Progetto David e RItalia Camp: qualcosa si muove

La nascita di italia.it ha dalla sua parte un merito: aver smosso qualcosa, risvegliando le coscienze di numerosi personaggi del web design nazionale. Sono stati in molti a ribellarsi più o meno apertamente nei loro siti e blog, ed in questi giorni stanno sorgendo varie iniziative.

La prima che voglio segnalare si chiama Progetto David, e si propone di porre le basi per un nuovo portale turistico italiano. Idea sicuramente ambiziosa, ma parte con il piede giusto raccogliendo segnalazioni, idee e tutto quello che può servire veramente in un progetto del genere, partendo prima di tutto da un’analisi di marketing.

In parallelo è sorta l’altra iniziativa: RItaliaCamp. Potete trovare ampi dettagli sul wiki dedicato; il primo obiettivo è quello di far incontrare tutti coloro che hanno da dire qualcosa su come avrebbe dovuto essere italia.it e come sarà possibile far nascere un progetto simile, utile a tutti.

La mia idea riguarda l’aspetto sociale che dovrebbe avere un portale del genere: si parla di Web 2.0 spesso a sproposito, ma quando si dovrebbe veramente chiamarlo in causa questo fenomeno viene dimenticato. Sarebbe tanto difficile integrare GoogleMaps, i video di YouTube, le foto geotaggate di Flickr? Non credo, anzi tutti ci guadagnerebbero qualcosa.

Se avete quindi un’idea non tiratevi indietro, partecipate all’iniziativa che più vi attira, l’importante è far capire come dovrebbe realmente essere il nostro portale nazionale.

Chiude Italia.it, il fallimento è definitivo

Italia.it logoIl tanto discusso portale Italia.it ha fatto parlare per mesi la rete, incluso questo blog, soprattutto alla luce dei milioni spesi per un sito incompleto, inaccessibile, ricco di errori e con un logo orribile costato da solo 100mila euro.

Dopo le parole di Rutelli che lo scorso ottobre aveva anticipato la possibile svolta, siamo arrivati al capitolo finale. Il portale Italia.it è stato appena chiuso, dopo nemmeno un anno dal suo lancio. Impossibile visitare il sito, all’indirizzo www.italia.it non esiste più niente.

Qualcuno si sentirà sollevato per la chiusura di un progetto che aveva dimostrato fin dall’inizio enormi sprechi, ma sinceramente non mi sento di accogliere con entusiasmo la notizia. Un fallimento del genere non giova a nessuno, e chiudere come se non fosse mai esistito niente è una sconfitta.

Ovviamente non avrebbe avuto senso continuare ad investire in un portale simile, ma tutto ciò che era stato fatto poteva essere recuperato, trasformato ed affidato a qualcuno con un progetto chiaro e finalmente innovativo. Ci sono centinaia di web designer ricchi di talento, ma sottopagati in web agency senza futuro, che avrebbero colto al volo una possibilità del genere.

Mi rendo conto che tutto questo potrebbe essere utopico, soprattutto dopo il chiaro fallimento di altre iniziative come quella di Ritalia in cui anche io avevo sperato, ma gettare la spugna dopo aver speso milioni di euro è davvero deprimente.

Voi cosa ne pensate? A questo punto vorrei solo sapere quanti milioni di euro siano stati effettivamente spesi, dei 58 stanziati per l’intero progetto. Non conosco la risposta, ma saranno comunque troppi.

Aggiornamento – 21 Gennaio: leggo su Repubblica che fino ad oggi sono stati spesi quasi 7 milioni di euro. Niente male per un sito chiuso dopo un anno di vita.

Ma la cosa che mi fa più paura sono le parole lette su scandaloitaliano di Ciro Esposito, capo del dipartimento Innovazione e Tecnologie, che afferma:

Ora siamo pronti a ricominciare in maniera diversa.

Il che molto probabilmente significa buttare tutto nel cestino e ripartire da zero con enormi sprechi di denaro pubblico. Niente male.

RItaliaCamp si avvicina: partecipa anche Marco Ottolini

RItaliaCampCome già scritto in un precedente articolo su italia.it, RItaliaCamp è Il progetto per la realizzazione di un’alternativa al tanto criticato portale, ed ormai si avvicina la data dell’evento organizzato a Milano per il 31 Marzo.

In questi giorni però c’è stata una novità degna di nota, e mi sembra giusto parlarne per non lasciar dimenticare l’argomento troppo presto: Marco Ottolini, uno dei Project Director di italia.it, si è dimesso ed ha dato la sua adesione proprio al progetto RItalia. Trovate qualche informazione in più sul blog di Lele Dainesi, dove tra i commenti c’è un intervento dello stesso Marco.

Sembra proprio che le intenzioni di portare avanti un progetto ben fatto ci siano tutte, una cosa è comunque certa: il polverone che si è sollevato dopo la pubblicazione del portale sta avendo delle conseguenze positive. Tra l’altro le iniziative parallele nate saranno tanto di guadagnato soprattutto per gli utenti, che avranno più possibilità (molto probabilmente di qualità).

Insomma ancora una volta i blogger italiani hanno dimostrato di avere un potere non indifferente.

Se volete approfondire, vi consiglio di leggere questo post sul blog di Marco Ottolini. E’ una delle poche testimonianze relative al progetto italia.it visto dall’interno, sicuramente interessante. Si parla anche di una possibile rivoluzione per la blogosfera italiana, che ha trovato in una causa comune un modo per unirsi e dare vita ad un vero strumento di comunicazione di massa.