Il costo di un sito accessibile

Quanto costa l’accessibilità? Un’analisi dei fattori da considerare nella creazione di un sito accessibile.

Realizzare un sito accessibile ha dei costi, inutile negarlo. Che ci sia da creare un nuovo sito o adattarne uno esistente, non è un’operazione fattibile senza spese, nonostante sia in vigore una normativa come la Legge Stanca che è stata proprio approvata come a costo zero.

Su questo blog l’intervista ad Elena Brescacin, una sviluppatrice non vedente, è stata l’occasione per tornare sull’argomento ed è quindi giusto approfondirlo.

Il costo dipende dal progetto

Sembra una banalità, ma quando si parla di accessibilità molti si tirano indietro immaginando spese enormi. In realtà non è così: si tratta di un investimento. Realizzare un sito che segua gli standard web e sia accessibile non è sempre così complicato o dispendioso in termini di tempo come si potrebbe pensare.

Ovviamente per portali complessi il discorso cambia, ma parlando di blog, siti statici e progetti senza enormi pretese è possibile ottenere facilmente ottimi risultati. Cosa serve? Un team di lavoro (o uno sviluppatore) competente, che conosca gli standard del W3C e realizzi siti accessibili come se fosse una regola, non un’eccezione. L’accessibilità è anche questione di professionalità.

C’è una grande differenza anche se il progetto deve occuparsi della creazione di un sito completamente nuovo o della ristrutturazione di uno esistente. A volte dover progettare da zero è molto più semplice e veloce.

Parlando più concretamente, in certi casi basta veramente poco perchè un sito segua i requisiti minimi: codice ben organizzato, uso coerente dei titoli h1-h6 ed una navigazione intuitiva possono essere quantificati in poche ore di lavoro.  L’accessibilità non è solo questo, ma sarebbe già un passo avanti per la maggior parte dei siti esistenti.

I costi di formazione e manutenzione

Per non essere troppo di parte, è bene comunque mettere in chiaro che un sito accessibile non resta tale se non viene mantenuto a dovere.

Posso fare un esempio pratico con WordPress: realizzare un tema accessibile non è difficile, ma chi inserisce i contenuti deve essere istruito. Il rischio altrimenti è di trovarsi un ottimo contenitore riempito di spazzatura, che renderà inutile il lavoro fatto.

Per questo motivo in un progetto serio è necessario prevedere anche delle spese per la formazione di chi dovrà occuparsi dei contenuti e per interventi di manutenzione successivi, a meno che non si parli di siti statici.

L’accessibilità è un investimento

E’ bene comunque comprendere fin da subito che l’accessibilità è una grande possibilità. Un sito accessibile segue gli standard, viene indicizzato meglio dai motori di ricerca e quindi porta migliori risultati di un sito non accessibile o ancora peggio interamente realizzato con tecnologie come Flash.

La logica conseguenza di tutto questo è che pubblicando un sito accessibile i potenziali clienti di un’azienda aumenteranno, e ci sarà anche un ovvio ritorno dal punto di vista dell’immagine.

Non è un caso che all’estero, dove la situazione è molto più evoluta rispetto all’Italia, numerose aziende abbiano capito l’importanza degli standard web e dell’accessibilità. L’etica non c’entra, perchè non è quello che interessa veramente: certe scelte sono dettate da vantaggi concreti.

Conclusioni

Ho cercato di realizzare un quadro generale sui costi di sviluppo di un sito accessibile, ma a questo punto vorrei avere anche il vostro punto di vista. Le tematiche correlate sono numerose e sicuramente possono essere approfondite: cosa ne pensate?

Dite la vostra nei commenti, anche se non avete esperienze personali a riguardo ogni contributo è ben accetto.

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

4 commenti su “Il costo di un sito accessibile”

  1. interessante…in passato mi è capitato di dover fare preventivi per siti accessibili. Ai tempi non sapevo un’acca della Legge, dei requisiti, nada…e la società per la quale lavoravo men che meno. Pertanto i preventivi furono gonfiati addirittura del 200% perchè si ignorava completamente quanto costasse effettivamente rendere un sito accessibile. Addirittura erano tempi in cui si pensava ancora a fare una versione “alternativa” alla ufficiale, che eppure era fatta senza flash o multimedia che inducessero ad un tipo di lavoro del genere.

    Finchè non si capisce cosa sia questa materia non si sa quantificarla.
    Ora alla luce di quel poco che so concordo con il tuo articolo e infatti tendo a far siti accessibili almeno all’80% (non si conoscono mai abbastanza alcune tecniche o accorgimenti), e ovviamente lo includo nel prezzo :)

  2. Progettare e sviluppare siti web accessibili rappresenta il punto di riferimento se il vero obiettivo è offrire un servizio più che valido. Lavoro da più di due anni come sviluppatore, precisamente mi occupo della progettazione e realizzazione di applicazioin web-based per portali aziendali ospedalieri. Ci tengo a sottolineare, quando parlo con il cliente, che il sito web rispetta determinati standard (XHTML 1.0 strict) e che le pagine web sono progettate in modo tale da garantire una fruibilità e usabilità ottimale, mi ritrovo a dover gestire applicazioni in cui il medico chiede una maggiore velocità nell’utilizzo di pannelli web tramite la pressione dei tasti e nient’altro, mi ritrovo a dover gestire form per l’inserimento di dati (grosse quantità di dati) che rispettino rigide regole per una loro compilazione visibilimente più veloce rispetto ad una normale pagina. L’accessibilità se in un primo momento rappresenta una base su cui costruire il tutto, successivamente diventa il motore di un meccanismo formato da molti ingranaggi ma che offre finalmente prestazioni soddisfacenti!