Google Chrome OS: nuovi scenari per l’usabilità dei sistemi operativi

Google si prepara a lanciare il suo sistema operativo web based: cosa aspettarsi?

Google LogoL’annuncio di Google ha fatto il giro della rete: nel 2010 vedremo la nascita di un nuovo sistema operativo, che prenderà il nome da Chrome.

C’era già il sospetto che il browser di Google potesse essere solo un primo passo per arrivare a qualcosa di più importante, ed infatti le previsioni si sono rivelate fondate. Per i dettagli vi rimando all’annuncio sul blog ufficiale, che ha un passaggio interessante:

People want to get to their email instantly, without wasting time waiting for their computers to boot and browsers to start up. They want their computers to always run as fast as when they first bought them. They want their data to be accessible to them wherever they are and not have to worry about losing their computer or forgetting to back up files. Even more importantly, they don’t want to spend hours configuring their computers to work with every new piece of hardware, or have to worry about constant software updates.

Sarà proprio l’usabilità del nuovo Google OS a decretarne l’eventuale successo, la stessa citata in questo estratto: gli utenti vogliono computer veloci, che non impieghino troppo tempo ad avviarsi, con la possibilità di accedere ai propri dati ovunque, senza bisogno di eseguire dei backup.

Un sistema operativo usabile

Queste caratteristiche saranno possibili solo se Chrome OS sarà un sistema operativo ridotto al minimo essenziale, con un cuore web based. Inevitabilmente tutto girerà intorno alle applicazioni web di Google: Gmail, Calendar, Docs, Reader, YouTube, Maps… l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Se da un lato questa scelta porta dei vantaggi, in un paese come l’Italia dove la connessione non arriva ovunque ed il wi-fi è spesso una chimera per problemi burocratici, potrebbe esserci qualche problema di troppo. Non sono ostacoli insormontabili, ma è ovvio che lo scenario americano è ben diverso, e Google mira prima di tutto a quel mondo. La società di Mountain View ha già sviluppato un sistema operativo come Android, ma questo pur rimanendo open-source sarà un OS rivolto prima di tutto ai netbook, che solo successivamente potrebbe vedere una propria applicazione sui sistemi desktop. Per come è stato presentato lo vedo comunque un passo più lontano, perchè le esigenze dell’utente casalingo sono diverse da quelle di chi è in movimento.

Parlando anche di backup, sarebbe bello se con la nascita di Chrome Os venisse lanciato un servizio di storage online made in Google, magari efficiente come Dropbox ma con più spazio a disposizione. Non so però quanto un’ipotesi del genere possa essere verosimile: se Google avesse voluto aprire un servizio del genere l’avrebbe fatto già da tempo, considerando che Gmail mette già a disposizione diversi Gb.

A questo punto non resta che attendere entro fine anno il rilascio del codice del nuovo sistema operativo per saperne di più. Per noi consumatori l’entrata di un nuovo concorrente sul mercato può significare solo grandi vantaggi: se Chrome OS avrà successo, sarà dovuto al mantenimento delle promesse fatte da Google ed al supporto dei produttori di netbook.

Google Chrome: le statistiche aggiornate

Dopo il clamore del lancio, il browser di Google si assesta su una quota globale pari all’1%, con risultati migliori sui siti tecnici.

Che Google Chrome non potesse mantenere i numeri dei giorni successivi al lancio era una certezza. Il browser è stato installato e messo alla prova da numerosi utenti, che sono in gran parte tornati alle proprie abitudini.

Dopo circa 20 giorni dalla sua nascita (avvenuta il 3 Settembre), è però interessante fare qualche analisi per verificarne la diffusione.

Relativamente a questo blog, che non ha i grandi numeri dei portali più famosi e viene visitato soprattutto da utenti tecnici, questi sono i dati:

  • il 3 Settembre, giorno del lancio, Chrome ha raggiunto quota 14,27%
  • dopo i primi due giorni, tra il 5 ed il 23 Settembre, la media è scesa al 5,67%
  • tra il 3 ed il 23 Settembre la media è del 6,44%

Complessivamente i numeri si allineano con quelli di Techcrunch, altro sito tecnico ma dalle visite ben superiori, le cui proporzioni restano però simili. Il 4 Settembre infatti ha dichiarato che Chrome sul proprio sito era a quota 6,23%.

Ed i siti rivolti ad utenti meno tecnici? Per un quadro più generale ci sono le statistiche pubblicate dal blog di StatCounter, che si basano su 450 milioni di pageviews realizzate tra l’1 e l’11 Settembre. Google Chrome globalmente non ha mai superato l’1,18%, per assestarsi intorno all’1% dopo i primi giorni.

E’ ancora presto per dire se le cifre siano stabili, probabilmente ci sarà bisogno di qualche altro mese di attesa. Difficile comunque capire se l’ascesa di Chrome abbia sottratto utenti a Firefox o ad Explorer: non c’è una tendenza chiara a riguardo.

Se state utilizzando il browser targato Google, raccontate la vostra esperienza nei commenti. Io lo uso esclusivamente per GMail vista la velocità di apertura delle pagine, e continuo a preferirgli Firefox per tutti gli strumenti ed estensioni che offre.

Aggiornamento: proprio oggi NetApplications ha rilasciato i dati relativi alla settimana appena trascorsa. In un panorama di 2 milioni di siti web, Chrome risulta sceso allo 0,77% di media, indicando che i numeri del browser di Google sono ancora in calo.

Google Chrome: novità e lati oscuri

Alla scoperta del nuovo browser di Google: è una vera rivoluzione? Analisi del software e dei suoi problemi.

La notizia è ormai nota, Google in pochi giorni ha deciso di lanciarsi nel mondo dei browser web con la sua creatura: Chrome. In questo momento il software è anche pubblicizzato sulla stessa homepage del motore di ricerca, che sicuramente frutterà numerosi download.

Ho effettuato alcuni test, e posso dire con cognizione di causa che Google Chrome mi ha decisamente stupito. Mi aspettavo un prodotto spartano, ancora instabile e non all’altezza della concorrenza, ma i fatti mi hanno smentito clamorosamente.

Velocità

Fin dalle prime pagine aperte, vi renderete conto che la velocità del browser di Google è incredibile. Il motore javascript è stato realizzato da zero, ed i risultati si vedono.

Pseudotecnico sul suo blog ha pubblicato un confronto con Firefox 3, fino ad ora il più veloce, e Chrome risulta 3 volte meglio.

Rendering delle pagine

Chrome utilizza WebKit per il rendering delle pagine, lo stesso di Safari 3.1. I siti realizzati secondo gli standard web non avranno quindi grandi problemi di visualizzazione. Potrebbe essere necessario un controllo per evitare problemi con il Javascript, ma per gli sviluppatori il lavoro aggiuntivo non dovrebbe essere troppo.

Dai primi test ho notato però che text-shadow, proprietà dei CSS3 funzionante su Safari, non ha alcun effetto su Chrome.

Barra degli indirizzi e ricerca

La barra degli indirizzi funziona in maniera simile a quella di Firefox 3, ma serve anche come casella di ricerca. E’ una bella soluzione, consente di alleggerire l’interfaccia e dopo poco tempo diventa tutto intuitivo. Tutto sommato è una banalità, ma nessuno ci aveva pensato prima.

Dettagli e curiosità

Ci sono altre funzioni degne di nota, prima di tutto per gli sviluppatori. E’ disponibile una console Javascript, un debugger, e cliccando col tasto destro del mouse su una pagina appare la voce “Ispeziona elemento” che apre una finestra simile a Firebug.

Come noto inoltre, le tab aperte occupano ognuna un processo separato. Se provate a chiuderne uno a caso dal task manager, vedrete apparire un originale messaggio sul browser.

Mancanza di estensioni

Il principale difetto di Chrome, così come di altri browser, è la mancanza di estensioni ed add-on. E’ proprio questa la forza di Firefox, e nessuno fino ad ora è riuscito a contrastare il browser di casa Mozilla su questo campo. E’ improbabile che per Chrome le cose cambino: basti pensare ad un’estensione come AdBlock. Google non consentirà mai di nascondere le pubblicità sul suo browser.

Problemi di sicurezza

Safari ha presentato alcune lacune sul lato della sicurezza, e Chrome che deriva da WebKit non ne è esente. In particolare è stata già riscontrata una vulnerabilità grave, che su Safari è stata corretta, mentre sul browser di Google è ancora presente.

Licenza d’uso

La nota dolente di Chrome è soprattutto questa. La licenza di utilizzo del software presenta diversi lati oscuri, una vera manna per chi contesta a Google le sue attitudini da Big Brother.

Il primo punto critico riguarda gli aggiornamenti, visto che Google si riserva il diritto di installarli automaticamente senza che l’utente possa fare niente.

Altro punto della licenza riguarda la pubblicità:

[..] alcuni servizi sono supportati con sistema di advertising revenue e possono mostrare pubblicità e promozioni. Queste pubblicità possono essere personalizzate sui contenuti delle informazioni allocate nei servizi [..]

Chrome potrebbe quindi sfruttare le numerose informazioni dell’utente collezionate durante la navigazione per scopi pubblicitari. Advertising mirato quindi, a scapito della privacy.

Conclusioni

Il nuovo browser di Google è un prodotto interessante, veloce e per certi versi innovativo, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia. Personalmente trovo difficile rinunciare a Firefox, ma non mi stupirei se Chrome guadagnasse quote di mercato interessanti.

Restano i lati oscuri riguardanti la sicurezza e la privacy, e per il momento esiste solo la versione Windows, ma il futuro potrebbe riservarci numerose sorprese. Se Google decidesse di puntare in questa direzione con decisione, anche i competitor più agguerriti avranno dei problemi a mantenere le loro quote di mercato.

Se avete altri dubbi su Chrome, vi rimando alle FAQ realizzate da Giovy.