Web Design: tendenze e sperimentazione

Il difficile equilibrio tra innovazione e buone consuetudini nella realizzazione di un sito web.

Nella realizzazione di siti web è normale che emergano delle tendenze più o meno di successo. E’ accaduto con i siti Web 2.0, poi è stata la volta dello stile grunge, nei prossimi mesi noteremo sicuramente nuove mode.

In questo ambito però viene spesso trascurata la componente innovativa: quanto è conveniente seguire le tendenze del momento a scapito della sperimentazione? Realizzare un sito che somigli a qualcosa di già visto potrebbe essere controproducente, e sicuramente non darà ai visitatori dei motivi per rimanere impressionati positivamente.

Un esempio chiave è il recente redesign di Duoh.com, presentato qualche settimana fa sul blog di Veerle Pieters: se non avete visitato la sua creazione vi consiglio di impiegare qualche minuto del vostro tempo per navigare tra le pagine ed esplorarle a fondo.

In questo caso l’obiettivo era realizzare qualcosa di innovativo, ed è stato centrato in pieno. Raggiungere un simile traguardo non è impresa da poco, anche perchè sperimentare significa uscire dagli schemi ed andare contro le mode del momento: a volte è indispensabile.

Veerle scrive a questo proposito:

we needed to explore some new territory and be a little experimental along the way

Esplorare nuove strade è necessario: se nessuno avesse il coraggio di andare oltre le consuetudini, avremmo siti tutti uguali. E’ quello che è accaduto nel periodo di maggior successo dello stile Web 2.0, che fortunatamente ora sta diventando obsoleto.

Sicuramente con il passare degli anni il Web Design ha le possibilità di evolversi e conservare alcune buone abitudini, l’importante è non fossilizzarsi su di esse. Non vanno dimenticati i passi avanti fatti nell’utilizzo della tipografia e in alcune scelte di layout (mi vengono subito in mente i footer alti), ma un Web Designer deve anche saper osare.

Nei vostri lavori quanto concedete alla sperimentazione? Trovare il giusto compromesso è probabilmente l’aspetto più difficile, ma se avete intenzione di farvi notare ricordate che non sempre è sufficiente imitare.

Tommaso Baldovino

UX/UI Designer di Firenze, appassionato di tecnologia e accessibilità, esperto di WordPress, blogger, gamer e amante della fotografia.

18 commenti su “Web Design: tendenze e sperimentazione”

  1. Ma cosa stai dicendo?
    Stile web 2.0?
    Il web 2.0 è uno stile?
    Magari i database si fanno in Flash?
    Cercate di pensare e documentarvi su ciò che scrivete!
    Buona giornata.

  2. @JJ: mi dispiace doverti contraddire, ma il termine (ormai inflazionato) Web 2.0 è da tempo utilizzato anche per definire uno stile ben preciso. Tanto per darti un riferimento, puoi consultare l’ottima guida di Web Design from Scratch.

  3. caro JJ, documentati tu! il web 2.0 è un tipo di sito, che interagisce in modo innovativo con l’utente, ma con la sua esplosione ha portato dietro di sè uno stile grafico inconfondibile che è ora identificato come stile web 2.0.
    il sito di Veerle l’ho visto, e l’ho trovato forse troppo innovativo. Confonde molto le idee secondo me. La creatività deve essere sempre a vantaggio dell’usabilità secondo me. ;)
    Ciaps!

  4. bellissima la grafica ma l’avrei usata per comunicazioni più convenzionali (stampa) non lo trovo uno stile molto “web”.

    Posso dire “stile web” oppure mi assalite in massa? :-D

  5. anche io ho avuto questa impressione. più adatta ad una brochure che al web, le “decorazioni” distraggono dalla navigazione. sembrano voler essere funzionali a qualcosa e invece sono pura grafica.

  6. In effetti Veerle è nota per lavorare soprattutto con Illustrator e per la carta stampata, che i suoi siti abbiano uno stile orientato in questa direzione è innegabile :)

  7. La grafica è davvero bella e si vede che hanno cercato di fare qualcosa di innovativo. E’ vero anche che gli elementi grafici confondono l’utente e non rendono facile capire quale elemento sia attivo e quale solo un elemento di contorno. Magari adesso gli utenti sono un pò più smaliziati e non c’è bisogno di imboccargli le cose? PS complimenti per il sito Tom, ti seguo da un pò e trovo i tuoi articoli ben fatti. Continua così

  8. Scrivendo certe cose non fate altro che screditarvi.
    Dove avete imparato queste cose? Al CEPU?
    Ci fate la figura dei cantinari o degli smanettoni che sanno fare solo copia e incolla e passano il tempo libero a fare inutili tutorial.
    Per favore! Il web è una professione non un hobby: non fatene una questione solo di grafica o di saper utilizzare Photoshop.
    C’è molto di più in questo lavoro che già per conto sui fa fatica a essere preso sul serio… e vi ci mettete anche voi?
    Andate dai vostri clienti a dire che gli fate un sito Web 2.0 e poi gli fate gli effetti glare e le riflessioni? Ma vergognatevi!
    Avete anche il coraggio di scrivere cose del genere sui vostri blog? Mi viene da piangere.

    Provate a rispondere a queste domande:
    – apple.com è Web 2.0?
    – youTube.com è Web 2.0?

    Cercate di documentarvi facendo attenzione alle fonti
    http://www.designerstalk.com/forums/web-2-0/25798-web-2-0-graphics-book.html
    fatelo per voi stessi.

  9. JJ ma tu come molti troll non hai il coraggio di firmarti vero? noi almeno diciamo quello che diciamo e ci mettiamo la faccia = firma dei nostri porfoli e mail
    e comunque non stiamo dicendo niente di diverso da quello che dici tu: IL WEB 2.0 NON E’ UNO STILE WEB ma è stato assimilato come tale contestualmente all’applicazione vera e propria dei modelli web 2.0. se vuoi ti elenco le caratteristiche grafiche del “web 2.0”

  10. @JJ: non mi sembra che la discussione che hai citato presenti una verità assoluta. Sono state sollevate anche lì le stesse obiezioni, ed è stato portato lo stesso identico esempio che ti ho fatto anche io. Ti prego di moderare i toni, la discussione su queste pagine è accettata finchè resta civile.

  11. sono assolutamente d’accordo sul fatto che sperimentare sia buona cosa ma, da donna di marketing mi preme ricordare che un sito non è mai, o quasi, fine a se stesso. Esercizio di grafica e di stile si possono sempre valutare ma a meno che non sia un sito-porfolio, l’obiettivo è quello di comunicare un messaggio che deve essere il più chiaro possibile. Un sito non è territorio della grafica, ma della comunicazione. la grafica deve essere a servizio di quest’ultima e onestamente nel sito da voi citato non mi sembra che questo sia chiaro. Per me ogni linea, ogni immagine deve avere un significato e una utilità. Insomma correttezza prima che stravaganza. se poi riescono a convivere meglio!