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nov 12 2008
Nella realizzazione di siti web è normale che emergano delle tendenze più o meno di successo. E’ accaduto con i siti Web 2.0, poi è stata la volta dello stile grunge, nei prossimi mesi noteremo sicuramente nuove mode.
In questo ambito però viene spesso trascurata la componente innovativa: quanto è conveniente seguire le tendenze del momento a scapito della sperimentazione? Realizzare un sito che somigli a qualcosa di già visto potrebbe essere controproducente, e sicuramente non darà ai visitatori dei motivi per rimanere impressionati positivamente.
Un esempio chiave è il recente redesign di Duoh.com, presentato qualche settimana fa sul blog di Veerle Pieters: se non avete visitato la sua creazione vi consiglio di impiegare qualche minuto del vostro tempo per navigare tra le pagine ed esplorarle a fondo.
In questo caso l’obiettivo era realizzare qualcosa di innovativo, ed è stato centrato in pieno. Raggiungere un simile traguardo non è impresa da poco, anche perchè sperimentare significa uscire dagli schemi ed andare contro le mode del momento: a volte è indispensabile.
Veerle scrive a questo proposito:
we needed to explore some new territory and be a little experimental along the way
Esplorare nuove strade è necessario: se nessuno avesse il coraggio di andare oltre le consuetudini, avremmo siti tutti uguali. E’ quello che è accaduto nel periodo di maggior successo dello stile Web 2.0, che fortunatamente ora sta diventando obsoleto.
Sicuramente con il passare degli anni il Web Design ha le possibilità di evolversi e conservare alcune buone abitudini, l’importante è non fossilizzarsi su di esse. Non vanno dimenticati i passi avanti fatti nell’utilizzo della tipografia e in alcune scelte di layout (mi vengono subito in mente i footer alti), ma un Web Designer deve anche saper osare.
Nei vostri lavori quanto concedete alla sperimentazione? Trovare il giusto compromesso è probabilmente l’aspetto più difficile, ma se avete intenzione di farvi notare ricordate che non sempre è sufficiente imitare.
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13 novembre 2008 alle 15:28
JJMa cosa stai dicendo?
Stile web 2.0?
Il web 2.0 è uno stile?
Magari i database si fanno in Flash?
Cercate di pensare e documentarvi su ciò che scrivete!
Buona giornata.
13 novembre 2008 alle 17:16
Tom@JJ: mi dispiace doverti contraddire, ma il termine (ormai inflazionato) Web 2.0 è da tempo utilizzato anche per definire uno stile ben preciso. Tanto per darti un riferimento, puoi consultare l’ottima guida di Web Design from Scratch.
13 novembre 2008 alle 22:49
Vittorenon conoscevo questo stile…
13 novembre 2008 alle 23:07
marioNon posso che quotar pienamente TOM il web 2.0 è uno stile!!!!
14 novembre 2008 alle 08:46
Lauryncaro JJ, documentati tu! il web 2.0 è un tipo di sito, che interagisce in modo innovativo con l’utente, ma con la sua esplosione ha portato dietro di sè uno stile grafico inconfondibile che è ora identificato come stile web 2.0.
il sito di Veerle l’ho visto, e l’ho trovato forse troppo innovativo. Confonde molto le idee secondo me. La creatività deve essere sempre a vantaggio dell’usabilità secondo me. ;)
Ciaps!
14 novembre 2008 alle 08:47
Laurynho ripetuto 10.000 volte “secondo me” ahah perdono, non ho riletto prima di pubblicare :P
14 novembre 2008 alle 10:49
Francesco GavelloNon è proprio il mio stile, ma riconosco che ci sia un ottimo lavoro di sperimentazione alle spalle, come tutto il resto di ciò che fa Verlee :)
14 novembre 2008 alle 14:57
Laurabellissima la grafica ma l’avrei usata per comunicazioni più convenzionali (stampa) non lo trovo uno stile molto “web”.
Posso dire “stile web” oppure mi assalite in massa? :-D
14 novembre 2008 alle 15:02
Laurynanche io ho avuto questa impressione. più adatta ad una brochure che al web, le “decorazioni” distraggono dalla navigazione. sembrano voler essere funzionali a qualcosa e invece sono pura grafica.
14 novembre 2008 alle 16:30
TomIn effetti Veerle è nota per lavorare soprattutto con Illustrator e per la carta stampata, che i suoi siti abbiano uno stile orientato in questa direzione è innegabile :)
15 novembre 2008 alle 10:47
MariaBisogna però capirne…. io nonsono molto addentrata nel settore. Maria
18 novembre 2008 alle 00:05
FlavioLa grafica è davvero bella e si vede che hanno cercato di fare qualcosa di innovativo. E’ vero anche che gli elementi grafici confondono l’utente e non rendono facile capire quale elemento sia attivo e quale solo un elemento di contorno. Magari adesso gli utenti sono un pò più smaliziati e non c’è bisogno di imboccargli le cose? PS complimenti per il sito Tom, ti seguo da un pò e trovo i tuoi articoli ben fatti. Continua così
18 novembre 2008 alle 09:12
Tom@Flavio: grazie a te per il tuo contributo :)
18 novembre 2008 alle 12:43
JJCiao
18 novembre 2008 alle 12:52
JJScrivendo certe cose non fate altro che screditarvi.
Dove avete imparato queste cose? Al CEPU?
Ci fate la figura dei cantinari o degli smanettoni che sanno fare solo copia e incolla e passano il tempo libero a fare inutili tutorial.
Per favore! Il web è una professione non un hobby: non fatene una questione solo di grafica o di saper utilizzare Photoshop.
C’è molto di più in questo lavoro che già per conto sui fa fatica a essere preso sul serio… e vi ci mettete anche voi?
Andate dai vostri clienti a dire che gli fate un sito Web 2.0 e poi gli fate gli effetti glare e le riflessioni? Ma vergognatevi!
Avete anche il coraggio di scrivere cose del genere sui vostri blog? Mi viene da piangere.
Provate a rispondere a queste domande:
- apple.com è Web 2.0?
- youTube.com è Web 2.0?
Cercate di documentarvi facendo attenzione alle fonti
http://www.designerstalk.com/forums/web-2-0/25798-web-2-0-graphics-book.html
fatelo per voi stessi.
18 novembre 2008 alle 14:15
LaurynJJ ma tu come molti troll non hai il coraggio di firmarti vero? noi almeno diciamo quello che diciamo e ci mettiamo la faccia = firma dei nostri porfoli e mail
e comunque non stiamo dicendo niente di diverso da quello che dici tu: IL WEB 2.0 NON E’ UNO STILE WEB ma è stato assimilato come tale contestualmente all’applicazione vera e propria dei modelli web 2.0. se vuoi ti elenco le caratteristiche grafiche del “web 2.0″
18 novembre 2008 alle 14:21
Tom@JJ: non mi sembra che la discussione che hai citato presenti una verità assoluta. Sono state sollevate anche lì le stesse obiezioni, ed è stato portato lo stesso identico esempio che ti ho fatto anche io. Ti prego di moderare i toni, la discussione su queste pagine è accettata finchè resta civile.
5 agosto 2011 alle 11:21
Alicesono assolutamente d’accordo sul fatto che sperimentare sia buona cosa ma, da donna di marketing mi preme ricordare che un sito non è mai, o quasi, fine a se stesso. Esercizio di grafica e di stile si possono sempre valutare ma a meno che non sia un sito-porfolio, l’obiettivo è quello di comunicare un messaggio che deve essere il più chiaro possibile. Un sito non è territorio della grafica, ma della comunicazione. la grafica deve essere a servizio di quest’ultima e onestamente nel sito da voi citato non mi sembra che questo sia chiaro. Per me ogni linea, ogni immagine deve avere un significato e una utilità. Insomma correttezza prima che stravaganza. se poi riescono a convivere meglio!