Quando ottimizzare un sito per IE6?

I criteri da utilizzare per decidere quando trascurare Internet Explorer 6 nello sviluppo di un sito web.

Il 3 e 4 Novembre 2008 si terrà a New York l’annuale conferenza Future Of Web Design. Per pura curiosità (e deformazione professionale) dopo aver visitato il sito dell’evento ho scoperto che non è ottimizzato per Internet Explorer 6 e mi sono trovato davanti un banner con il suggerimento di installare Firefox o Safari:

Essendo un sito realizzato da professionisti del settore, ho deciso di indagare più a fondo per capire le ragioni di una tale scelta. Il passo successivo è stato controllare Carsonified, del team organizzatore dell’evento. Anche questo non viene visualizzato correttamente con IE6.

Che sia quindi ora di trascurare questo browser? Ad un primo esame sembra che anche i più noti web designer non se ne preoccupino.

In realtà le cose non sono esattamente così. Basta visitare i siti del portfolio di Carsonified per rendersene conto. Portali come Vitamin, o applicazioni web come DropSend e Amigo, sono perfettamente funzionanti anche su IE6.

C’è un motivo dietro a questa scelta? Ovviamente sì, niente è lasciato al caso in queste situazioni.

Se il sito di una conferenza sul web design, frequentato da professionisti, può permettersi di trascurare IE6, così non può essere per delle web applications che devono affermarsi in rete, ed hanno bisogno del maggior numero di utenti possibile.

Tutto dipende dal target dei visitatori, che condiziona le strategie di sviluppo di un progetto: che sia un blog, un sito, o un’applicazione non fa alcuna differenza.

Il criterio è chiaro, ed a mio parere è la scelta più corretta da fare in questo momento. Liberarsi di Explorer 6 come se non esistesse è prematuro. La sua quota mondiale di diffusione è ancora pari al 25% e non è possibile trascurarlo.

Se avete intenzione di realizzare un sito e sapete in partenza che sarà visitato da utenti comuni, dovrete continuare a preoccuparvi anche del browser Microsoft per qualche tempo.

Il discorso cambia se siete alle prese con un sito per un target di superutenti, ma questa al momento è ancora un’eccezione, non la regola.

Ricordate però che tutta l’ottimizzazione che farete sarà comunque un grande valore aggiunto, che potrete offrire al cliente quali professionisti del settore. Sfruttate la possibilità, non nascondetevi dietro a delle scuse, e vedrete anche IE6 sotto un’altra luce.

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

11 commenti su “Quando ottimizzare un sito per IE6?”

  1. un sito ben fatto deve essere visibile OVUNQUE.. poi se stiamo parlando di eventi legati allo sviluppo web allora diventa vergognoso il contrario!!! ma questo già si sa, e in Italia è una prassi.

  2. laura…parliamone. sei sicura di aver letto questo post? credo che tu abbia frainteso parecchio, qui il discorso è opposto: saper targettizzare il proprio lavoro in modo da dare la resa migliore agli utenti, dopo un’attenta analisi e un importante lavoro di studio. il riferimento al mercato italiano è fuori luogo, qui da noi non ci sono nè eventi di tale importanza nè studi così approfonditi sul target di utenti a cui ci si rivolge.

  3. sisi che l’ho letto e continuo a ribadire la stessa cosa..
    il riferimento al mercato italiano potrebbe essere fuori luogo.. ma anche no!
    Potrei scrivere tantissimo su di questo ma non vorrei nè andare off topic nè abusare dei commenti a questo post.

  4. Ottimizzare sempre, e per tutti, credo che debba essere l’obiettivo ideale da perseguire, ma non sempre tempi e costi permettono di lavorare su un progetto a tempo indeterminato fino alla “compatibilità suprema” con tutti i device.

    Buttare un occhio al target non significa ignorare chi non ci legge, ma sapere dove puntare, almeno per iniziare, le proprie ottimizzazioni.

    tutto
    rigorosamente
    imho

    :)

  5. Laura: Bè, sinceramente credo che questo sia il posto migliore per esprimere le proprie idee, credo che il padrone di casa non solo non ne avrebbe a male, ma ne sarebbe più che contento. Continuo a non capire il tuo riferimento al mercato italiano, specificatamente per avvenimenti come “the future of web design”, se hai in mente paragoni che potrebbero reggere spiegati pure.

  6. @Francesco Gavello: esattamente, il discorso è proprio questo, rendersi conto dei propri utenti e sapere ottimizzare il lavoro. Non sempre è possibile avere un sito cross-browser nei tempi e nei costi previsti (penso soprattutto all’ambito aziendale, ma non solo).

    Ovviamente in un mondo ideale ogni sito dovrebbe essere perfetto su qualsiasi piattaforma, ma non è un obiettivo sempre raggiungibile.

  7. il mio è un discorso prettamente commerciale che riguarda soprattutto la sfera dei freelance, non è fantascienza pensare al cliente con il monitor con risoluzione 800*600 e ie6, io mi ritrovo quotidianamente a combattere con persone che non conoscono nemmeno la differenza tra le parole “browser” e “google”, non è possibile fare corsi di formazione a tutti i clienti e spiegar loro che è arrivato il momento di aggiornarsi perchè un giorno ci saranno i css3 ecc…

    Il cliente non capisce e, parlando in maniera palese, se ne frega di tutti questi cavilli tecnologici. Vuole che il suo sito si veda, sia navigabile, e questo ci impone quindi di ottenere il massimo della compatibilità tra piattaforme diverse. Alla fine stiamo dicendo tutti la stessa cosa, interessante il discorso sul target.. se mi troverò un giorno a realizzare un sito per conto di qualche esperto It o sviluppatore web allora probabilmente potrò applicarlo anche io.

    Tutt’altro discorso invece il riferimento all’Italia.. purtroppo ci sono tanti buffoni che credono di poter “rappresentare il web italiano” e lo fanno con uno stile di fine anni 90. Non faccio nomi, tanto nell’ambiente ci capiamo un po’ tutti ;-)

  8. “Tutto dipende dal target dei visitatori”.. esatto!

    Io da qualche tempo ho messo un avviso simile sul mio blog, da quando ho riscritto il CSS non mi sono preoccupato di IE6, se non per avvisare chi arriva lì con questo browser che è ora di aggiornare..

  9. Hanno fatto bene a trascurare IE6, sarebbe stato solo lavoro sprecato, considerando il target avanzato degli utenti per l’evento.
    Il raffronto lo si può fare con il pubblico dei blog tecnici italiani dedicati al web design, sfido a trovare un webdeveloper che lo usi.

    Per i siti aziendali purtroppo non si può ancora fare a meno di tenerlo in considerazione e a mio avviso purtroppo sarà così ancora per un paio di anni.
    Vi basti pensare, come esempio concreto, che lo usano ancora tutte le filiali della banca San Paolo.

  10. invece è proprio necessario farlo morire, ed è la vostra ossessionata necessità di avere siti visibili a tutti che fa si che queste persone continuino a rimanere ancorate alla preistoria dei browsers, e noi che li costruiamo a stare dietro alla loro disfunzione mentale. Neanche un mese fa il governo tedesco ha detto a tutta la comunità web di smetterla di usare IE6 perché gli hackers ci vanno a nozze, e questo anche per IE7, al massimo si salva IE8 dotato di apposoti filtri. In Italia 26 hackers sono stati arrestasti oggi perché sfruttavano proprio le lacune di questi due browsers. Ostinarsi ad usare IE6 è come vedere quelle anziane vestite come fossero gli anni 20 nel 2010!