WordPress: come aumentare il numero di risultati della ricerca

Tramite $query_string è possibile personalizzare a piacere il numero dei risultati della ricerca. Ecco delle applicazioni pratiche diverse dal solito.

Su WordPress c’è un parametro che decide per ogni pagina il numero di post da mostrare. All’interno del pannello di controllo, sotto Impostazioni – Lettura, esiste infatti la voce “Le pagine del blog visualizzano al massimo:” , che solitamente viene utilizzata per controllare il numero di post in homepage.

Questo parametro però non controlla solo il numero di post della home, ma limita anche il numero dei risultati della ricerca e le pagine corrispondenti al template archive.php (ad esempio la pagina delle categorie e dei tag).

Per modificare il numero di risultati restituiti (in questo caso 10) è sufficiente usare:

<?php query_posts($query_string.'&posts_per_page=10'); ?>

subito prima del loop:

<?php if (have_posts()) : ?>
<?php while (have_posts()) : the_post(); ?>

E’ fondamentale che sia presente il parametro $query_string per mantenere la query originale senza sovrascriverla, altrimenti vi verranno restituiti solo gli ultimi post invece dei risultati della ricerca.

In questo modo è possibile ad esempio avere un numero limitato di post sulla home del blog e 10-20 risultati sulla ricerca.

Altri usi di $query_string

Le query di WordPress possono essere personalizzate in altri modi, anche fuori dal classico loop. Se ad esempio in homepage volessimo mostrare due gruppi di tre post appartenenti esclusivamente a due diverse categorie possiamo scrivere:

<?php $my_query = new WP_Query($query_string.'showposts=3&cat=1&posts_per_page=3'); ?>
<?php while ($my_query->have_posts()) : $my_query->the_post(); ?>

[...]

<?php endwhile; ?>

e

<?php $my_query = new  WP_Query($query_string.'showposts=3&cat=2&posts_per_page=3');  ?>
<?php while ($my_query->have_posts()) : $my_query->the_post();  ?>

[...]

<?php endwhile; ?>

Il parametro cat è fondamentale per indicare quale categoria mostrare (il numero corrisponde all’ID della categoria), mentre showposts e posts_per_page indicano quanti articoli visualizzare, anche nelle pagine successive alla prima.

Non capita tutti i giorni di avere a che fare con query diverse dal solito, soprattutto lavorando a semplici blog, ma in certe situazioni è bene sapere come poter personalizzare WordPress secondo le proprie esigenze. Se siete interessati ad altre personalizzazioni o volete condividere delle scoperte che avete fatto con WordPress lasciate un commento, potremmo approfondire il discorso.

Cuil sarà davvero il rivale di Google?

Uno sguardo al nuovo motore di ricerca, non esente da difetti nonostante il lancio a livello mondiale.

In questi giorni è stato annunciato in grande stile Cuil, il nuovo motore di ricerca creato da alcuni ex-dipendenti di Google. Presentato come il nuovo rivale, la notizia è stata ripresa a livello mondiale, tanto da vederlo citato anche sui maggiori quotidiani nazionali (vedi La Repubblica ed Il Corriere).

Ma Cuil è davvero così entusiasmante? La mia risposta è no. Si può notare un considerevole lavoro sull’interfaccia e sulle funzioni a disposizione dell’utente, ma quello che manca è l’accuratezza dei risultati. Una grave pecca per un motore di ricerca: se non è in grado di fornire agli utenti quello che cercano, non avrà lunga vita.

Vi basterà fare qualche prova per rendervi conto di come i risultati spesso seguano una logica incomprensibile, fornendo link a pagine del tutto inutili. E’ vero che ha solo pochi giorni di vita e servono delle prove sul campo per affinare i risultati forniti, ma non la ritengo una scusante valida.

Anche SEOmoz ha parlato del lancio di Cuil, in termini non esattamente entusiastici:

Cuil was foolish to launch now. Given the buzz they had and the potential to take market share (even a fraction of a percent is worth millions), they should have had lots of people like me running lots of tests like this, showing them how clearly far behind they were from the major engines. You only get one chance to make a first impression, and theirs was spoiled.

Il punto della discussione è proprio questo (traduco non alla lettera): annunciare Cuil adesso è stato un suicidio. Il ritorno avuto in questi giorni avrebbe permesso ai suoi creatori di guadagnare anche una piccola percentuale del mercato. Tutti gli utenti che hanno testato il motore di ricerca hanno invece avuto risultati insoddisfacenti. C’era una sola possibilità per impressionare i visitatori, ed è stata sprecata mostrando un motore di ricerca in fase embrionale, incapace di restituire risultati coerenti anche alle query più semplici.

La cosa poteva essere gestita diversamente: se ci sono margini di miglioramento sarebbe stato meglio lanciare una fase di beta privata, per poi aprire al pubblico (ed ai grandi media) con algoritmi di ricerca più efficienti.

Per quanto riguarda l’interfaccia, il lavoro fatto è comunque considerevole. Il look è molto curato, le pagine sono navigabili anche con javascript disabilitato, ed eseguendo una ricerca ci sono alcuni suggerimenti sui risultati correlati che meritano attenzione.

In conclusione, non so se Cuil sarà in grado di ritagliarsi una nicchia nel già combattuto mondo dei motori di ricerca, ma sicuramente dovrà passare diverso tempo prima di avere una seconda possibilità da parte degli utenti delusi in questi giorni.

Flash e i motori di ricerca

Il difficile rapporto tra Flash ed i motori di ricerca, analizzando i principali motivi per cui non dovrebbe essere usato per i contenuti.

Dopo l’annuncio di Google della migliorata indicizzazione dei contenuti Flash, diverse persone avranno pensato ad una rivoluzione del web.

In realtà le cose non stanno esattamente così, perchè Flash se utilizzato in maniera sbagliata continua ad avere grandi limiti. Ispirato da un articolo di SEOmoz, voglio approfondire il discorso mostrando le incompatibilità tra Flash ed i motori di ricerca.

1. Le URL non cambiano con i contenuti

A mio parere è uno dei difetti principali di Flash. Quante volte vi è capitato di navigare su un sito realizzato con questa tecnologia, vedere una pagina interessante e volerla linkare? Vi sarete sicuramente accorti che l’unica cosa possibile è indicare la URL della home fornendo le istruzioni per arrivare alla pagina desiderata: scomodo ed inefficiente.

2. Non si guadagnano link esterni

Questa è una conseguenza diretta del primo punto, ed una grave penalizzazione. Considerando che i motori di ricerca si basano anche sui link esterni per ordinare i risultati, realizzare un sito in Flash significa al massimo riuscire a posizionare la propria homepage e niente altro.

3. I testi spesso non sono formattati e ordinati

Molto dipende da chi ha realizzato il Flash, ma spesso i contenuti testuali non rispettano l’ordine logico con cui appaiono nella pagina. Inoltre è difficile trovare dei testi organizzati semanticamente, come accade nell’HTML.

4. Le regole SEO di base spesso non vengono seguite

E’ possibile realizzare delle animazioni Flash e, osservando alcune regole di massima, cercare di farle indicizzare correttamente. Un suggerimento potrebbe essere caricare i contenuti formattati tramite un xml esterno. Nella maggior parte dei casi però chi sviluppa non conosce o non segue queste indicazioni, rendendo impossibile il lavoro dei motori di ricerca.

5. Molti contenuti Flash non vengono comunque indicizzati

Anche rivolgendo la massima attenzione nella realizzazione di un Flash, non avrete garanzie che il vostro lavoro venga indicizzato dai motori di ricerca. Un esempio pratico riguarda Google, che non riesce ancora ad indicizzare i file .swf inclusi tramite SWFObject.

Conclusioni

Uno dei modi migliori per utilizzare Flash resta quello a scopo decorativo: realizzare animazioni ed effetti particolari spesso può essere fatto solo con questa tecnologia. E’ vero che Javascript ci ha riservato numerose sorprese a riguardo, ma non c’è niente di male ad usare Flash per questo.

L’importante è tenere presente che Flash non andrebbe mai utilizzato per i contenuti delle vostre pagine. Se non volete essere penalizzati nei risultati ottenuti, non usatelo per testi, titoli o menu di navigazione, anche se avete intenzione di fornire un’alternativa testuale.

Guida SEO: basi del posizionamento sui motori di ricerca

Alla scoperta di una nuova guida al posizionamento sui motori di ricerca, direttamente da Web Design from Scratch.

Tra i Feed RSS a cui sono iscritto c’è Web Design from Scratch, una risorsa aggiornata meno frequentemente di blog e magazine, ma che raggiunge sempre livelli di eccellenza nei suoi articoli.

E’ appena stata pubblicata una guida al posizionamento sui motori di ricerca, dal titolo SEO Basics, introduction to Search Engine Optimization. Il post è ben dettagliato ed affronta diversi punti, spiegando le basi dell’argomento. Non sarà niente di nuovo per chi già lavora in questo ambito, ma confrontare le proprie convinzioni e rimettersi in discussione credo sia sempre una buona pratica.

Per chi invece non ha alcuna nozione di SEO, è un ottimo punto di partenza per capire come muoversi con profitto.

Tra gli argomenti trattati ci sono:

  • La preparazione di una campagna di posizionamento sui motori di ricerca
  • L’analisi della concorrenza
  • Il funzionamento dei motori di ricerca
  • Come ottimizzare il proprio sito

Come nota conclusiva, segnalo che Web Design from Scratch è lo stesso sito che tempo fa aveva pubblicato la guida sullo stato dell’arte del Web Design, ancora validissima.