da poco state pubblicate le WCAG Samurai Errata, segnalate da Roger Johansson: delle indicazioni che vanno ad integrare e correggere le WCAG 1.0, pur usandole come base.
Si compongono di due parti: un’introduzione che spiega come interpretare il documento, e le linee guida vere e proprie. La differenza principale è la sinteticità: non c’è spazio per equivoci. Ecco alcuni punti principali:
Davanti ad uno scenario del genere, cosa aspettarsi? E’ interessante vedere un sempre maggiore fermento verso le tematiche legate all’accessibilità della rete, ma ci sono anche dei rischi.
Se il movimento finisse per frammentarsi in una serie di indicazioni differenti tra loro, secondo voi cosa succederebbe? Probabilmente i produttori di browser si sentirebbero ancora più autorizzati a decidere autonomamente, cosa che la Microsoft ha cercato di fare per anni imponendo le proprie scelte come standard, grazie alle sue quote di mercato.
La speranza è che tra W3C e WCAG Samurai si riesca a definire uno standard unico, evitando di restare imbrigliati in burocrazie eccessive. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.
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20 giugno 2007 alle 19:49
RunaOltre a questi fatti è molto acceso il dibattito sulle evoluzioni ormai separate di xhtml e html 5, guidate rispettivamente da w3c e da un altro consorzio autorevole. Le linee di sviluppo divergono notevolmente. Per i webmaster particolarmente zelanti il problema futuro probabilmente non sarà solo legato alle diverse interpretazioni dei browser ma anche alle diversità di codici parimenti “validi”.
21 giugno 2007 alle 09:42
EduardoConcordo con la troppa frammentazione delle linee guida e ciò porterebbe a standard propri per ogni produttore. Poi l’abbandono di strutture valide come xhtml in favore di una struttura più malleabile e unica(html5 ha premesse molto valide) porterà a problemi non indifferenti visto il basso riscontro che ancora ha xhtml sul web.
21 giugno 2007 alle 17:38
Agriturismo pugliaSi ma quello che non capiscono è che la rigidità del xhtml può portare al massimo nove buone!
Infatti se tutti i browser gestiscano il rigido xhtml nello stesso modo, un web designer non si ammazzerebbe la vita!
22 giugno 2007 alle 11:43
Izzyweb.itè proprio vero che i grandi siti non gli frega niente delle wc3. personalmente cerco di rendere il codice più “passabile” perdendo ore anche se avvolte mi devo arrendere all’immane lavoro che ci sta dietro……
22 giugno 2007 alle 20:39
Ceglie MessapicaInfatti queste continue biforcazioni rallentano di molto lo sviluppo di siti consoni agli standard. Non sempre si riesce a stare dietro a tutti i trucchi e trucchetti necessari a rendere il codice come dici tu “passabile”.