Grafici e programmatori: collaborazione difficile?

Prendo spunto da un recente articolo sul blog di html.it per affrontare l’eterna questione: come dovrebbe essere il rapporto ideale tra grafico e programmatore?

Prima di tutto va tenuto presente che la figura soprannominata negli anni ’90 web master sta diventando sempre più rara.
Ovviamente non parlo di siti amatoriali, ma è un dato di fatto come per avere buoni risultati sia necessario prendere il meglio delle varie specializzazioni: i singoli che sanno eccellere in tutto sono veramente pochi.

Sono però frequenti casi in cui le due realtà non riescono a comunicare tra loro in maniera efficace, complicando la realizzazione di un sito e facendo lievitare le spese. Questo spesso succede quando il creativo ed il coder non hanno la capacità di confrontarsi, e pretendono di restare sulle loro posizioni senza venirsi incontro.

Ci sono alcuni punti che andrebbero sempre tenuti presenti in determinate circostanze:

  • la diplomazia è essenziale, così come il rispetto del lavoro altrui
  • sono sempre necessarie delle conoscenze di base da entrambe le parti, per potersi confrontare con cognizione di causa
  • il dialogo deve essere costante, prima e durante la realizzazione dei compiti

Il caso peggiore che può capitare è un grafico che realizza un psd senza mai parlare con chi costruirà il sito: a quel punto, continuando con la peggiore ipotesi, il programmatore tirerà fuori un prodotto finale che non rispetta le bozze grafiche e non soddisfa nessuno, cliente compreso.

Questo è ciò che posso dire con la mia relativamente breve esperienza, visto che spesso mi trovo a realizzare siti accessibili in xhtml e css partendo da template realizzati da agenzie grafiche.
E voi avete esperienze a riguardo?
Vi avviso che non ho voluto complicare troppo la questione parlando anche di attività come l’information e l’interaction design!

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

3 commenti su “Grafici e programmatori: collaborazione difficile?”

  1. Nella mia epserienza professionale come grafico non ho mai avuto problemi nel dialogare con i programmatori, anzi posso dire che ho sempre istaurato un buon rapporto e un dialogo chiaro. Ho sempre cercato di farmi spiegare nel dettaglio in cosa consiste il loro lavoro per cercare di fornigli dei file sempre più “corretti”, ma non solo fin dalla bozza cerco un confronto per rendere partecipe il gruppo di lavoro, in modo che tutti sappiano come è stato studiato il progetto e quale sarà il risultato finale.
    Il buon raopporto che sono riusciata ad istaurare con i diversi programmatori conosciuti professionalmente ha portato anche a delle belle amicizie.

    Al sondaggio di sinistra non ho votato perchè non c’è una risposta che si addice al mo caso.
    Complimenti per il sito!

  2. Secondo me la collaborazione può diventare difficile.

    Un grafico che “pensa” ad un sito senza rendersi conto delle problematiche tecniche relative all’implementazione può creare tensioni in un team di sviluppo.

    Per contro un programmatore non ha l’apertura mentale necessaria per dare “un che” a delle pagine web… parlo a livello personale… guardare il mio blog in firma per capire quanto graficamente negato sono.

    Mi è capitato recentemente di collaborare con un grafico convinto che “mettere un bottone per il forum” equivalesse alla realizzazione dell’intero software… E non riusciva proprio a capire come mai io lo sconsgliassi (il budget era fisso) visto che comunque il lavoro lo faceva lui…
    QUESTO E’ UN PROBLEMA!

  3. L’unico mio problema è che il programmatore pensa di valere di più del grafico in quanto ai costi che risultano sbilanciati a sfavore del grafico…