Testimonianze di accessibilità in Italia

Marco Bertoni pubblica sul suo blog importanti testimonianze sul tema dell’accessibilità della rete.

Da tempo chi si occupa di rendere il web un luogo sempre più accessibile si è trovato di fronte muri difficilmente superabili, spesso basati su un’ignoranza diffusa. In quest’ultimo periodo non è stato bello venire a sapere anche della chiusura dell’ufficio del CNIPA: ma queste tematiche sono davvero così importanti per il web?

La risposta è una sola: assolutamente sì.

La voce dei professionisti che vogliono rendere la rete un luogo accessibile a tutti continua nonostante tutto ad alzarsi, e nascono iniziative degne di attenzione.

In questi ultimi giorni, Marco Bertoni ha riservato uno spazio sul suo blog ad una serie di testimonianze di persone direttamente coinvolte nell’argomento. Sono in molti coloro che da anni si preoccupano di realizzare siti realmente accessibili, non solo per soddisfare una legge o alcune linee guida.

Così troviamo la lettera di Marco Pandolfi, che ha lavorato al sito del comune di Civitanova Marche, ed afferma:

[..] penso che chiusura o non chiusura dell’ufficio, dobbiamo continuare a diffondere questo tipo di cultura, senza aspettare che le leggi ce lo impongano. Io l’ho presa come una “mission”.

Segue la testimonianza di Carlo Poggi, che lavora nella redazione ligure del sito internet dell’Agenzia delle Entrate:

[..] quotidianamente mi adopero per suggerire ai colleghi come scrivere/pubblicare contenuti accessibili. [..]

E’ possibile leggere gli interventi raccolti seguendo questi collegamenti:

La speranza è che gli interventi raccolti da Marco continuino ad aumentare. E’ difficile andare contro corrente, combattendo la convinzione (sbagliata!) che rendere un sito accessibile sia un inutile spreco di tempo e risorse, ma non è un’impresa impossibile.

Sarebbe sicuramente più facile con l’aiuto di un intervento dall’alto, ma ognuno in questo momento può dare il suo contributo, senza bisogno di attendere oltre. Riunire le voci esistenti serve a far capire che l’argomento accessibilità non è mai stato sottovalutato, soprattutto da chi crede che accedere alle informazioni della rete sia un diritto di tutti.