User Experience: i risultati del questionario di usabile.it

Alcune considerazioni sul sondaggio riguardante la UX, organizzato da Maurizio Boscarol.

Maurizio Boscarol ha pubblicato su usabile.it i risultati di un sondaggio molto interessante effettuato qualche mese fa. L’argomento è la User Experience, materia di cui si parla molto negli ultimi anni non solo tra gli esperti del settore ma anche a livello aziendale.

Uno degli scopi del sondaggio era capire come fosse interpretata la disciplina: viene usata semplicemente come un nuovo termine per farsi interessanti agli occhi dei clienti o ha davvero un’utilità pratica?

Tenendo presente che il campione esaminato è piuttosto ristretto (81 persone), le risposte sono comunque interessanti.

Il primo dato riguarda i partecipanti: sicuramente ha influito l’argomento del questionario, perché il 40% ha dichiarato di essere un User Experience Designer, in numero maggiore rispetto a Web Designer, Project Manager e Information Architect. Ho qualche dubbio che questi numeri si avvicinino alla realtà: la mia impressione è che il target interessato a rispondere sia troppo lontano dalla media italiana.

Un altro punto molto interessante riguarda la risposta alla domanda “Cosa pensi della User Experience?”, filtrando i risultati tra UX Designer, Project Manager e il resto degli intervistati. Praticamente tutti ritengono la materia importante, ma:

  • gli UX Designer sono molto meno propensi a definire la User Experience “fuffa”
  • i PM pur considerando l’argomento importante, definiscono il nome inconsistente con numeri ben sopra la media dei designer.

In sintesi questa è l’analisi che viene fatta:

La UX è un nome che a molti (in particolare molti Project Manager, ma non solo) ritengono fuffoso, ma tutti riconoscono che è un “ombrello” che si occupa di attività importanti o molto importanti. In Italia pare tuttavia esserci (per quel che può testimoniare il nostro piccolo campione) un ventaglio di esperienze non positivo con i professionisti che operano in questo settore: vengono giudicati poco credibili o poco professionali.

Non perché non ci sia rigore scientifico dietro i metodi (viene giudicato poco importante: e questo mi sembra un segno di maturità del settore), ma perché applicati male o da professionisti giudicati poco competenti.

Se non l’avete già fatto vi consiglio di leggere tutto l’articolo, merita attenzione. Sarebbe interessante organizzare prossimamente un altro questionario simile cercando di allargare il campione, sullo stile dei sondaggi annuali di A List Apart.

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

3 commenti su “User Experience: i risultati del questionario di usabile.it”

  1. Ciao Tom,

    ho trovato molto interessante il tuo articolo e il sondaggio di usabile.it. Anche perché riguarda in pieno il mio lavoro. La mia società si occupa di software per controllo del traffico aero/navale e la cosa che più mi ha “sconvolto” quando arrivai qui (dopo un’esperienza di due anni nel web) è stata la totale disattenzione alla UX, nonostante il mio reparto si chiami “Progettazione HMI”. Gli ingengneri qui, come dice il sondaggio, la identificano come “FUFFA”. Ancora fatico a capire come si possa fare uno sviluppo software, per qualcuno che dovrà USARE il nostro softare, e considerare certe tematice “fuffa”. L’impressione (e la realtà) è che sia tutto ridotto alla funzionalità. Se funziona è ok, se c’è un bug non è ok. Tutto qui, il resto non importa. COME un software funzioni e sopratutto come l’utente a cui è indirizzato lo utilizzi sembra non importare a nessuno. Spero davvero che questa sia una realtà limitata al mio ambiente di lavoro e che ci siano in Italia realtà dove certe tematiche siano prese davvero in considerazione.

  2. Ho letto il tuo articolo e devo farti i complimenti! =) Un po’ meno compimenti a chi ha portato avanti il test…
    Sono decisamente convinto che il campione sia troppo piccolo. 80 persone sono assolutamente troppo poche! E soprattutto bisognerebbe chiedere dei pareri ad un utente “medio” e non a dei professionisti. Per utente medio intendo studenti (che non abbiano a che fare con l’informatica), la “signora maria” del panificio, mia nonna e qualche bambino delle medie. E il test sarebbe anche molto semplice. Riesci a navigare nel sito e a trovare tutto cio’ che stai cercando? E’ usabile e la tua UX e’ stata buona. Non riesci a capire nemmeno di cosa parla il sito? L’UX non e’ buona. Trovi le cose che stai cercando ma trovi orribile cio’ che vedi? Buona usabilita’ ma UX da perfezionare. E via dicendo. Non serve spiegare nei dettagli. Basterebbe mettersi un pochino di piu’ nei panni di chi sta facendo il test ed intepretare le risposte! Ma forse semplifico un po’ troppo… =)

    Per un argomento cosi importante, si dovrebbero fare dei test seri. Non che questo non lo sia! Ma sicuramente un campione cosi ristretto e, soprattutto, riferito a sola gente del settore, non da ne parametri di confronto ne delle risposte accettabili.

  3. Concordo totalmente con Zep. Ogni sito deve essere progettato per arrivare al consumatore-tipo e non agli esperti di settore.
    Dalla facilità di navigazione, a mio avviso, dipende una buona parte della decisione di acquisto di ogni cliente. Personalmente, se ho difficoltà a trovare le informazioni e ciò che desidero abbandono immediatamente il sito web!