Cuil sarà davvero il rivale di Google?

Uno sguardo al nuovo motore di ricerca, non esente da difetti nonostante il lancio a livello mondiale.

In questi giorni è stato annunciato in grande stile Cuil, il nuovo motore di ricerca creato da alcuni ex-dipendenti di Google. Presentato come il nuovo rivale, la notizia è stata ripresa a livello mondiale, tanto da vederlo citato anche sui maggiori quotidiani nazionali (vedi La Repubblica ed Il Corriere).

Ma Cuil è davvero così entusiasmante? La mia risposta è no. Si può notare un considerevole lavoro sull’interfaccia e sulle funzioni a disposizione dell’utente, ma quello che manca è l’accuratezza dei risultati. Una grave pecca per un motore di ricerca: se non è in grado di fornire agli utenti quello che cercano, non avrà lunga vita.

Vi basterà fare qualche prova per rendervi conto di come i risultati spesso seguano una logica incomprensibile, fornendo link a pagine del tutto inutili. E’ vero che ha solo pochi giorni di vita e servono delle prove sul campo per affinare i risultati forniti, ma non la ritengo una scusante valida.

Anche SEOmoz ha parlato del lancio di Cuil, in termini non esattamente entusiastici:

Cuil was foolish to launch now. Given the buzz they had and the potential to take market share (even a fraction of a percent is worth millions), they should have had lots of people like me running lots of tests like this, showing them how clearly far behind they were from the major engines. You only get one chance to make a first impression, and theirs was spoiled.

Il punto della discussione è proprio questo (traduco non alla lettera): annunciare Cuil adesso è stato un suicidio. Il ritorno avuto in questi giorni avrebbe permesso ai suoi creatori di guadagnare anche una piccola percentuale del mercato. Tutti gli utenti che hanno testato il motore di ricerca hanno invece avuto risultati insoddisfacenti. C’era una sola possibilità per impressionare i visitatori, ed è stata sprecata mostrando un motore di ricerca in fase embrionale, incapace di restituire risultati coerenti anche alle query più semplici.

La cosa poteva essere gestita diversamente: se ci sono margini di miglioramento sarebbe stato meglio lanciare una fase di beta privata, per poi aprire al pubblico (ed ai grandi media) con algoritmi di ricerca più efficienti.

Per quanto riguarda l’interfaccia, il lavoro fatto è comunque considerevole. Il look è molto curato, le pagine sono navigabili anche con javascript disabilitato, ed eseguendo una ricerca ci sono alcuni suggerimenti sui risultati correlati che meritano attenzione.

In conclusione, non so se Cuil sarà in grado di ritagliarsi una nicchia nel già combattuto mondo dei motori di ricerca, ma sicuramente dovrà passare diverso tempo prima di avere una seconda possibilità da parte degli utenti delusi in questi giorni.