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23 settembre 2013 - Autore:

From the Front 2013: il resoconto

Il racconto della conferenza 2013, tra Blues Brothers e sviluppo web.

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Anche quest’anno l’appuntamento con From the Front non ha deluso le aspettative. Se in passato avete letto il resoconto dell’edizione 2012 troverete molte similitudini: questo è l’evento da seguire per i professionisti del web, per contenuti, ospiti e livello dei talk.

La conferenza si è tenuta a Bologna all’interno del teatro Duse il 20 Settembre scorso. Non era facile superare il livello degli ospiti dell’anno scorso, che vedeva figure come Steve Krug, Jonathan Snook e Aral Balkan. Eppure sono davvero in difficoltà: non è fondamentale dichiarare un vincitore, ma l’edizione di quest’anno se la gioca alla pari.

I talk? Da non perdere, con Bruce Lawson über alles.

Gli interventi

Ben Hammersley – Keynote

Il keynote di Ben è stato decisamente intenso e ricco di spunti. Fondamentalmente una riflessione sul potere che viene consegnato a noi, designer, programmatori e professionisti del web. Il problema è che molto spesso ignoriamo di avere questo potere, mentre dovremmo fare molta attenzione a come influenziamo le vite delle persone.

L’intervento ha prodotto reazioni come questa:

Paul Annett – Designing for mainstream audiences

Paul ha raccontato la sua esperienza degli ultimi anni sul redesign di gov.uk. Il sito del governo inglese è un grande esempio di User Centered Design, e Paul ha lavorato a quel progetto per 2 anni prima di passare a Twitter.

È stato davvero interessante ascoltare come sia stato organizzato il lavoro: un’attenta revisione di priorità e servizi da offrire ai cittadini britannici, eliminando il superfluo, organizzando i contenuti in modo che fossero realmente utili, ed arrivando a far capire l’importanza del lavoro al mondo politico.

Applausi in sala sul video di un parlamentare che difende l’importanza di servizi basati sulle necessità reali dei cittadini e non su ciò che conviene al governo.

In un tweet:

Marta Armada – One size fits none

Marta era alla sua prima esperienza all’estero in lingua inglese, ma se l’è cavata egregiamente.

Il suo talk parlava di strumenti e tool, e di come spesso sia pericoloso affidarsi a loro senza valutarne la reale necessità. Un esempio su tutti Bootstrap, il framework usato ormai dall’1% dei siti mondiali. È possibile che siti diversi, con differenti esigenze, trovino tutti la stessa soluzione utilizzando Bootstrap?

Spesso questo è dovuto alla pigrizia e alla ricerca di facili risparmi nell’immediato, che però avranno ripercussioni in futuro. Essere un designer non significa cambiare skin ad un framework, ma ideare soluzioni su misura.

Vogliamo poi parlare del peso di siti che utilizzano framework e CMS senza averne realmente bisogno?

Sebastian Golasch – The browser, the programmer, and the Dalek

Sebastian ha tenuto un talk tecnico per spiegare cosa l’ha portato a creare Dalek.js, uno strumento per effettuare UI testing su browser reali. Esistono già tool come PhantomJS, il problema è che non utilizzano lo stesso browser degli utenti.

Per effettuare test affidabili serve qualcosa di più, meno complicato da gestire e configurare di Selenium, e basato su un linguaggio come JavaScript.

Da qui nasce Dalek.js, che pur non essendo ancora sufficientemente maturo ben presto potrebbe diventare molto utile.

Rachel Nabors – Animated music videos with CSS3 and HTML5

Cosa dire di una disegnatrice che scoperto il mondo del web ha deciso di dare vita alle sue creazioni?

Rachel ha dimostrato come realizzare un video utilizzando i CSS, limitando all’essenziale l’uso di JavaScript e inserendo come tocco finale una colonna sonora j-pop in HTML5.

Non vi resta che guardare il risultato; trovate le slide con la spiegazione tecnica sul suo sito.

Bruce Lawson – How to destroy the web

Il talk di Bruce valeva da solo la presenza all’evento. Per chi non lo conoscesse, Bruce Lawson è una delle menti dietro al Web Standards Project, sul suo sito difende da tempo temi come l’accessibilità e la difesa degli standard, ed ha parlato di come governi, politici, sviluppatori e pseudo-professionisti stiano facendo di tutto per distruggere la rete.

O meglio, in realtà il talk spiegava esattamente cosa fare per distruggere il web, con una leggera (leggerissima!) ironia inglese.

I ragazzi di From the Front nei prossimi mesi pubblicheranno i video dell’evento, ma nel frattempo vi consiglio di guardare lo stesso intervento di pochi mesi fa a Londra (a Frontend United):

AAron Gustafson – Designing with empathy

Un buon lavoro di design deve avere come obiettivo la soluzione di un problema: non deve mostrare l’ego del designer nè essere per forza esageratamente appariscente. Ci sono una serie di strumenti per lavorare nel modo giusto, come personas e scenari, anche se non sempre vengono utilizzati correttamente.

Spiegare le giuste tecniche era l’obiettivo del talk di Aaron Gustafson, famoso tra le altre cose per aver scritto Adaptive Web Design.

In un tweet:

Queste le sue slide:

Nishant Kothary – The design of people

Nishant ha lavorato in Microsoft e uno dei suoi progetti più importanti è senza dubbio il recente redesign del sito aziendale.

Il sito Microsoft responsive: incredibile, vero?

Il suo talk aveva come argomento le persone e le loro menti.

È stato illuminante: se vi siete trovati spesso a discutere con un cliente o con dei colleghi durante una design review, il problema potrebbe non essere nel vostro lavoro, ma in come viene interpretato dagli altri. C’è chi potrebbe prenderlo come un attacco personale (e qui Nishant ha raccontato il redesign del logo di Channel 9), oppure potreste essere voi stessi ad essere innamorati di una soluzione semplicemente perché è vostra.

Argomento complesso, affascinante, che potete approfondire leggendo questa reading list.

In un tweet:

Seb Lee-Delisle – It’s dark, and we’re wearing sunglasses

Seb è un artista, e unendo il codice alla fantasia ha coinvolto il pubblico in una live demo fuori dal comune. L’obiettivo era colpire i presenti facendo notare che c’è un mondo da scoprire e sperimentare.

È essenziale uscire dalla propria comfort-zone per imparare, trovare nuovi spunti e crescere personalmente.

Fantastico vedere persone del pubblico giocare alla sua versione di Lunar Lander, mentre venivano disegnate in tempo reale le traiettorie (volete provarlo? Fate giocare qualche amico mentre tenete aperta la finestra del viewer).

Conclusioni e ringraziamenti

Anche quest’anno i complimenti per gli organizzatori sono d’obbligo.

Tutto ha funzionato alla perfezione, e già svariati mesi fa era chiaro che From the Front 2013 sarebbe stata una grande conferenza. Le mie aspettative non sono state deluse.

Se vi siete persi questa edizione è davvero un peccato, ma nei prossimi mesi potrete almeno rivedere i video dei talk.

Il mio consiglio è di tenere d’occhio l’evento e liberarvi da ogni impegno per la prossima edizione: conferenze come questa sono uniche in Italia.

2 Commenti a “ From the Front 2013: il resoconto ”

  1. Cogliendo l’intervento di Marta Armada, vorrei spezzare una lancia a favore di bootstrap. Con il progetto ViaggiVerdi lo abbiamo usato e siamo partiti con un vantaggio gigantesco grazie alle sue ottime caratteristiche di interoperabilità tra browsers differenti ma soprattutto perché “responsive”.

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