From The Front 2015

From the Front 2015: il resoconto

Ho partecipato alla quinta edizione di From the Front: ecco cosa mi è rimasto, soprattutto per chi non è riuscito ad esserci.

Il resoconto della mia partecipazione a From the Front è ormai diventato un appuntamento fisso su questo blog, anche se con il passare degli anni la frequenza con cui scrivo è diminuita drasticamente. Già questo dovrebbe bastare per farvi capire quanto questa conferenza sia in grado di lasciarmi anno dopo anno: la voglia di condividere l’esperienza appena passata è sempre grande, tanto da spingermi a scrivere un nuovo articolo e riempire lo spazio bianco che ho di fronte con tutto quello che mi è rimasto.

Questo evento organizzato all’interno del meraviglioso Teatro Duse di Bologna si è evoluto negli anni ed ha cambiato forma: i talk tecnici sono diminuiti, per cercare di coinvolgere uno spettro più ampio di pubblico con interventi in grado anche di ispirare e incuriosire.

I talk: cosa mi ha colpito

L’edizione di quest’anno ha seguito lo stesso criterio della precedente, presentando nell’arco di due giorni talk tecnici (performance, sicurezza, CSS) e riflessioni sul mondo dello sviluppo web che ci riguardano molto da vicino (User research, comunicazione, open source, privacy).

Trovate l’intero programma con la descrizione di ogni intervento sul sito ufficiale: nei prossimi mesi è probabile che saranno condivisi anche i video, ma nel frattempo voglio spendere due parole in più sui talk che mi hanno colpito.

Tim Kadlec — Reaching Everyone, Fast

Tim ha avuto un compito non facile con il talk di apertura, ed il suo intervento è stato molto interessante e ricco di spunti utili per lo sviluppo di siti web. Ha parlato di accessibilità, di performance e di ottimizzazione: un sito responsive non è tale se uno smartphone in condizioni normali deve attendere decine di secondi per visualizzare una pagina.

Mi sono rimasti impressi i suoi suggerimenti per testare la velocità di un sito web in differenti situazioni: è troppo facile sviluppare senza preoccuparsi del proprio target, magari utilizzando solo una connessione in fibra per verificare il risultato. Esistono tool come Network Link Conditioner in grado di emulare connessioni EDGE, 3G, o network instabili: usateli per rendervi conto veramente in quale situazione potrebbero trovarsi i vostri utenti.

La citazione:

Queste le slide: https://speakerdeck.com/tkadlec/reaching-everyone-fast-at-from-the-front-2015

Anna Debenham — Front–end Style Guides

Anna ha tenuto un talk sui diversi tipi di style guide: ha raccolto una quantità incredibile di materiale su tutte le tipologie esistenti e sulle pratiche più comuni per crearne una. È un tema che mi interessa particolarmente, soprattutto per progetti di medio-grandi dimensioni dove esistono molte persone che lavorano sullo stesso ambiente.

La parte che mi interessava di più e che ha approfondito (anche se non così come avrei voluto) è quella relativa alla creazione di Living Style Guides: linee guida generate in automatico da un sito esistente, dove il codice non è duplicato, non c’è bisogno di alcuno sforzo per mantenerle e non esiste quindi pericolo di disallineamento tra un progetto e la sua documentazione.

Questi i tool che potrebbero tornare utili:

Quest’ultima in particolare è la soluzione da analizzare se volete qualcosa di veramente completo. È il layer creato da Lonely Planet per gestire tutti i componenti dell’interfaccia che appaiono sul sito, e che vengono automaticamente inclusi nella loro eccellente guida di stile: http://rizzo.lonelyplanet.com/styleguide/design-elements/colours

Avevo già visto in passato questa soluzione ed ho avuto conferma della sua utilità: è un lavoro importante, ed è sicuramente da riadattare a seconda del contesto, ma il post sul blog di Lonely Planet dove ne viene illustrato il funzionamento merita la lettura.

Zoe Gillenwater — Enhancing Responsiveness with Flexbox

Il talk tecnico di Zoe è stato quello che ho apprezzato di più, tanto da paragonarlo a quello dell’edizione 2014 di Sara Soueidan a proposito delle immagini SVG.

Se lavorate quotidianamente con i CSS avrete sicuramente sentito parlare di Flexbox e delle possibilità introdotte da questa nuova specifica. Il messaggio principale è uno solo: se ancora non avete iniziato ad usare flexbox nei vostri CSS, state perdendo un’occasione.

La maggior parte dei browser già supporta ottimamente la proprietà: non avrete più bisogno di media queries e hack per allineare i componenti delle vostre interfacce alle differenti risoluzioni, ma soprattutto è possibile combinare flexbox con proprietà esistenti come float e larghezze in percentuale, in modo da usare la nuova proprietà come un progressive enhancement.

Vi segnalo anche un suo post che spiega come utilizzare Modernizr 3 con Flexbox: http://zomigi.com/blog/using-modernizr-with-flexbox/

Il tweet:

Harry Roberts — CSS for Software Engineers for CSS Developers

Harry, l’autore di CSS Wizardry, ha tenuto un intervento interessante su come scrivere il codice CSS, basandosi su principi relativi alla programmazione.

Ammetto di non impazzire per alcune delle ultime tendenze, che molto spesso portano a confondere il markup con la presentazione, ma troverete nelle slide di questo intervento molti suggerimenti utili su come utilizzare i preprocessori CSS e soprattutto come evitare la duplicazione del codice.

Le slide del’intervento: https://speakerdeck.com/csswizardry/css-for-software-engineers-for-css-developers

Note finali

Ho voluto sottolineare solo alcuni talk, ma ci sono stati molti altri interventi veramente degni di nota e ricchi di spunti interessanti.

Uno dei migliori speaker è stato senza dubbio Zach Holman, in grado di tenere il palco per 45 incredibili minuti parlando di come pianificare, costruire e tenere una presentazione, con delle slide eccellenti ed una preparazione invidiabile: bravo!

Un grazie agli organizzatori per avere portato sul palco persone come Cathy Wang e Petro Salema, non a caso ultimi due speaker dell’evento capaci di ispirare e far riflettere.

Se cercate un evento in Italia relativo al mondo dello sviluppo web, in grado di farvi crescere professionalmente e personalmente, From the Front si conferma la scelta giusta. Potreste rimanere delusi se quello che vi aspettate sono esclusivamente interventi tecnici, ma come ha detto Zach Holman: un talk ha senso di esistere se è in grado di trasmettere qualcosa di più di un post su un blog. Molto spesso sono le persone in grado di farvi vedere il mondo da una diversa prospettiva quelle che lasciano veramente qualcosa di utile.

Bel lavoro @fromthefront!

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

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