Finalmente è nato Italia.it, il portale del turismo italiano. Un progetto da 45 milioni di euro (sì, avete capito bene) che dovrebbe rappresentare il nostro paese su internet promuovendolo anche all’estero.
C’è un problema: il risultato è qualcosa di incredibilmente scandaloso, e nei pochi giorni di vita del portale le critiche non si sono fatte attendere, soprattutto da parte dei professionisti del web.
Qualcuno potrà pensare che criticare un progetto del genere sia troppo facile, che cercare i problemi nei lavori altrui sia semplice, ma anche dando una veloce occhiata a questo italia.it è impossibile astenersi dai commenti. Commenti per forza di cose negativi.
Iniziamo dal logo. 100mila euro spesi per questo:
Il miglior articolo su questo logo lo trovate su designerblog.it, non serve aggiungere altro. Vi basti notare tra le varie cose che sono stati usati 4 font diversi per un totale di 6 lettere.
Procedendo poi con l’analisi tecnica, la prima cosa che attira l’attenzione è la doctype: HTML 4.01! Non c’è che dire, siamo tornati indietro nel tempo.. ma le sorprese non sono finite, perchè ben presto un altro particolare cattura l’attenzione: il sito è realizzato con un layout a tabelle, degno di un portale di 10 anni fa.
Dopo questo, risulta inevitabile controllare l’accessibilità reale del sito, soprattutto perchè è un portale finanziato dallo stesso stato italiano che con la legge Stanca ha dato segnali importanti da questo punto di vista. E’ presente in bella vista una dichiarazione di accessibilità che fa pensare ottime cose, ci sono diversi collegamenti per scaricare software assistivo, e per molte pagine è presente una versione alternativa: ma siamo sicuri che tutto sia così perfetto come ci viene illustrato? Ovviamente no.
Il layout a tabelle è già un brutto segno, difficile da navigare per gli screen reader e la mancanza assoluta di tabindex non aiuta. Ci sarebbero le ancore posizionate in testa alla pagina per spostarsi tra contenuto principale e menu di navigazione, ma anche qui c’è una brutta sorpresa: il collegamento al contenuto principale manda sempre ad un’ancora #content inesistente.
Passando poi ad analizzare i contenuti veri e propri delle pagine ci sono dei testi a dir poco sorprendenti. Dalle mie parti sta spopolando la descrizione della Toscana, che viene presentata come “la regione più settentrionale dell’Italia centrale”: un giro di parole fantastico! Sono sicuro che se analizzate la descrizione della vostra regione non resterete delusi, ce n’è per tutti.
Inutile andare oltre, avete capito bene quale sia la situazione e cosa ci troviamo davanti dopo una lunga attesa che aveva fatto sperare in ben altri risultati. Se volete dire la vostra, vi segnalo:
Se invece volete approfondire l’analisi della user experience vi segnalo l’articolo pubblicato da Punto Informatico che non lascia spazio a dubbi sulla scarsa qualità di italia.it.
La cosa peggiore è senza dubbio la spesa che è stata sostenuta per arrivare ad un simile risultato. Immaginate 45 milioni di euro, guardate italia.it e cercate di trovare una spiegazione. Ci riuscite? Io no, e mi viene da pensare a tutte le cose che si sarebbero potute fare con quei fondi.