Test di usabilità: la mia esperienza

Consigli e suggerimenti per eseguire test di usabilità sui propri progetti, dopo avere sperimentato diverse sessioni.

I test di usabilità sono un momento fondamentale nello sviluppo di un progetto, ma molto spesso non vengono effettuati per motivi di tempo (e quindi di costo). Dopo essermi documentato, avere letto vari testi, ed aver visto Steve Krug parlarne in maniera approfondita durante la conferenza From the Front, è arrivato anche per me il momento di sperimentarli.

Ho voluto aspettare a scrivere un articolo a riguardo perché volevo provare direttamente sul campo gli insegnamenti necessari: non avrebbe avuto senso riproporre testi scritti altrove senza approfondire di persona.

La mia esperienza

Non posso andare troppo nello specifico sull’argomento del test: l’esperimento è stato infatti condotto nell’azienda in cui lavoro per testare delle pagine non ancora online. Posso però affermare senza ombra di dubbio che questo esperimento è stato utilissimo per rendersi conto degli errori commessi durante lo sviluppo: la parte migliore è stato potersi accorgere come sia possibile ottenere netti miglioramenti correggendo pochi dettagli. Se si considera poi il tempo necessario per eseguire i test (6 sessioni eseguite nell’arco di 2 giorni, compresa l’elaborazione dei risultati), il risultato è stato eccellente ed ha risparmiato ore ed ore di riunioni:

 

4 sessioni con utenti reali sono sufficienti a smentire ore e ore di riunioni

 

Il materiale necessario per iniziare

Cosa serve per iniziare? Intanto vi tranquillizzo subito: non avrete bisogno di un enorme lavoro di preparazione. È necessario organizzarsi e servono un po’ di documenti, ma sono tutti testi che potete preparare in qualche ora.

Noi eravamo in due ad eseguire i test: una persona seguiva l’utente, e l’altro prendeva nota di tutto quello che succedeva sullo schermo. Per essere sicuri di non perdere nessun dettaglio abbiamo anche invitato ad ogni sessione un terzo osservatore che seguiva quello che succedeva sedendo in seconda fila, senza disturbare.

In particolare avrete bisogno di:

  • un copione da seguire non necessariamente scritto in maniera dettagliata, ma approfondito quanto basta per ricordarvi cosa dire al vostro ospite. I concetti fondamentali da ricordare sono pochi: dire all’utente che non è lui ad essere oggetto del test, che per quanto possibile è bene che pensi ad alta voce descrivendo cosa sta facendo, e che gli organizzatori non potranno rispondere alle domande dell’utente o intervenire se non per motivi tecnici.
  • istruzioni per gli osservatori esterni eventualmente presenti, ricordandovi di non invitare troppe persone. Per questo motivo vi consiglio di non far assistere più di una persona per volta oltre a quelle necessarie per eseguire il test. Potete anche non invitare nessuno e semplicemente condividere i risultati, ma a noi è stato utile questo tipo di approccio per far capire meglio all’interno dell’azienda l’utilità di quello che stavamo facendo. Le istruzioni da dare sono semplici: non disturbare, eventualmente prendere appunti (un altro punto di vista non fa male), e segnarsi eventuali domande da fare alla fine.
  • scenari con compiti ben precisi da far eseguire all’utente: una componente fondamentale del test, che merita un approfondimento (vedi sotto).
  • un questionario finale da far compilare ai partecipanti. Noi essendo in due ci siamo organizzati in maniera più informale: una persona faceva le domande e l’altro si segnava le risposte. Le domande dovrebbero comunque essere abbastanza generiche per non guidare troppo l’utente: arrivati alla fine quello che vi interesserà sarà raccogliere sensazioni e suggerimenti, tenendo però presente che hanno molto più valore le indicazioni raccolte guardando il comportamento dell’utente durante il test.

Avremmo potuto usare anche un software di screen recording (la nostra scelta sarebbe stata Silverback), ma per questo primo esperimento abbiamo deciso di non farlo per non complicarci troppo la vita. La scelta è stata corretta, perché gli appunti sono stati più che sufficienti.

Gli scenari

La scrittura degli scenari è sicuramente la parte più complicata di tutta la preparazione. Dovete infatti dare all’utente degli obiettivi precisi da seguire, e la scelta di questi obiettivi è determinante per capire i problemi del vostro sito/applicazione. Lasciare troppa libertà all’utente può essere controproducente, ma essere troppo specifici potrebbe d’altra parte guidarlo fin troppo attraverso i percorsi che volete, falsando l’esito del test.

Qualche esempio potrebbe essere:

  • cerca un prodotto specifico e acquistalo
  • registrati al sito e accedi alla tua area personale
  • scrivi un contenuto e pubblicalo
  • ritrova il contenuto pubblicato e modificalo

Cercate di immedesimarvi nel vostro target ed immaginate degli obiettivi realistici. Una volta trovati, scriveteli in maniera schematica e stampateli: solo così potrete avere delle indicazioni precise durante il test.

La ricerca degli utenti giusti

Quali persone far partecipare al test? Quante ne servono? La ricerca di utenti è un compito più semplice di quanto si possa immaginare, principalmente perché qualsiasi utente sarà capace di far emergere i problemi più gravi del vostro sito, anche se non rientra esattamente nel vostro target di riferimento.

Per questa prima sessione di test noi abbiamo sfidato le comuni raccomandazioni, prendendo persone interne all’azienda che però non avessero a che fare con le attività di sviluppo e non conoscessero il progetto: amministrazione, ufficio acquisti, ecc.
Non è la soluzione ottimale perché in questo modo gli utenti potrebbero comunque conoscere già qualcosa, ma devo ammettere che nel nostro caso l’esperimento è andato davvero bene. Se siete alle prime armi e volete organizzare una prima sessione di test di usabilità, potete provate anche invitando le persone che avete intorno, assicurandovi però che non conoscano il progetto. Parenti e amici sono una soluzione altrettanto valida.

Il numero di utenti necessari è limitato, ed è uno dei motivi per cui sono sufficienti 1-2 giorni per avere dei risultati. Già dopo le prime 3-4 sessioni sarete in grado di evidenziare i problemi più gravi di usabilità, ed eventuali sessioni successive serviranno solo a confermare quanto già trovato e ad aggiungere alla lista problemi secondari. A noi sono bastate 6 sessioni, e già dopo le prime 2-3 avevamo raccolto molte indicazioni utili.

Elaborazione dei risultati

Eseguite le sessioni di test, vi troverete con diverso materiale da elaborare:

  • appunti oggettivi raccolti osservando il comportamento dell’utente durante il test
  • commenti finali e risposte al vostro questionario
  • appunti raccolti dagli eventuali osservatori esterni invitati a partecipare

La cosa migliore da fare a questo punto è ritagliarsi un paio d’ore per organizzare il materiale raccolto. È fondamentale non far passare troppo tempo, perché in questo frangente quello che avete visto è molto più importante di qualsiasi appunto scritto.

Un consiglio che ho sentito dare dallo stesso Steve Krug è quello di organizzare le sessioni di test nell’arco di una mattinata e pranzare subito dopo con tutte le persone coinvolte nel progetto. Questo permette di discutere immediatamente dei risultati. Ovviamente è bene che partecipino tutti, dagli sviluppatori ai grafici.

Azioni da intraprendere

La parte più importante di tutta la sessione di test di usabilità è questa: non lasciate i report da una parte senza intraprendere alcun provvedimento, altrimenti sarà stato tutto inutile. Se avete individuato dei problemi, correggeteli subito e non lasciate passare troppo tempo!

Questo è uno dei motivi per cui è bene organizzare pochi test veloci ed eventualmente ripeterli spesso: se impiegherete settimane a scrivere un report, magari aspettando di elaborare eventuali video registrati, al 99% tutto resterà come prima.

Conclusioni

I test di usabilità sono uno strumento indispensabile per raccogliere feedback concreti su un progetto, ed è importante eseguirli spesso. Una volta al mese può essere sufficiente se riuscite a non dilungarvi troppo. Vedere un utente non riuscire ad utilizzare un’interfaccia che ritenevate immediata non ha prezzo: ore ed ore di riunioni saranno smentite in poco tempo, perché quello che conta realmente è sempre il comportamento delle persone reali.

Se non sapete come iniziare e non avete l’appoggio di nessuno, provate a partire in piccolo organizzando un primo esperimento. Invitate qualcuno a osservare quello che succede, e ben presto il passaparola farà capire alle persone che avete intorno l’importanza di questa pratica.

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

9 commenti su “Test di usabilità: la mia esperienza”

  1. Grazie per la condivisione dell’esperienza.
    Domanda: l’avete fatto a progetto definito anche graficamente o eravate in fase prototyping?

  2. Ciao Davide, avevamo diversi scenari: uno era su un prototipo realizzato con Axure. In generale ci siamo resi conto che anche testare un wireframe può essere utile.

  3. La condivisione delle esperienze è sempre utile. Grazie! :)
    Una domanda, gli utenti scelti erano esterni all’azienda o avete coinvolto dei dipendenti/collaboratori (non coinvolti nel progetto)?

  4. Bell’articolo!
    Concordo soprattutto sul paragrafo “Azioni da intraprendere”: non aspettate troppo a sbobinare le registrazioni, fatelo quando siete ancora “caldi” e “sul pezzo”; effettuate le modifiche necessarie il prima possibile così da vedere subito nei test successivi se sono state efficaci!

  5. @Roberto grazie a te! Nella sezione “La ricerca degli utenti giusti” trovi tutte le indicazioni: per questa sessione noi abbiamo usato utenti interni all’azienda, ma estranei alle attività di sviluppo.

    @Gershom hai ragione, come vedi noi abbiamo deciso di rinunciare alle registrazioni: gli appunti presi durante i test si sono rilevati più che sufficienti :)

  6. Nei test che ho fatto in progetti di e-commerce in particolare ho notato una maggiore efficacia a lasciare l’utente test da solo e quindi essenziale lo screen reader con acceso sia web cam che microfono per costiere espressioni e commenti di attesa (mmmm, emmmm,…). Per Mac consiglio screenflow.
    Ciao