UX e iPhone 5S / 5C

Alcune novità introdotte dai nuovi modelli di iPhone potranno migliorare l’esperienza d’uso: ecco Touch ID e iBeacon.

Con l’uscita dei nuovi modelli di iPhone, Apple si è assicurata la solita dose di attenzioni. La mia si è rivolta fin da subito ad alcune novità che miglioreranno l’esperienza d’uso dei nuovi smartphone.

Di cosa sto parlando? Presto detto:

  • Touch ID: il sistema di autenticazione basato sull’impronta digitale
  • iBeacon: il sistema di invio dati tramite Bluetooth 4.0 agli smartphone nelle vicinanze

Queste due novità riguardano in maniera molto stretta l’esperienza utente, e dovrebbero farci ricordare a cosa ci riferiamo quando si parla di UX. Troppo spesso negli ultimi tempi ho visto web designer cambiare la propria etichetta seguendo la moda del momento, e diventare UX designer.

È bene ricordare che UX significa user experience.

L’esperienza è qualcosa che va al di là del singolo prodotto, non è un banale elenco di caratteristiche tecniche, e molto spesso non è prevedibile. È per questo motivo che ho iniziato ad immaginare cosa potrebbe comportare la diffusione del nuovo iPhone, e come potrebbe essere il mondo in cui viviamo tra pochi anni.

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VoiceOver e non vedenti: un video

Una guida a VoiceOver destinata a chi ancora non conosce lo screen reader Apple, ed un video che ne mostra l’utilizzo.

VoiceOver è lo screen reader di casa Apple introdotto sui sistemi operativi della mela fin dalla versione 10.4. E’ installato anche su iPhone ed iPad, ed in questo articolo capirete come l’abbinamento lettore di schermo – touchscreen sia una soluzione molto comoda per chi ha delle difficoltà visive.

Questo articolo non vuole essere promozionale: vedere come si comporta un utente di screen reader con in mano un dispositivo touchscreen è sempre utile, soprattutto per chi si occupa di accessibilità. E’ fondamentale anche per avere un riferimento concreto al mondo reale: fa sempre bene studiare la teoria, ma soprattutto in questo settore è l’esperienza sul campo che fa la differenza.

Qualche giorno fa l’argomento è stato affrontato anche su Melablog: è interessante vedere come certe tematiche inizino ad acquisire la necessaria importanza.

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iPad: la recensione

La prova su strada del tablet Apple in versione Wi-Fi, dopo alcuni giorni di utilizzo.

Sono in possesso da circa una settimana di un iPad Wi-Fi da 16Gb, ed in questi giorni posso dire di averlo testato a fondo in tutti gli ambiti che mi interessavano. Questa recensione vuole essere il più possibile obiettiva, mettendo in evidenza pregi e difetti: se avete domande o curiosità i commenti sono a vostra disposizione.

Unboxing e configurazione

La Apple ha ridotto al minimo il contenuto della scatola: oltre all’iPad, c’è solo l’alimentatore e qualche foglio illustrativo. Nessun manuale. Appena acceso il tablet, appare l’indicazione di collegarlo ad iTunes per la prima sincronizzazione: collegato al computer in pochi minuti sono riuscito a riversare all’interno tutti i contenuti e le applicazioni che mi interessavano e che avevo già scaricato per iPhone.

Prime impressioni: ottima velocità

Una delle cose che mi hanno più impressionato è stata la velocità di risposta. Abituato ai tempi dell’iPhone 3G (che ha poco meno di 2 anni), sono rimasto stupito vedendo aprirsi in pochi istanti le stesse applicazioni che sullo smartphone impiegano vari secondi. Il processore A4 fa il suo dovere, e fino ad ora non ho trovato app che riuscissero a metterlo in difficoltà.

Il tempo di risposta alle varie interazioni con lo schermo è eccellente: inutile negarlo, è uno dei vantaggi principali dell’interfaccia realizzata da Apple. Avere un feedback immediato su un touchscreen è fondamentale.

Navigazione in rete

L’iPad si comporta bene navigando in rete: sembra una cosa da poco, ma poter scorrere un sito web usando le proprie mani invece che un mouse dà una sensazione completamente diversa, molto più naturale.

Il caricamento delle pagine via Wi-Fi non mi ha mai dato problemi con una normale linea a 8Mb (circa 6Mb effettivi in download). Non posso dire come si comporti in questo senso l’iPad con connessione 3G, ma facendo le dovute proporzioni con l’iPhone, l’apertura delle pagine sarà sicuramente più lenta quando non si usa la connessione wireless.

L’assenza di Flash

Che problemi mi ha dato il mancato supporto di Flash? Fino ad ora mi sono trovato bloccato in un caso, aprendo un sito di un hotel realizzato interamente in flash e senza versione HTML alternativa. Sorvolando il discorso accessibilità, è stata l’unica situazione in cui ho dovuto ricorrere ad un altro computer.

E’ anche vero che non mi interessano i giochi in Flash e navigo molto spesso per siti informativi dove il testo è prevalente. La mancanza per me non è grave, ma ero ben consapevole di questo al momento dell’acquisto: ovviamente ognuno dovrà fare le sue considerazioni in base all’utilizzo che fa della rete.

Rendering dei siti

Ho rivolto particolare attenzione al rendering dei siti su iPad, argomento che mi interessa direttamente. Tenendo il dispositivo orizzontale, i testi sono quasi sempre leggibili senza bisogno di zoom, a seconda delle dimensioni del font utilizzato. I siti con la classica larghezza di 960-980px non presentano quindi grandi problemi.

Per gli sviluppatori: non ritengo necessario realizzare una versione apposita per iPad di un sito, a meno che non ci siano particolari esigenze. Un esempio potrebbe essere un sito in Flash, con contenuti multimediali che potrebbero essere forniti in HTML5, ma in quel caso invece di realizzare una versione alternativa per il tablet Apple la cosa migliore sarebbe rifare il sito originale in maniera più accessibile.

E’ comunque da considerare con attenzione la dimensioni di elementi come link e pulsanti. Sullo schermo dell’iPad (1024x768px) alcuni oggetti potrebbero apparire troppo piccoli. E’ una cosa che potrebbe mettere in difficoltà alcuni utenti, obbligando a zoomare la pagina prima di premere un pulsante.

Una cosa fastidiosa, che sarà sicuramente risolta con il tempo ma che crea problemi in questo primo periodo di entrata sul mercato dell’iPad, è che molti siti lo riconoscono come un iPhone caricando la versione mobile. Succede anche su questo sito utilizzando il plugin MobilePress: è fastidioso, perché l’iPad ha a tutti gli effetti uno schermo di dimensioni normali, e non c’è motivo di trattarlo al pari di un palmare o di uno smartphone.

Disponibilità di applicazioni

In questi giorni l’App Store sta iniziando a popolarsi di applicazioni per iPad: è normale che siano ancora una minoranza, ma è logico aspettarsi già dalle prossime settimane un buon numero di nuovi programmi. Ce ne sono di gratuite, ma i prezzi medi sono più alti di quelle per iPhone.

Tra quelle che ho potuto provare mi limito a segnalarne un paio:

Dropbox: è eccellente, gratuita, permette di scaricare sull’iPad i file preferiti per quando non si ha la connessione a disposizione e consente di aprire i formati supportati anche con applicazioni esterne (ad esempio i pdf con GoodReader). In pratica avrete accesso in qualsiasi momento ai file che già condividete tra vari computer grazie a Dropbox.

Keynote (iWork): provata per la prima volta in un Apple Store, ho creato una presentazione di 4-5 slide in 2 minuti. Unita ad un eventuale adattatore VGA per collegarsi ad un proiettore esterno, rende l’iPad un ottimo strumento per realizzare delle slide.

Per quanto riguarda iBooks, trovate un discorso a parte più avanti.

Uso delle applicazioni per iPhone

E’ possibile usare le applicazioni per iPhone senza problemi, l’unica differenza è la risoluzione. Portando la visualizzazione a tutto schermo, il risultato è ovviamente sgranato e per me poco soddisfacente: può essere una soluzione di ripiego nel caso di alcune App insostituibili, ma ben presto vi ritroverete a cercare delle alternative apposite per iPad.

Non è solo un discorso di qualità della grafica, ma anche di interfaccia: lo spazio a disposizione sul tablet è inevitabilmente maggiore, per questo motivo utilizzare le applicazioni per iPhone è spesso limitante. Inoltre alcune non permettono di seguire l’orientamento del dispositivo in tutti e quattro i versi, ma ne hanno uno fisso (capita spesso con i giochi).

iPad come e-book reader e iBooks

Ho iniziato a leggere un e-book da qualche giorno e la prima impressione è stata positiva. I libri in formato ePub possono essere importati su iTunes e da lì sincronizzati con l’iPad. Leggere sul tablet fino ad ora non mi ha dato problemi, anche perché è possibile regolare facilmente contrasto, dimensioni e tipo di font (Palatino di default). E’ possibile che per periodi di lettura lunghi lo schermo affatichi comunque la vista: ancora non mi è capitato, ma non escludo che possa succedere dopo alcune ore.

Questa è la cruciale differenza con il Kindle di Amazon, che nasce apposta per un unico scopo e si comporta egregiamente usando l’e-ink. Se avete bisogno semplicemente di un e-book reader, l’iPad non è la scelta migliore, perché consente di fare anche molto altro. Se però siete interessati a leggere dei fumetti, il discorso si fa già più interessante, perché la resa dei colori su schermo è eccellente.

Tastiera virtuale

Inutile negarlo, la tastiera virtuale è scomoda rispetto all’alternativa fisica. Non è difficile da utilizzare con un po’ di attenzione, ma è sicuramente meglio connettere l’iPad ad una tastiera “reale” se si ha intenzione di utilizzarlo per scrivere lunghi testi.

Tenetelo presente anche in base all’uso che ne potreste fare: non ci sono problemi per scrivere l’indirizzo di un sito web, inserire una e-mail, o fare delle brevi chat, ma in altre situazioni potreste trovarla scomoda.

Io mi sto abituando gradualmente, ma la cosa più difficile è trovare una posizione ideale in cui scrivere. Utilizzando il case originale Apple come supporto per tenere l’iPad inclinato non è un gran problema, a patto di essere seduti ad un tavolo o comunque con una superficie di appoggio.

Wi-Fi o 3G?

Dopo aver utilizzato per diversi giorni il modello Wi-Fi, continuo ad essere convinto che l’uso principale dell’iPad sia quello casalingo. Sinceramente non vedo l’utilità dell’acquisto del modello 3G, soprattutto considerando anche la spesa di un abbonamento telefonico aggiuntivo: la soluzione più accessibile al momento è quella di 3 Italia, ma i problemi di copertura continuano a lasciarmi dubbioso.

L’iPad è un dispositivo comunque ingombrante, non può essere portato in tasca e sicuramente non lo tirerete fuori per fare un check-in su Foursquare o per aggiornare il vostro status su Twitter quando siete per strada. In questi casi uno smartphone resta la soluzione ideale.

La versione 3G può avere senso se viaggiate molto e lo schermo del cellulare vi sta stretto per navigare su internet, ma per vedere un film o presentare delle slide la connessione è inutile.

Conclusioni

Non è passato un tempo sufficiente per poter dare giudizi definitivi, ma fino ad ora sono decisamente soddisfatto dell’acquisto. Non c’è un solo modo per utilizzare l’iPad, ma ogni giorno scopro nuove possibilità e mi vengono in mente soluzioni a cui non avevo pensato prima.

Le limitazioni della chiusura del sistema Apple si avvertono solo se avete esigenze tali da non poter tollerare alcuni limiti. Lato hardware, l’unica cosa che avrei trovato comoda sarebbe stato un lettore di memory card integrato, invece di averlo come accessorio esterno.

Sono comunque pronto ad aggiornare questo articolo in futuro, in caso cambiassi opinione su uno dei punti elencati.

Se avete delle curiosità riguardo all’iPad, volete chiedermi qualcosa sul suo funzionamento o siete incuriositi da alcune applicazioni dell’App Store, scrivetemi nei commenti e risponderò a tutte le richieste.

La logica dell’iPad ed il computer del futuro

E’ arrivato il momento di dire addio a file e cartelle nei sistemi operativi?

Con il futuro iPad, Apple sembra aver fatto un altro passo avanti per dimenticare il file system e l’organizzazione dei documenti sul sistema operativo. In un articolo di maggio 2009 avevo fatto delle previsioni che si sono avverate dopo l’ultima presentazione di Steve Jobs, e ora sta diventando interessante scoprire le altre novità che iPad cela al suo interno.

Leggo infatti su AppleInsider grazie alla segnalazione di Folletto:

[..] iPad apps can now specify that their documents be shared wirelessly. With that configuration, the iPad will make available each apps’ documents, allowing the user to wirelessly mount their iPad via WiFi and simply drag and drop files back and forth between it and their desktop computer.

On the desktop system, the iPad will show up as a share containing a documents folder for each app that enables sharing. For example, a user with iWork apps will be able to wirelessly connect to their iPad as if it were a directly connected drive, and simply drag spreadsheet, presentation, or word processing files between their local system and the mobile device as desired.

Documents copied to the app’s shared folder will be graphically presented by the app when it launches, sparing users from having to figure out where to look for their document files and avoiding any need to sort through different kinds of documents. The document listing also presents each file as a large preview akin to Quick View on the Mac OS X desktop. [..]

In pratica l’iPad verrà visto come un drive esterno in cui poter copiare tutti i documenti: sarà compito di ogni applicazione riconoscere automaticamente quelli associati, permettendo di accedervi all’apertura.

Una soluzione del genere ha ovviamente dei limiti, ma è un ottimo compromesso visto lo scopo del dispositivo.

La giusta chiave di lettura del nuovo prodotto Apple viene illustrata benissimo anche in un post di Steven Frank, tradotto in italiano da Riccardo Mori sul suo blog.

Fino ad ora i computer ci hanno permesso di eseguire migliaia di compiti, a scapito di usabilità, stabilità ed efficienza. Il futuro invece potrebbe riservarci un panorama molto più semplice, che sarà il risultato di anni di miglioramenti progressivi nell’interfaccia uomo-macchina.

In questo scenario l’utente perde logicamente dell’autonomia, ma siamo sicuri che sia sempre positivo lasciargli tutta questa libertà?

La questione non è semplice, e la risposta non è univoca: per determinati compiti sarà comunque indispensabile avere il pieno controllo della piattaforma, ma questo vale solo per casi particolari. L’utente medio non vuole pensare agli aggiornamenti, ai backup ed ai virus: non è un caso che il discorso sia stato sollevato anche da Google parlando di Chrome OS.

Attraverseremo un periodo di transizione dove tutte queste tematiche saranno definite in maniera più chiara: ci saranno sicuramente progetti più riusciti ed altri meno, ma forse nei prossimi anni riusciremo ad interagire con strumenti molto più vicini a noi.

E-book reader: se il rivale di Kindle fosse Apple Media Pad?

Una riflessione sul nuovo lettore di e-book di Amazon: Apple potrebbe entrare in questo mercato.

Il Kindle DX di Amazon

Aggiornamento: cerchi informazioni sull’iPad Apple? Trovi tutte le informazioni ed una prova approfondita in questo articolo: iPad, la recensione.

Il settore degli e-book reader si sta facendo strada, soprattutto in America dove regna incontrastato Kindle di Amazon. Notizia di questi giorni è il lancio del nuovo Kindle DX, lettore di e-book dal grande schermo (9,7″), che mantiene l’ottima leggibilità ed autonomia del suo predecessore per un prezzo più alto: 490$ (circa 370€, più le solite tasse).

Un prezzo del genere è ancora troppo elevato, ma è lecito riconoscere come questi supporti si stiano avviando verso la strada giusta. Ovviamente ci sono ancora dei difetti di gioventù, ma è il prezzo da pagare per uno strumento totalmente nuovo, che deve ancora trovare la sua giusta collocazione.

Trovo che un e-book reader possa essere comodissimo in alcune circostanze, come nella consultazione dei manuali di D&D in .pdf durante una partita. Parlo per esperienza personale: invece di doversi districare tra almeno 2-3 tomi di centinaia di pagine dal peso non indifferente, sarebbe fantastico avere tutto in 10 pollici. Lo stesso discorso vale per la didattica. Sono invece ancora scettico per la lettura di interi romanzi, che costano ancora troppo in formato digitale, e soprattutto non potrei fare a meno della sensazione della carta e del profumo di un libro appena acquistato.

In questo contesto, riconoscendo l’impresa di Amazon che sta aprendo la strada, la mancanza più grave del Kindle DX è il display touchscreen. Il gesto più intuitivo che possa esistere su un e-book reader è lo sfogliare pagina, e non posso pensare modo migliore di implementarlo di una gesture stile iPhone, scorrendo le dita da destra a sinistra dello schermo. Mi stavo già rassegnando a considerarla come una fantasia, quando ho trovato diverse voci a supporto di una nuova idea: un lettore di e-book made in Apple.

Il possibile rivale: Apple Media Pad

I primi indizi risalgono a Marzo 2009: da Gizmodo ad Appleinsider, molti hanno riportato una notizia della Reuters che parlava di un ordine Apple per numerosi display da 10 pollici. Tutti hanno iniziato a pensare ad un futuro netbook, la moda del momento.

Ma se un display del genere, curiosamente delle stesse dimensioni del Kindle DX, servisse per un e-book reader, magari con touchscreen?

Ed ecco la novità: pochi giorni fa qualcuno ha iniziato a parlare di un fantomatico Apple Media Pad per entrare nel settore di mercato dominato da Kindle. Tralasciando l’ipotetico nome di fantasia, è una teoria più valida di quello che potrebbe sembrare a prima vista. La Apple ha a disposizione la tecnologia per un ottimo touchscreen (vedi iPhone e iPod Touch): implementata su uno strumento con finalità diverse dall’iPhone potrebbe fare realmente la differenza.

Questo giustificherebbe anche le continue smentite di un futuro Netbook made in Apple: non è quello il mercato che interessa all’azienda di Cupertino.

La questione però non è così semplice, perchè c’è un’intervista di Steve Jobs al New York Times di qualche mese fa, dove viene messa in discussione l’utilità di Kindle:

It doesn’t matter how good or bad the product is, the fact is that people don’t read anymore. Forty percent of the people in the U.S. read one book or less last year. The whole conception is flawed at the top because people don’t read anymore.

E’ possibile quindi immaginare un prodotto Apple con più funzioni, schermo a colori ed obiettivi diversi rispetto al Kindle, come il gaming. In questo modo si avrebbero oggetti differenti per mercati diversi: solo quello di Amazon sarebbe un e-book reader, mentre la Apple andrebbe ad occupare altri settori, dando comunque agli utenti la possibilità di leggere documenti su un supporto portatile dal grande display.

Resta da attendere l’evoluzione della vicenda: oggetti di questo genere avranno comunque bisogno di tempo per affermarsi e migliorare le loro caratteristiche. Considerando che stiamo parlando di un mercato nato da poco, anche il prezzo iniziale sarà elevato. Il futuro si rivela comunque interessante, anche se i fan dei romanzi cartacei possono stare tranquilli: sicuramente non spariranno in fretta.

I nuovi portatili Apple: uno sguardo critico

Tutte le novità ed i prezzi della nuova gamma di portatili Apple, dal Macbook al Macbook Pro, passando per il Macbook Air ed il nuovo LED Cinema Display.

Che la Apple si preparasse ad aggiornare la sua gamma di portatili era ormai noto da settimane. Le voci come sempre sono state numerose, ma chi si aspettava un vistoso calo di prezzo o l’introduzione di un fantomatico netbook sul mercato ha dovuto ricredersi.

In realtà già diverse ore prima della conferenza stampa circolavano indiscrezioni corrispondenti alla verità, che descrivevano con dovizia di particolari tutti gli annunci che Steve Jobs poche ore dopo avrebbe fatto al pubblico.

Tutti i portatili disponibili sono cambiati, dal Macbook al Macbook Pro passando per il Macbook Air, e c’è anche spazio per un nuovo Cinema Display da 24″. Ecco i dettagli.

Macbook

Il Macbook Apple è sicuramente la novità più eclatante. I cambiamenti sono numerosi, a cominciare dal corpo unico in alluminio che ha preso il posto della plastica. Così come negli altri nuovi portatili, fa la sua comparsa un trackpad multitouch in vetro, dove è sparito l’unico pulsante. Resta da vedere che feedback restituirà al tatto: sono curioso di provarlo.

Anche la scheda video ha subito un deciso miglioramento, abbandonando la soluzione integrata Intel, per passare ad una sicuramente più performante NVIDIA GeForce 9400M. Se prima i Macbook erano l’ideale per la navigazione web ed applicazioni non estreme, adesso si ha qualche possibilità in più. Ovviamente non aspettatevi miracoli.

Parlando dei prezzi, qualche utente distratto non se ne sarà accorto, ma questi sono aumentati nonostante le apparenze. Sull’Apple Store c’è in vendita un Macbook a 949€, ma si tratta del vecchio modello. I portatili con le nuove caratteristiche vengono venduti a 1199€ e 1499€, con processori da 2.0Ghz e 2.4Ghz.

Macbook Pro

Anche per i portatili di fascia alta c’è stato un restyling, esteticamente identico a quello dei Macbook. Lo schermo in questo caso è da 15″, e per alcuni sarà dura accettare la mancanza del 17″. Sull’Apple Store è in vendita un modello da 17″, ma si tratta del vecchio Macbook Pro in alluminio: più performante, ma comunque privo delle ultime novità.

Per quanto riguarda la scheda video ci sono importanti miglioramenti: adesso i Macbook Pro ne hanno ben due: una identica a quella dei Macbook per le normali operazioni quotidiane, ed una seconda (GeForce 9600M GT con 256Mb o 512Mb di memoria) per i giochi e le applicazioni più onerose.

Il prezzo dei nuovi Macbook Pro è di 1799€ per il modello da 2.4Ghz con 2Gb di Ram, e di ben 2249€ per quello da 2.53Ghz con 4Gb di Ram.

La notizia peggiore? La scomparsa del display opaco: disponibile solo sul 17″ che come detto appartiene alla vecchia generazione.

Macbook Air

Anche il portatile più leggero ed ultrasottile viene rinnovato, mantenendo lo stesso aspetto.

La versione da 1699€ ha un hard disk SATA da 120Gb, mentre quello da 2299€ presenta un disco rigido SSD da 128Gb. Per entrambi la scheda video è la nuova GeForce 9400M.

LED Cinema Display

Dopo anni trascorsi dall’uscita degli ultimi Cinema Display, la Apple presenta il suo nuovo prodotto.

Uno schermo da 24″ con la tecnologia LED, progettato appositamente per i nuovi portatili. Ha infatti una webcam iSight integrata, altoparlanti, microfono, 3 porte USB alimentate ed un connettore MagSafe per la ricarica. La risoluzione raggiunta è di 1920×1200, praticamente equivalente a quella dei nuovi iMac da 24″ in alluminio.

La connessione? Tramite DisplayPort: semplice da collegare, permette di arrivare a risoluzioni più alte, ma praticamente è inutilizzata da tutti gli altri produttori, che usano l’HDMI.

E’ un prodotto che ha un senso abbinato ad un Macbook, ma assolutamente privo di significato nel caso lo si voglia usare come secondo display, ad esempio accanto ad un iMac. In questo caso ci sono soluzioni decisamente migliori, anche considerando che questo ha uno schermo in vetro.

Conclusioni

La Apple continua sulla sua strada, mantenendo prezzi elevati, producendo portatili di qualità, ed innovando. C’è la possibilità di acquistare un Macbook a meno di 1000€, ma vale davvero la pena comprare un fondo di magazzino appartenente alla vecchia generazione?

Dal mio punto di vista la perdita più grande è quella dei display opachi. La moda del momento sono gli schermi lucidi: che li vogliate chiamare Crystal Brite, Xbrite o Glossy, sono praticamente inutilizzabili all’aperto o con una fonte di luce alle spalle. Me ne rendo conto sul mio iMac, che è comunque un desktop e non è esposto alla luce diretta: con un portatile le cose diventano ancora più complicate. A mio parere i più fortunati sono i possessori dell’ultima generazione di Macbook Pro con schermo opaco a LED: uno dei migliori mai visti.

Detto questo, se avevate intenzione di acquistare un Macbook, questo è comunque un ottimo momento: la gamma è stata appena rinnovata, ed il piccolo di casa Apple è il prodotto che ha subito i cambiamenti più rilevanti. Sicuramente non subirà aggiornamenti consistenti in tempi brevi.

Tim, Vodafone e le tariffe per iPhone 3G

Sono stati resi pubblici i prezzi per l’iPhone 3G dei due operatori italiani. Peccato che la vera potenzialità dello smartphone Apple non sia stata compresa.

Che l’iPhone sia il prodotto tecnologico del momento è indiscutibile. Dopo averlo presentato, con alcune indiscrezioni sui prezzi di vendita, oggi possiamo anche conoscere le tariffe in abbonamento di Tim e Vodafone.

Non c’è da sorridere, perchè come molti temevano i due maggiori operatori italiani hanno presentato dei piani dai costi inverosimili, che vanno dai 30€ ai 200€ mensili. Sì, avete capito bene, 200€ mensili per 2 anni.

Ecco le tariffe in abbonamento nel dettaglio, seguite da alcune considerazioni a cui potrete rispondere nei commenti.

Piani tariffari Tim

  • iPhone starter: 30€ al mese per avere 1Gb di traffico dati e niente altro
  • iPhone 250: 50€ mensili per 250 minuti di telefonate, 100 sms e 1Gb di traffico internet
  • iPhone 600: 80€ al mese per 600 minuti di telefonate, 200 sms e 1Gb di traffico internet
  • iPhone 900: 110€ al mese per 900 minuti di telefonate, 900 sms e 1Gb di traffico internet
  • iPhone unlimited: 200€ al mese per 5000 minuti di telefonate, 1500 sms e 5Gb di traffico internet

A queste cifre mensili va ad aggiungersi il prezzo del telefono, che va da 269€ a 0€ a seconda del modello scelto e dell’abbonamento.

Per le ricaricabili invece è presente l’offerta Maxxi Tim, che con 10€ mensili offre 30Mb al giorno di traffico dati.

Piani tariffari Vodafone

  • Facile Medium: 59€ al mese per 400 minuti di telefonate e 400 sms, più 600Mb di traffico internet
  • Special Edition: 79€ al mese per chiamate ed sms illimitati verso Vodafone, 250 minuti e 250 sms verso gli altri operatori, e 600Mb di traffico dati
  • Facile Large: 99€ al mese per 900 minuti di telefonate, 900 sms e 600Mb di traffico internet.

Il prezzo dell’iPhone oscilla tra 269€ e 49€, a seconda dell’abbonamento scelto e del modello.

Per le ricaricabili è presente la tariffa Vodafone Pack, che offre 150Mb a settimana al costo di 3€.

Considerazioni sulle tariffe

Dopo il quadro generale sulle tariffe presentate da Tim e Vodafone, è doveroso fare alcune considerazioni. La prima è che nessuno sembra avere realmente compreso l’utilizzo principale dell’iPhone: la navigazione su internet.

Per sfruttarlo al meglio è necessario essere collegati alla rete, e visto che la copertura wireless in Italia è quasi inesistente, era fondamentale offrire un buon pacchetto dati. Peccato che nè Tim nè Vodafone abbiano una tariffa con queste caratteristiche, anzi il limite di traffico in certi casi è ridicolo.

Basti pensare che per le ricaricabili le uniche proposte danno 150Mb a settimana, o nella versione Tim 30Mb al giorno: dopo aver consultato la posta, letto i feed e aver navigato sui soliti siti quotidiani non resterà molto. Impensabile vedere più di qualche video su YouTube.

Anche gli abbonamenti non aiutano: quelli Vodafone offrono al massimo 600Mb, quelli Tim hanno dei prezzi esagerati rispetto ai servizi offerti.

In alternativa gli operatori avrebbero potuto lasciare libertà di configurazione ai clienti, per crearsi la tariffa ideale. C’è chi è più interessato agli sms, chi di 1000 messaggi mensili non sa cosa farsene, chi vuole solo internet. Perchè limitare la scelta a poche opzioni? Sembra tutto vincolato dal solito cartello, che continua ad esistere sotto gli occhi di tutti anche se c’è chi afferma il contrario.

Pensate di acquistare l’iPhone o i prezzi usciti vi hanno fatto svanire l’entusiasmo? Considerando che l’attivazione avverà in negozio e che sarà molto più difficile sbloccarlo come avveniva in passato, dite la vostra nei commenti.

Apple iPhone 3g in Italia: prezzo e caratteristiche

Alla scoperta dell’iPhone 3G in Italia con Tim e Vodafone. Prezzi, caratteristiche tecniche e nuove applicazioni.

Nota del 16 Giugno 2009: sono stati resi pubblici i prezzi del nuovo iPhone 3Gs. Vodafone e Tim venderanno la versione da 16Gb a 619€, quella da 32Gb a 719€. Nessun calo di prezzo per l’iPhone 3G 8Gb, sempre a 499€.

Dopo una lunga attesa, voci di corridoio, ed alcuni mesi in cui qualsiasi rumour è stato analizzato ai limiti del ridicolo, l’iPhone è arrivato. Da Venerdì 11 Luglio sarà in vendita anche in Italia nei negozi Tim e Vodafone: a quanto pare la tanto acclamata esclusiva (qualcuno ricorderà un articolo di Repubblica, che adesso suona ridicolo) non esiste.

Saranno infatti i due maggiori operatori italiani a contenderselo e dividersi gli utili, con prezzi che vanno dai 199€ per la versione 8Gb ai 299€ per quella 16Gb (con abbonamento, trovate gli aggiornamenti dei prezzi in coda al post). Al momento non è dato sapere quali saranno le condizioni di vendita, ma è logico immaginarsi che lo smartphone di casa Apple sarà acquistabile a questi prezzi solo in abbinamento a qualche piano tariffario.

A questo riguardo segnalo come al solito l’occasione persa dagli operatori di casa nostra, che nel momento in cui scrivo non hanno ancora aggiornato i loro siti. Possibile che non ci si renda conto del traffico generato da eventi di questo tipo? Tim e Vodafone forti del loro accordo stanno facendo cadere nel nulla tutte le visite di queste ore verso i loro portali, linkati anche dallo stesso sito Apple. Aggiornerò questo post quando si avranno altre notizie su prezzi e piani tariffari.

Caratteristiche tecniche

Queste le caratteristiche tecniche dell’iPhone, direttamente dal sito Apple:

  • Display multi-touch da 3,5″, widescreen, con risoluzione 480×320 pixel
  • Capacità da 8gb a 16gb
  • Connettività UMTS/HDSPA e GSM/EDG
  • Modulo Gps integrato
  • Fotocamera da 2 megapixel
  • Registrazione video con risoluzione 640×480 pixel a 30fps
  • Possibilità di scelta del colore (bianco o nero) per la versione da 16gb, la versione da 8gb è solo nera
  • Modulo Wi-Fi
  • Modulo Bluetooth 2.0
  • Accelerometro, sensore di prossimità e sensore di luce ambientale

Le novità principali sono quindi il tanto atteso supporto UMTS ed il modulo GPS integrato, che aumentano le possibilità di utilizzo dell’iPhone. Ovviamente è online anche l’Application Store, che consentirà di avere nuove applicazioni sul proprio telefono senza troppe difficoltà, dai giochi alle utility.

Notevole l’attenzione che Apple mostra anche verso il mercato business. Sulla pagina per le aziende infatti l’iPhone viene proposto come “il miglior telefono mai esistito per il lavoro”, entrando così in concorrenza con il diffusissimo Blackberry.

Per vedere un’ampia galleria di immagini e tutti gli altri dettagli dell’iPhone vi rimando alla pagina ufficiale del sito Apple.

Aggiornamenti sui prezzi italiani di Tim e Vodafone

10 Giugno 2008, ore 10: iniziano ad arrivare le prime notizie sui prezzi dell’iPhone in Italia. Marco Pratellesi sulle pagine del Corriere annuncia che l’iPhone senza contratti costerà con Vodafone 499€ nella versione da 8gb e 569€ in quella da 16gb:

Vodafone dovrebbe vendere l’iPhone da 8 giga a 499 euro e quello da 16 giga a 569 euro nelle versioni “free” cioè con scheda prepagata e liberi da contratto. Poi ci saranno una serie di piani tariffari legati all’abbonamento sul traffico con un vincolo di fedeltà per un certo periodo che dovrebbero fare scendere il prezzo fino ad avvicinarlo a quello indicato da Steve Jobs per gli Stati Uniti (dove il partner è AT&T). Le prenotazioni saranno accettate dalla prossima settimana. Per Tim si attendono ancora indicazioni sui prezzi.

10 Giugno 2008, ore 17.34: arriva la conferma ufficiale da parte di Vodafone. Il prezzo dell’iPhone con questo operatore sarà 499€ e 569€. Da domani sarà possibile prenotarlo presso i punti Vodafone o direttamente dal sito internet, in attesa dell’11 Luglio. Ci saranno anche abbonamenti specifici per l’iPhone per avere degli sconti sul prezzo di vendita. Attualmente però i piani Vodafone facile vanno da 19€ a 89€ al mese, difficilmente le tariffe saranno molto diverse.

Guida Boot Camp: installazione di Windows su Mac OS X

Una guida completa per l’installazione di Windows XP su Leopard, con l’utility Boot Camp.

Boot CampIn questi giorni ho effettuato l’upgrade a Leopard sul mio iMac. Poichè con il nuovo sistema operativo la Apple ha incluso Boot Camp, ho deciso utilizzarlo e riservare una partizione del disco all’installazione di Windows XP.

Credo non ci sia niente di meglio di un’esperienza diretta per scrivere una guida sull’argomento, quindi ecco le mie istruzioni.

Preparativi

Assicuratevi di avere a portata di mano:

  • un Mac con Leopard
  • il dvd di Leopard
  • un cd di Windows XP con Service Pack 2

E’ fondamentale che la versione di Windows XP che volete installare abbia il SP2 incluso. Non provate ad installare una versione precedente, perchè non sarete in grado di vedere la partizione creata da Boot Camp e non potrete andare oltre. E’ una cosa che ho sperimentato di persona, fateci attenzione.

Inoltre se volete avere Windows su una partizione NTFS invece di una FAT32 e guadagnare in velocità e prestazioni, il mio consiglio è di installare MacFuse e successivamente NTFS-3G prima di procedere oltre. E’ quello che ho fatto io. In questo modo potrete accedere senza problemi ai dati della partizione di XP direttamente da Mac OS, anche se è in formato NTFS.

Installazione

Lanciate l’assistente Boot Camp, lo trovate sotto Applicazioni -> Utility.

Una volta assegnato lo spazio alla partizione Windows (io ho optato per 32Gb), basterà inserire il cd di XP e riavviare. Partirà l’installazione.

Se avete Windows con il Service Pack 2, tra le partizioni disponibili su cui installare il sistema operativo ne vedrete una chiamata BOOTCAMP. E’ quella che Leopard ha creato per l’installazione.

Selezionatela e avviate la formattazione NTFS (solo se avete precedentemente installato MacFuse e NTFS-3G, altrimenti formattate in FAT32). Importante: non mantenete il file system creato da Boot Camp, altrimenti al riavvio vi troverete con il messaggio “Errore disco: premere un tasto per riavviare”.

A questo punto tutto procederà normalmente fino al completamento dell’installazione.

Una volta avviato Windows, avrete bisogno dei driver per il vostro Mac. Li trovate nel cd di Leopard (ecco perchè vi serve). Vi basterà inserirlo e partirà l’installer: potrete così utilizzare tutte le vostre periferiche, dalla scheda audio al telecomando Apple Remote.

Inoltre sarà installato il pannello di controllo Boot Camp, dal quale potrete scegliere il sistema operativo di default. Tenete comunque presente che in ogni momento potrete scegliere quale OS avviare tenendo premuto il tasto Alt all’avvio.

Conclusioni

Installare Windows con Boot Camp non è complicato, a patto che seguiate le indicazioni che vi ho dato. Se infatti usate una versione di XP senza il Service Pack 2 o cambiate qualcosa rischiate di ritrovarvi bloccati durante la procedura.

Se sia utile o meno è un’altra questione: infatti ci sono sistemi di virtualizzazione meno invasivi come Parallels. Boot Camp però risulta più stabile ed efficiente, se volete giocare su Windows è assolutamente indispensabile.

iPhone in Italia entro l’estate

Lo smartphone Apple arriverà in Italia con Tim ed sarà UMTS. Gli svantaggi? Il prezzo più alto e le tariffe internet del nostro paese.

Apple iPhoneLa notizia che in molti stavano aspettando sembra essere arrivata. Grazie a Mantellini infatti ho scoperto un articolo su Repubblica di oggi, che rivela l’arrivo dell’iPhone in Italia tra poche settimane.

Queste le novità trapelate:

  • In Italia non arriverà il primo modello di iPhone, ma direttamente la seconda versione UMTS
  • L’accordo per i primi mesi sarà in esclusiva con Tim
  • Il prezzo sarà più elevato dei soliti 300-400€, perchè non sarà abbinato a vincoli contrattuali di 2 anni come è stato fino ad ora, e Apple non prenderà percentuali da Tim.

Quando avverrà il lancio? Molto probabilmente sarà durante il Worldwide Developer Conference (WWDC) tra il 9 ed il 13 giugno. Alcuni avevano già ipotizzato questa data, ed ora tutto lascia immaginare che l’ufficialità dell’annuncio arriverà proprio in quell’occasione.

Nonostante tutta l’attenzione che susciterà questa notizia, ho qualche dubbio che questo accordo possa essere vantaggioso per noi italiani. Apple ha cambiato la sua strategia, aumentando il prezzo dell’iPhone e rinunciando alle quote di revenue sharing, la percentuale sui contratti stipulati.

Il problema è che se la navigazione su web avverrà alle tariffe attuali, la spesa sarà improponibile per molti. Ancora peggio avere un iPhone e non usare le funzioni collegate ad internet: a quel punto sarebbe inutile comprarlo.

Non resta che aspettare il prezzo ufficiale di lancio (si parla addirittura di 600-700€) e sperare che Tim e gli altri operatori abbassino i prezzi del traffico dati, ma almeno per i primi mesi di esclusiva l’ipotesi è remota.