Come scrivere il testo alternativo sulle immagini

La realizzazione di un sito accessibile passa anche per gli attributi alt delle immagini: ecco come rispettare legge Stanca e WCAG 2.0

Uno dei primi punti da osservare per la realizzazione di un sito accessibile è l’utilizzo di testi alternativi sui contenuti non testuali come le immagini. Potrebbe sembrare un compito facile da assolvere, ma non è sempre così, soprattutto perchè a seconda delle situazioni le soluzioni possibili cambiano radicalmente.

Legge Stanca e WCAG 2.0

La normativa italiana e le linee guida del W3C sono molto precise a riguardo, questi sono gli enunciati:

Legge Stanca, requisito n°3

Fornire una alternativa testuale equivalente per ogni oggetto non di testo presente in una pagina e garantire che quando il contenuto non testuale di un oggetto cambia dinamicamente vengano aggiornati anche i relativi contenuti equivalenti predisposti. L’alternativa testuale equivalente di un oggetto non testuale deve essere commisurata alla funzione esercitata dall’oggetto originale nello specifico contesto.

WCAG 2.0, linea guida 1.1

Provide text alternatives for any non-text content so that it can be changed into other forms people need, such as large print, braille, speech, symbols or simpler language.

Per ogni immagine presente sulla pagina è quindi necessario fornire un’alternativa testuale: il cosiddetto alt text.

Come usare l’attributo alt

Prima di tutto è d’obbligo tenere presente che ogni immagine inserita nel codice HTML di una pagina, soprattutto con doctype di tipo XHTML 1.0 Strict, necessita dell’attributo alt. Questo serve non solo quando l’attributo ha un valore, perchè è sempre utile indicare (ad esempio agli screen reader) che l’immagine non ha un significato rilevante e può essere saltata (usando alt=””). Questo accade spesso con le immagini puramente decorative, che sarebbe comunque meglio inserire tramite il foglio di stile.

Per eliminare ogni dubbio su cosa scrivere nell’attributo alt, la soluzione migliore è porsi una semplice domanda:

“Se dovessi illustrare al telefono la pagina che stai visitando, descriveresti l’immagine e il suo contenuto?”

Se la risposta è sì, allora è bene che quell’immagine abbia un testo alternativo, altrimenti non servirà a niente. Il metodo viene direttamente da Roger Johansson, e lo trovo perfetto per casi come questi.

L’importante è ricordarsi sempre di non esagerare, perchè è facile cadere nell’errore opposto: inserire troppe informazioni (inutili) in una pagina. Rendere accessibili le immagini di un sito non significa usare testi alternativi esageratamente lunghi e descrittivi: creerebbero solamente problemi. La cosa migliore è inserirli solo dove necessario, ad esempio in immagini che contengono del testo, per far arrivare all’utente lo stesso identico messaggio.

Conclusioni

Non è sempre facile trovare il giusto testo alternativo per le immagini di una pagina web. Le soluzioni variano a seconda dei casi, ma la regola fondamentale è ricordarsi che il testo alternativo deve servire per veicolare lo stesso messaggio dell’immagine, non per descriverla.

La differenza tra le due cose in certi casi potrebbe essere sottile, ma l’importante è essere coscienti del problema e cercare di risolverlo. Un sito accessibile passa anche per questi dettagli.

Un sito accessibile deve avere codice valido?

Validità e accessibilità: matrimonio inscindibile?

La domanda del titolo è stata fonte di numerose discussioni sulle WCAG 2.0 fin dal 2005, tanto da portare alla creazione di una pagina dedicata alla questione.

Nella nuova versione delle linee guida infatti è stato eliminato il riferimento alla validità del codice come requisito fondamentale: la cosa è logica, se ci pensate. Se le WCAG devono essere delle linee guida sull’accessibilità, non ha senso che il codice valido sia un requisito primario.

Sicuramente la validità è un primo passo verso l’accessibilità di un sito, ma non significa che serva per renderlo accessibile, anzi.

La questione però tocca anche un altro livello, ovvero la funzione “educativa” che dovrebbero avere le WCAG. Eliminando il requisito, molti hanno accusato il Working Group di aver messo in secondo piano il codice valido. In effetti è così, ma solo perchè l’obiettivo principale era un altro, e ci si è voluti concentrare esclusivamente sul tema accessibilità.

Voi cosa pensate a riguardo? A prescindere dal legame tra i due argomenti, credo che raggiungere entrambi gli obiettivi, realizzando siti validi ed accessibili, sia il traguardo ideale. A livello teorico le cose sono separate, ma personalmente mi sarebbe difficile far passare per accessibile un sito con codice non valido.

WCAG 2.0 per un web accessibile

Il W3C ha rilasciato la seconda versione delle linee guida per l’accessibilità del web, invitando gli sviluppatori a seguirne le indicazioni.

Il 30 Aprile 2008 sono state ufficialmente rilasciate come Candidate Recommendation le WCAG 2.0, di cui si parla ormai da diverso tempo.

Sono le linee guida per l’accessibilità dei contenuti, realizzate dal W3C che adesso invita gli sviluppatori ad usarle come riferimento, per testarle all’interno di problematiche quotidiane e verificarne la validità.

La precedente versione è del 1999, ma è ancora adesso un punto di riferimento. Un rinnovamento per seguire l’evoluzione del web era necessario, ma c’è chi non è d’accordo con le nuove scelte del W3C, in certi casi considerato un ente troppo lento e burocratizzato.

Proprio per questo Joe Clark da diverso tempo ha avviato il progetto parallelo WCAG Samurai, per indicare una strada alternativa. La pubblicazione delle WCAG Samurai Errata è avvenuta il 26 Febbraio 2008, ed è da notare come queste linee guida siano in contrapposizione con le WCAG 2.0 appena uscite.

E’ possibile essere d’accordo con le WCAG 2.0 o con le WCAG Samurai Errata, ma non con entrambe.

Avevo già scritto in passato un articolo sulla questione, a voi la scelta sulla strada da seguire. Se volete conoscere la posizione di Joe Clark, vi segnalo il suo post a riguardo.

Personalmente credo che le guerre interne non aiutino gli standard. Sul web le tabelle per il layout ormai stanno scomparendo, ma la maggioranza dei siti e dei portali più famosi ha ancora un markup ridicolo. E’ necessario trovare una via comune per rendere possibile a tutti l’accesso al web, non il contrario.