Responsive Web Design, la recensione

Uno dei migliori libri per la creazione di siti web multipiattaforma, con istruzioni pratiche per usare layout fluidi e media queries.

Responsive Web Design è l’ultimo libro pubblicato da A Book Apart, la società gestita dall’onnipresente Jeffrey Zeldman. Nei mesi scorsi ho avuto modo di leggere le pubblicazioni dedicate a HTML5 e CSS3, ma questo è stato il primo testo che mi ha convinto veramente a scrivere una recensione.

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Flipboard per iPad è il magazine del futuro?

Un’App per iPad reinventa la rivista in forma digitale, grazie alle notizie condivise su Facebook e Twitter.

Flipboard for iPadIn questi giorni un’applicazione per iPad sta facendo molto parlare di sè: si tratta di Flipboard, definito dai suoi creatori un social magazine.

Dopo averlo provato per qualche giorno, posso dire che è davvero un’idea interessante, sicuramente migliorabile, ma con una serie di implicazioni notevoli per quanto riguarda la fruizione delle news in rete.

Come funziona Flipboard?

Flipboard permette di scegliere tra una serie di fonti quelle ritenute più interessanti, e le impagina in una sorta di rivista digitale. La parte interessante di questa applicazione è l’aggiornamento in tempo reale: non sono presenti solo immagini e testi, ma anche commenti provenienti dai social network.

Il video introduttivo chiarisce ogni dubbio:

Facebook e Twitter

Se le fonti fossero solo quelle preimpostate il progetto sarebbe sicuramente meno interessante. Il vero punto di forza di Flipboard è la possibilità di integrare i propri account di Facebook e Twitter per riceverne aggiornamenti istantantanei. I link condivisi dai propri amici vengono impaginati in maniera elegante, ed è quindi possibile sfogliarli e commentarli.

Vista la grande richiesta di questi giorni, al momento dell’installazione questa feature non è immediatamente disponibile. Io ho dovuto aspettare qualche giorno, ma dopo nemmeno una settimana ho ricevuto sulla mia mail la notifica dell’attivazione del servizio.

Pregi e difetti

Dal punto di vista dell’interfaccia è difficile trovare dei difetti: Flipboard è una delle applicazioni più eleganti viste finora sull’App Store. E questo è uno dei punti che potrebbe fare discutere: è un banale esercizio di stile o in questo modo i contenuti degni di nota vengono valorizzati come meritano?

In previsione futura, considerando che è stata annunciata anche l’integrazione con Flickr e Foursquare, le cose potrebbero farsi ancora più interessanti. Al momento sembra difficile poter pensare che Flipboard possa prendere il posto di Google Reader (magari accompagnato da Feedly), ma se il futuro sarà davvero social, questa potrebbe essere la strada giusta da seguire.

Approfondimenti: segnalo anche su Apogeonline un ottimo articolo su Flipboard.

iPad: la recensione

La prova su strada del tablet Apple in versione Wi-Fi, dopo alcuni giorni di utilizzo.

Sono in possesso da circa una settimana di un iPad Wi-Fi da 16Gb, ed in questi giorni posso dire di averlo testato a fondo in tutti gli ambiti che mi interessavano. Questa recensione vuole essere il più possibile obiettiva, mettendo in evidenza pregi e difetti: se avete domande o curiosità i commenti sono a vostra disposizione.

Unboxing e configurazione

La Apple ha ridotto al minimo il contenuto della scatola: oltre all’iPad, c’è solo l’alimentatore e qualche foglio illustrativo. Nessun manuale. Appena acceso il tablet, appare l’indicazione di collegarlo ad iTunes per la prima sincronizzazione: collegato al computer in pochi minuti sono riuscito a riversare all’interno tutti i contenuti e le applicazioni che mi interessavano e che avevo già scaricato per iPhone.

Prime impressioni: ottima velocità

Una delle cose che mi hanno più impressionato è stata la velocità di risposta. Abituato ai tempi dell’iPhone 3G (che ha poco meno di 2 anni), sono rimasto stupito vedendo aprirsi in pochi istanti le stesse applicazioni che sullo smartphone impiegano vari secondi. Il processore A4 fa il suo dovere, e fino ad ora non ho trovato app che riuscissero a metterlo in difficoltà.

Il tempo di risposta alle varie interazioni con lo schermo è eccellente: inutile negarlo, è uno dei vantaggi principali dell’interfaccia realizzata da Apple. Avere un feedback immediato su un touchscreen è fondamentale.

Navigazione in rete

L’iPad si comporta bene navigando in rete: sembra una cosa da poco, ma poter scorrere un sito web usando le proprie mani invece che un mouse dà una sensazione completamente diversa, molto più naturale.

Il caricamento delle pagine via Wi-Fi non mi ha mai dato problemi con una normale linea a 8Mb (circa 6Mb effettivi in download). Non posso dire come si comporti in questo senso l’iPad con connessione 3G, ma facendo le dovute proporzioni con l’iPhone, l’apertura delle pagine sarà sicuramente più lenta quando non si usa la connessione wireless.

L’assenza di Flash

Che problemi mi ha dato il mancato supporto di Flash? Fino ad ora mi sono trovato bloccato in un caso, aprendo un sito di un hotel realizzato interamente in flash e senza versione HTML alternativa. Sorvolando il discorso accessibilità, è stata l’unica situazione in cui ho dovuto ricorrere ad un altro computer.

E’ anche vero che non mi interessano i giochi in Flash e navigo molto spesso per siti informativi dove il testo è prevalente. La mancanza per me non è grave, ma ero ben consapevole di questo al momento dell’acquisto: ovviamente ognuno dovrà fare le sue considerazioni in base all’utilizzo che fa della rete.

Rendering dei siti

Ho rivolto particolare attenzione al rendering dei siti su iPad, argomento che mi interessa direttamente. Tenendo il dispositivo orizzontale, i testi sono quasi sempre leggibili senza bisogno di zoom, a seconda delle dimensioni del font utilizzato. I siti con la classica larghezza di 960-980px non presentano quindi grandi problemi.

Per gli sviluppatori: non ritengo necessario realizzare una versione apposita per iPad di un sito, a meno che non ci siano particolari esigenze. Un esempio potrebbe essere un sito in Flash, con contenuti multimediali che potrebbero essere forniti in HTML5, ma in quel caso invece di realizzare una versione alternativa per il tablet Apple la cosa migliore sarebbe rifare il sito originale in maniera più accessibile.

E’ comunque da considerare con attenzione la dimensioni di elementi come link e pulsanti. Sullo schermo dell’iPad (1024x768px) alcuni oggetti potrebbero apparire troppo piccoli. E’ una cosa che potrebbe mettere in difficoltà alcuni utenti, obbligando a zoomare la pagina prima di premere un pulsante.

Una cosa fastidiosa, che sarà sicuramente risolta con il tempo ma che crea problemi in questo primo periodo di entrata sul mercato dell’iPad, è che molti siti lo riconoscono come un iPhone caricando la versione mobile. Succede anche su questo sito utilizzando il plugin MobilePress: è fastidioso, perché l’iPad ha a tutti gli effetti uno schermo di dimensioni normali, e non c’è motivo di trattarlo al pari di un palmare o di uno smartphone.

Disponibilità di applicazioni

In questi giorni l’App Store sta iniziando a popolarsi di applicazioni per iPad: è normale che siano ancora una minoranza, ma è logico aspettarsi già dalle prossime settimane un buon numero di nuovi programmi. Ce ne sono di gratuite, ma i prezzi medi sono più alti di quelle per iPhone.

Tra quelle che ho potuto provare mi limito a segnalarne un paio:

Dropbox: è eccellente, gratuita, permette di scaricare sull’iPad i file preferiti per quando non si ha la connessione a disposizione e consente di aprire i formati supportati anche con applicazioni esterne (ad esempio i pdf con GoodReader). In pratica avrete accesso in qualsiasi momento ai file che già condividete tra vari computer grazie a Dropbox.

Keynote (iWork): provata per la prima volta in un Apple Store, ho creato una presentazione di 4-5 slide in 2 minuti. Unita ad un eventuale adattatore VGA per collegarsi ad un proiettore esterno, rende l’iPad un ottimo strumento per realizzare delle slide.

Per quanto riguarda iBooks, trovate un discorso a parte più avanti.

Uso delle applicazioni per iPhone

E’ possibile usare le applicazioni per iPhone senza problemi, l’unica differenza è la risoluzione. Portando la visualizzazione a tutto schermo, il risultato è ovviamente sgranato e per me poco soddisfacente: può essere una soluzione di ripiego nel caso di alcune App insostituibili, ma ben presto vi ritroverete a cercare delle alternative apposite per iPad.

Non è solo un discorso di qualità della grafica, ma anche di interfaccia: lo spazio a disposizione sul tablet è inevitabilmente maggiore, per questo motivo utilizzare le applicazioni per iPhone è spesso limitante. Inoltre alcune non permettono di seguire l’orientamento del dispositivo in tutti e quattro i versi, ma ne hanno uno fisso (capita spesso con i giochi).

iPad come e-book reader e iBooks

Ho iniziato a leggere un e-book da qualche giorno e la prima impressione è stata positiva. I libri in formato ePub possono essere importati su iTunes e da lì sincronizzati con l’iPad. Leggere sul tablet fino ad ora non mi ha dato problemi, anche perché è possibile regolare facilmente contrasto, dimensioni e tipo di font (Palatino di default). E’ possibile che per periodi di lettura lunghi lo schermo affatichi comunque la vista: ancora non mi è capitato, ma non escludo che possa succedere dopo alcune ore.

Questa è la cruciale differenza con il Kindle di Amazon, che nasce apposta per un unico scopo e si comporta egregiamente usando l’e-ink. Se avete bisogno semplicemente di un e-book reader, l’iPad non è la scelta migliore, perché consente di fare anche molto altro. Se però siete interessati a leggere dei fumetti, il discorso si fa già più interessante, perché la resa dei colori su schermo è eccellente.

Tastiera virtuale

Inutile negarlo, la tastiera virtuale è scomoda rispetto all’alternativa fisica. Non è difficile da utilizzare con un po’ di attenzione, ma è sicuramente meglio connettere l’iPad ad una tastiera “reale” se si ha intenzione di utilizzarlo per scrivere lunghi testi.

Tenetelo presente anche in base all’uso che ne potreste fare: non ci sono problemi per scrivere l’indirizzo di un sito web, inserire una e-mail, o fare delle brevi chat, ma in altre situazioni potreste trovarla scomoda.

Io mi sto abituando gradualmente, ma la cosa più difficile è trovare una posizione ideale in cui scrivere. Utilizzando il case originale Apple come supporto per tenere l’iPad inclinato non è un gran problema, a patto di essere seduti ad un tavolo o comunque con una superficie di appoggio.

Wi-Fi o 3G?

Dopo aver utilizzato per diversi giorni il modello Wi-Fi, continuo ad essere convinto che l’uso principale dell’iPad sia quello casalingo. Sinceramente non vedo l’utilità dell’acquisto del modello 3G, soprattutto considerando anche la spesa di un abbonamento telefonico aggiuntivo: la soluzione più accessibile al momento è quella di 3 Italia, ma i problemi di copertura continuano a lasciarmi dubbioso.

L’iPad è un dispositivo comunque ingombrante, non può essere portato in tasca e sicuramente non lo tirerete fuori per fare un check-in su Foursquare o per aggiornare il vostro status su Twitter quando siete per strada. In questi casi uno smartphone resta la soluzione ideale.

La versione 3G può avere senso se viaggiate molto e lo schermo del cellulare vi sta stretto per navigare su internet, ma per vedere un film o presentare delle slide la connessione è inutile.

Conclusioni

Non è passato un tempo sufficiente per poter dare giudizi definitivi, ma fino ad ora sono decisamente soddisfatto dell’acquisto. Non c’è un solo modo per utilizzare l’iPad, ma ogni giorno scopro nuove possibilità e mi vengono in mente soluzioni a cui non avevo pensato prima.

Le limitazioni della chiusura del sistema Apple si avvertono solo se avete esigenze tali da non poter tollerare alcuni limiti. Lato hardware, l’unica cosa che avrei trovato comoda sarebbe stato un lettore di memory card integrato, invece di averlo come accessorio esterno.

Sono comunque pronto ad aggiornare questo articolo in futuro, in caso cambiassi opinione su uno dei punti elencati.

Se avete delle curiosità riguardo all’iPad, volete chiedermi qualcosa sul suo funzionamento o siete incuriositi da alcune applicazioni dell’App Store, scrivetemi nei commenti e risponderò a tutte le richieste.

Google Chrome: novità e lati oscuri

Alla scoperta del nuovo browser di Google: è una vera rivoluzione? Analisi del software e dei suoi problemi.

La notizia è ormai nota, Google in pochi giorni ha deciso di lanciarsi nel mondo dei browser web con la sua creatura: Chrome. In questo momento il software è anche pubblicizzato sulla stessa homepage del motore di ricerca, che sicuramente frutterà numerosi download.

Ho effettuato alcuni test, e posso dire con cognizione di causa che Google Chrome mi ha decisamente stupito. Mi aspettavo un prodotto spartano, ancora instabile e non all’altezza della concorrenza, ma i fatti mi hanno smentito clamorosamente.

Velocità

Fin dalle prime pagine aperte, vi renderete conto che la velocità del browser di Google è incredibile. Il motore javascript è stato realizzato da zero, ed i risultati si vedono.

Pseudotecnico sul suo blog ha pubblicato un confronto con Firefox 3, fino ad ora il più veloce, e Chrome risulta 3 volte meglio.

Rendering delle pagine

Chrome utilizza WebKit per il rendering delle pagine, lo stesso di Safari 3.1. I siti realizzati secondo gli standard web non avranno quindi grandi problemi di visualizzazione. Potrebbe essere necessario un controllo per evitare problemi con il Javascript, ma per gli sviluppatori il lavoro aggiuntivo non dovrebbe essere troppo.

Dai primi test ho notato però che text-shadow, proprietà dei CSS3 funzionante su Safari, non ha alcun effetto su Chrome.

Barra degli indirizzi e ricerca

La barra degli indirizzi funziona in maniera simile a quella di Firefox 3, ma serve anche come casella di ricerca. E’ una bella soluzione, consente di alleggerire l’interfaccia e dopo poco tempo diventa tutto intuitivo. Tutto sommato è una banalità, ma nessuno ci aveva pensato prima.

Dettagli e curiosità

Ci sono altre funzioni degne di nota, prima di tutto per gli sviluppatori. E’ disponibile una console Javascript, un debugger, e cliccando col tasto destro del mouse su una pagina appare la voce “Ispeziona elemento” che apre una finestra simile a Firebug.

Come noto inoltre, le tab aperte occupano ognuna un processo separato. Se provate a chiuderne uno a caso dal task manager, vedrete apparire un originale messaggio sul browser.

Mancanza di estensioni

Il principale difetto di Chrome, così come di altri browser, è la mancanza di estensioni ed add-on. E’ proprio questa la forza di Firefox, e nessuno fino ad ora è riuscito a contrastare il browser di casa Mozilla su questo campo. E’ improbabile che per Chrome le cose cambino: basti pensare ad un’estensione come AdBlock. Google non consentirà mai di nascondere le pubblicità sul suo browser.

Problemi di sicurezza

Safari ha presentato alcune lacune sul lato della sicurezza, e Chrome che deriva da WebKit non ne è esente. In particolare è stata già riscontrata una vulnerabilità grave, che su Safari è stata corretta, mentre sul browser di Google è ancora presente.

Licenza d’uso

La nota dolente di Chrome è soprattutto questa. La licenza di utilizzo del software presenta diversi lati oscuri, una vera manna per chi contesta a Google le sue attitudini da Big Brother.

Il primo punto critico riguarda gli aggiornamenti, visto che Google si riserva il diritto di installarli automaticamente senza che l’utente possa fare niente.

Altro punto della licenza riguarda la pubblicità:

[..] alcuni servizi sono supportati con sistema di advertising revenue e possono mostrare pubblicità e promozioni. Queste pubblicità possono essere personalizzate sui contenuti delle informazioni allocate nei servizi [..]

Chrome potrebbe quindi sfruttare le numerose informazioni dell’utente collezionate durante la navigazione per scopi pubblicitari. Advertising mirato quindi, a scapito della privacy.

Conclusioni

Il nuovo browser di Google è un prodotto interessante, veloce e per certi versi innovativo, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia. Personalmente trovo difficile rinunciare a Firefox, ma non mi stupirei se Chrome guadagnasse quote di mercato interessanti.

Restano i lati oscuri riguardanti la sicurezza e la privacy, e per il momento esiste solo la versione Windows, ma il futuro potrebbe riservarci numerose sorprese. Se Google decidesse di puntare in questa direzione con decisione, anche i competitor più agguerriti avranno dei problemi a mantenere le loro quote di mercato.

Se avete altri dubbi su Chrome, vi rimando alle FAQ realizzate da Giovy.