Yahoo! e la nuova grafica

Yahoo!Yahoo! si prepara a cambiare veste grafica, e dalla homepage è già possibile vedere la nuova versione all’opera tramite un collegamento in alto a destra.

Il cambiamento è notevole, spicca il menu verticale a sinistra ed i vari menu a tab interni, che consentono una navigazione nel dettaglio senza dover caricare nuove pagine.

Tutto questo però passa in secondo piano davanti ad una scelta che è decisamente azzardata: la risoluzione minima per questa nuova grafica è 1024×768. Considerando che Yahoo! è un portale assolutamente popolare, non un sito tecnico, e che vi accedono utenti di tutti i tipi, mi pare assurdo non considerare chi naviga ad 800×600.

O meglio, tale risoluzione viene ricordata, ma tramite una funzionalità marginale e seminascosta. Infatti c’è un link sulla destra dell’header che consente di vedere la pagina in versione narrow, oltre a dare la possibilità di cambiare il colore di sfondo.

Come testimonianza basta dare un’occhiata alle statistiche disponibili su w3schools aggiornate a Gennaio 2006. Alla voce Display Resolution c’è ancora un buon 20% corrispondente agli utilizzatori di una risoluzione 800×600.

Internet Explorer 7, gli standard web e Firefox

La settimana scorsa c’è stata un’importante dichiarazione di Chris Wilson , il Group Program Manager di Internet Explorer, ed in particolare di IE7.
Ha affermato sul suo blog di avere come obiettivo principale quello di migliorare il rispetto degli standard web su Internet Explorer 7, e proprio per questo motivo trova gli stimoli per continuare e portare avanti il suo lavoro. Affermazioni importanti, se consideriamo che IE tuttora è il browser che peggio segue le raccomandazioni del W3C, nonostante sia il più diffuso. Una sorta di garanzia per il futuro, che farebbe felici non solo gli sviluppatori web, ma anche tutti i normali utenti che si troverebbero a navigare un’internet con molti meno problemi.
Certo, continueranno ad esistere i siti fatti male, ma quando verranno visualizzati in maniera errata su tutti i browser più diffusi, la loro vita diventerà decisamente più breve di adesso.

Per quanto riguarda i tempi, purtroppo la Microsoft se la sta prendendo comoda, e IE7 non uscirà prima della fine del 2006. Considerando che funzionerà solo sul nuovo Windows Vista, Windows XP, e Windows Server 2003, tutti gli utenti con sistemi operativi più vecchi non avranno molte possibilità: basti pensare a tutti gli uffici in cui è installato Windows 2000.

In un tale scenario la concorrenza non sta affatto a guardare, e Firefox 2.0 uscirà quasi sicuramente prima, probabilmente per la fine dell’estate 2006. Riguardo a quest’ultimo browser sono importanti anche gli ultimi dati sulla sua diffusione, che dimostrano un’Europa decisamente sopra la media con circa il 20%.
L’Italia se la cava modestamente con un 13,1%, mentre paesi come la Finlandia (38.4%) e la Germania (30.3%) guidano la classifica.
Tutto questo non può che far contenti gli sviluppatori web, in uno scenario dove si spera che gli standard vengano sempre più seguiti, per facilitare la vita di tutti.

Dieci peccati mortali del web design

Mi sono imbattuto in un articolo in inglese, intitolato Ten deadly sins of web design sul blog di Roger Johansson.

E’ un intervento che ha la sua importanza, e che a sua volta è stato tratto da una pubblicazione di un magazine svedese chiamato CAP&Design. Mi sembrava giusto quindi riportarlo in italiano, per tutti coloro che con l’inglese non hanno molta praticità.

Questo articolo come potete intuire dal titolo elenca i 10 errori che un buon web designer non dovrebbe mai commettere. Purtroppo è possibile trovare questi peccati in molti siti, e sono molti gli sviluppatori che non sanno nemmeno di sbagliare a compiere certe azioni. Questo è l’elenco:

  1. Non seguire le regole tipografiche basilari
  2. Essere troppo creativi con la navigazione
  3. Creare un sistema di navigazione con troppe voci
  4. Fare in modo che il sito richieda determinate tecnologie per funzionare
  5. Pensare che l’accessibilità riguardi solo i non vedenti
  6. Ignorare gli standard web
  7. Non considerare i motori di ricerca fin dal principio
  8. Basare la struttura del sito sul proprio modello dati
  9. Usare testo grigio su uno sfondo grigio
  10. Non effettuare l’analisi di fattibilità

Penso che i 10 punti siano già autoesplicativi, l’analisi dettagliata di ognuno di essi per il momento è presente solo sul magazine svedese. E’ comunque probabile che in futuro qualcuno riprenda l’articolo traducendolo in una lingua più diffusa.