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gen 07 2008
Da pochi giorni è online il nuovo sito di e-commerce della Feltrinelli, nota libreria e casa editrice: sono rimasto piacevolmente sorpreso da alcuni particolari dell’operazione, ma non mancano le note negative.
Il primo punto a favore dell’operazione è sicuramente l’apertura del sito avvenuta in Dicembre, a favore dei clienti già registrati. Ho infatti ricevuto l’invito a partecipare ad una vera e propria beta privata: una password permetteva l’ingresso nel sito ancora chiuso. Operazione in pieno stile web 2.0, con la possibilità di inviare feedback e commenti. Idea ottima che ha premiato i clienti più fedeli, aumentando l’interesse per il nuovo sito.
Altra nota a favore riguarda la grafica. Molto più curata rispetto al passato, presenta qualche imperfezione come le tab della navigazione principale che appaiono troppo grossolane e definite male, ma l’impressione generale è buona. Ci sono anche alcuni elementi di interaction design interessanti, come lo slider in evidenza al centro della pagina.
La prima cosa che mi ha sorpreso in negativo è stata l’assenza di un comunicato per il lancio ufficiale. Dopo tanto sforzo per mostrare ai clienti più fedeli la nuova creazione, non mi è arrivata nemmeno una email di notifica. Mi sono accorto per caso che il nuovo sito era online.
Un secondo particolare negativo, da evitare quando si rinnova un sito, è l’eliminazione di funzioni che fino a quel momento erano particolarmente apprezzate. Sul vecchio portale era possibile conoscere la disponibilità dei libri nei vari punti vendita, adesso non più.
Il nuovo sito Feltrinelli presenta alcune idee interessanti, il cui impatto si è però perso in una scarsa cura dei dettagli.
Quello che inoltre continua a farmi riflettere è la poca importanza data alla validazione del codice html ed all’accessibilità. Non succede solo in questo caso, anzi la maggioranza di portali medio-grandi ha ben poca cura per questi aspetti.
E’ possibile fare qualcosa per cambiare questa tendenza? Le mie speranze per l’immediato futuro sono ben poche, basti pensare al caso di Google di cui ho parlato in passato.
Aggiornamento: ho avuto un interessante scambio di mail con Luca Innocenti, responsabile Customer Satisfaction di Feltrinelli, che mi ha fornito alcuni elementi per meglio giudicare il nuovo sito. Riporto direttamente le sue parole che integrano quando ho scritto:
“[..] lo scaffale sarà esportabile e condivisibile con altri utenti: in questo modo potrà “sbirciare” nello scaffale degli altri utenti che hanno gusti simili per scovare qualche libro o cd o film interessante.
Per quanto riguarda i “contro” le preciso che la ricerca della disponibilità presso i negozi non è stata disattivata, ma è semplicemente riservata agli utenti Carta Più. La stiamo comunque estendendo anche agli utenti registrati al sito. Può accedere a tale funzionalità entrando nella scheda prodotto e selezionando “dettagli”: visualizzerà un link “ricerca disponibilità presso i punti vendita”
La decisione di non comunicare in modo “invasivo” il lancio del nuovo sito, infine, è dovuta innanzitutto alla necessità di approfondire i test. Stiamo muovendo i primi passi e qualche funzionalità, come può immaginare, deve essere rafforzata.”
Sentitevi liberi di dire la vostra, il dialogo è aperto e qualsiasi suggerimento potrebbe essere preso in considerazione se degno di nota.
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7 gennaio 2008 alle 12:11
MonteSecondo me le tab di navigazione principale sono fatte così apposta per risaltare sul resto del contenuto…poi ovviamente va a gusti!
Speriamo che implementino di nuovo la funzionalità di disponibilità.
7 gennaio 2008 alle 15:38
RixSolo per dire che le funzioni del vecchio sito “incompatibili” con la vocazione e.commerce del nuovo sono state rese meno visibili e da scoprire in posti poco evidenti…..
(la disponibilità dei negozi è finita nei dettagli della scheda prodotto)
:-)
7 gennaio 2008 alle 15:56
Tom@Rix: attento osservatore.. ma se non sbaglio la funzione per vedere la disponibilità dei libri c’è solo per gli utenti Carta Più (forse anche quelli registrati, dovrei fare un test), mentre prima era di dominio pubblico.
7 gennaio 2008 alle 16:13
MonteEsatto
7 gennaio 2008 alle 17:05
CristianPenso che sia un sito che ha molte pecche a partire dalla navigazione fino ad arrivare ai contenuti stessi per niente web 2.0 a mio avviso. Dove sono i pareri degli utenti? Dov’è la breadcrump trail? Mi piacerebbe sapere chi lo ha fatto e quanto si sono fatti pagare. Il design grafico è squallido.
La Feltrinelli merita di meglio.
7 gennaio 2008 alle 17:09
RunaSecondo me chi va sulla pagina principale della Feltrinelli lo fa perché nel 90% abbondante dei casi gli interessano i libri, o un libro in particolare. Ma nella home lo spazio riservato ai libri è in una proporzione ben minore, inferiore al 33%. In altre parole lo spazio riservato a dischi, film, locandine di eventi, carte promozionali eccetera mi pare squilibrato. Sulla grafica non ho da ridire, può piacere o non piacere ma mi pare abbastanza “pulita”.
7 gennaio 2008 alle 17:18
Monte@Runa: proprio perchè il 90% cerca libri e cmq li comprerà, loro cercano di far focalizzare l’attenzione sul altri contenuti e prodotti per espandersi.
7 gennaio 2008 alle 20:28
TomMi fa piacere che l’argomento abbia generato una discussione interessante, vi consiglio di leggere l’aggiornamento in coda al post.
@Cristian: sono d’accordo sui problemi di navigazione e condivido la poca usabilità del sito, ma per quanto riguarda il design c’è di molto peggio in giro, non userei toni così critici.
8 gennaio 2008 alle 00:50
MonteConcordo con la loro decisione di “non invasione”
8 gennaio 2008 alle 10:49
Tbonea me piace graficamente, so che hanno in mente anche di fare anche una sostanziosa campagna di lancio e che hanno preso pure dei professionisti del marketing. per le funzionalità 2.0 sono d’accordo con voi, per ora poco e niente
9 gennaio 2008 alle 19:56
RunaIl fatto che ti abbiano risposto è un ottimo segnale di disponibilità. Condivisibile la scelta di non strombazzare troppo se si è una sorta di “beta”.
10 gennaio 2008 alle 14:03
Blip> Quello che inoltre continua a farmi riflettere è la poca importanza data alla validazione del codice html ed all’accessibilità. Non succede solo in questo caso, anzi la maggioranza di portali medio-grandi ha ben poca cura per questi aspetti.
a quanto vedo in realtà mi sembra decisamente molto più curato rispetto alla stragrande maggioranza dei siti. Già il fatto che sia usato XHTML strict, senza tabelle e con un ottimo uso del css è quasi incredibile: c’è qualche errore di validazione ma sono pochissimi (giusto qualche & senza escape o poco altro), non mi sembra per niente male da questo punto di vista!
10 gennaio 2008 alle 14:14
Cristian@Blip: mi sembra il minimo per uno sviluppatore serio che realizza il sito della Feltrinelli validare per XHTML 1.0 Strict. Il layout è qualcosa di visto e stravisto e per nulla complesso da realizzare.
10 gennaio 2008 alle 22:33
Blip@Cristian: sarà, ma la differenza rispetto a http://www.internetbookshop.it o http://www.bol.it è abissale. Prova a validare il sito di la feltrinelli con il validatore del w3c e vedrai che ha sicuramente meno errori di questa stessa pagina ;)
11 gennaio 2008 alle 17:18
CristianScusatemi ma probabilmente non sono stato chiaro. Non critico la presenza di quei piccoli errori di validazione di Feltrinelli che probabilmente sono introdotti da chi aggiorna il sito mediante CMS, ma mi danno da pensare espressioni tipo
“il fatto che sia usato XHTML strict, senza tabelle e con un ottimo uso del css è quasi incredibile”…
o comunque sentire sviluppatori in generale sbalordirsi difronte a siti realizzati in XHTML 1.0 Strict o peggio ancora chi definisce un sito in ottica Web 2.0 solo perché il logo ha la riflessione a specchio o i pulsanti hanno l’effetto glare. Mi viene seriamente da ridere :-)
Vorrei far sapere a tutti o almeno ricordare che le recommendation del W3C riguardo all’XHTML 1.0 Strict sono del 26 Gennaio 2000. Non mi sono affatto sbagliato: 2000. Quindi sono 8 anni che lo standard esiste e quindi stupirsi che venga adottato è a mio modesto parere come stupirsi se una auto è catalizzata.
30 maggio 2008 alle 16:02
AlbertoA distanza di tempo ho rivisitato il sito della Feltrinelli e ho trovato un particolare di non poco conto che secondo me lo pregiudica per diversi motivi, anche se potrebbe apparire una stupidaggine. Le schede dei singoli prodotti sono identificate da un numero, che risulta anche dall’URL, composto da sei cifre. Inspiegabilmente, a differenza degli altri maggiori e-store di libri, cd e musica, la feltrinelli ha deciso di non utilizzare il codice ISBN/EAN. Questo determina diverse incompatibilità con servizi terzi che vogliano interagire con il loro sito.
16 giugno 2008 alle 18:23
AlbertoAggiornamento: adesso sia per i libri sia per i dischi è possibile effettuare la ricerca tramite EAN. Il motore interno porta direttamente alla scheda del singolo oggetto identificato dal codice.
17 giugno 2008 alle 09:45
Tom@Alberto: grazie per l’aggiornamento! Per chi non lo sapesse, il codice EAN (European Article Number) è il formato di codice a barre europeo.
16 agosto 2008 alle 20:24
FabrizioIo sono purtroppo sono titolare della carta più (sfortunatamente avuta per regalo).Per me è stata una beffa perchè nella mia città non è presente alcun punto vendita.
1)Le loro librerie sono poco fornite;
2)Sono molto lenti nelle consegne;
3)Volevo fare un acquisto con la carta più on line, ma non posso pagare con la stessa,in quanto il sito richiede solo pagamento con carta di credito e contrassegno.
Scusate ma allora a che serve questa carta più?
15 marzo 2009 alle 11:34
FrancescoIo Mi trovo abbastanza bene col sito ma… per chi come me mangia musica dalla mattina alla sera e colleziona cd e dvd, noterà la grave mancanza della ricerca di disponibilità di vinili e cd singoli…. cosa che fino al 2006 si poteva fare… Probabilmente troppa gente si faceva tener da parte singoli che alla fine non comprava piu… o forse xche appunto in italia avevan già in piano di togliere i cd singoli dalle classifiche… tristezza comunque su questo lato…
20 aprile 2009 alle 15:36
Luca InnocentiCaro Francesco, da circa 10 giorni sono disponibili anche i Vinili su LaFeltrinelli.it : sono certo apprezzerai.
Ne approfitto per aggiornare la discussione in merito alla condivisione dei contenuti e opinioni tra gli utenti: è attiva da diversi mesi la messaggistica tra utenti e lo Scaffale è diventato, come annunciato, un Widget esportabile su Facebook con un clic.
Buona navigazione
Luca Innocenti
20 aprile 2009 alle 15:38
FrancescoLuca grazie!!! finalmente! sogno esaudito direi :p
20 aprile 2009 alle 15:43
FrancescoLuca, sapresti, gentilmente spiegarmi come si fa per carcare vinili per nome artista ?
Grazie mille
20 aprile 2009 alle 16:22
Tom@Fabrizio:
Credo che tu stia facendo confusione, il tuo commento non mi è chiaro.
La Carta Più Feltrinelli è una tessera fedeltà, non una carta di credito, è normale che tu non possa pagare con quella. Tra l’altro non può essere regalata: è nominale. Qualcosa non torna in quello che dici.
Poi posso affermare con cognizione di causa che i punti Feltrinelli e soprattutto il negozio online sono assolutamente ben forniti: visto che affermi di essere proprio un cliente online non capisco la tua critica.
@Francesco:
In effetti mi pare manchi un filtro per cercare a seconda del tipo di supporto, mi sento di consigliarne l’introduzione a Luca.
Io comunque ho cercato “vinile” e ho trovato 46 pagine di risultati con l’etichetta “long playing”, magari puoi partire da lì :)
20 aprile 2009 alle 16:26
FrancescoCiao Tom, Eh infatti si ora mi trova, ma ho capito basta andare anche dentro l’artista.. e cerchi nome album e ti trova tutto anche LP ECC
24 aprile 2009 alle 21:01
DanieleHo provato a fare 2 ordini con la mia QuickWeb carta ricaricabile Visa Electron di Unicredit ma sembra essere incompatibile -_-, spero milgiorino il servizio della Carta di credito che messo lì così sembra veramente anonimo e comincino ad utilizzare Paypal…..