Google Browser Sync, e Firefox è sincronizzato

Google LabsE’ appena uscita dai Google Labs un’estensione di Firefox che risulterà utilissima a chi ha diverse postazioni di lavoro: tra casa ed ufficio infatti spesso si presenta il problema di sincronizzare i dati presenti sui diversi pc.

Google Browser Sync è un’estensione di Firefox che risolve tutti i problemi di sincronizzazione, e permette di tenere aggiornati bookmarks, password, cache, history, schede e tutti gli altri dati del browser in questione.

Una volta installata su un pc, potrete decidere un PIN tramite il quale proteggere tutti i vostri dati sensibili. A questo punto installando la stessa estensione su un altro computer ed accedendo con lo stesso account sincronizzerete i browser. All’avvio di Firefox infatti l’estensione penserà ad aggiornare i dati, sfruttando il vostro account Google.

Ovviamente una nota: non installate l’estensione se altre persone usano gli stessi pc!

Strumenti per analisi e statistiche di un sito web

Per chi gestisce un sito internet è fondamentale avere uno strumento che consenta di analizzare le visite ricevute con le relative statistiche. Questo aspetto spesso viene sottovalutato, pensando che sia sufficiente avere un banale contatore degli accessi e niente altro, ma non è affatto così.

In questo articolo voglio indicare diversi servizi presenti sulla rete, quasi tutti gratuiti: Google Analytics, Performancing Metrics, Shinystat e Mint, l’unico della lista a pagamento.

Tramite questi strumenti è possibile avere un analisi completa del traffico, che può consentire di migliorarsi comprendendo gli errori e soprattutto scoprire come arrivano i visitatori sul proprio sito, cosa cercano, e se la loro esigenza viene soddisfatta. Ovviamente c’è sempre un minimo margine di errore, ma analizzando tutti i dati a disposizione il quadro spesso è più che sufficiente.

Ma iniziamo con ordine:

Google Analytics

Il servizio di statistiche fornito da Google è uno dei più avanzati, e soprattutto è gratuito. Le possibilità sono veramente infinite, ed oltre a conoscere una serie di dati comuni come il numero di visite, di pagine viste, l’hardware ed il browser posseduto dai visitatori, fornisce strumenti per vere e proprie campagne di marketing.

Infatti è possibile monitorare anche i cosiddetti goal, degli obiettivi che vogliamo far raggiungere ai nostri visitatori, come potrebbe essere l’acquisto di un oggetto per un sito di e-commerce.

Oltre a questo ci sono tutti i dati relativi al marketing, come la provenienza in relazione al sito di origine ed ai motori di ricerca con relative keywords.

Le possibilità sono innumerevoli ed elencarle tutte sarebbe inutile, basti sapere che è il servizio gratuito più completo che ho trovato. L’unico lato negativo è che l’iscrizione non è immediata, ma regolata da una coda per ottenere l’invito: necessario quindi armarsi di pazienza dopo aver fatto la richiesta. Io ho dovuto attendere circa un mese e mezzo, ma non è un dato indicativo perchè conosco persone che hanno aspettato molto meno. Al momento dell’iscrizione vi sarà fornita una stringa Javascript da inserire sulle pagine dei siti che volete monitorare.

Performancing Metrics

Ho scoperto questo servizio per caso e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Performancing è un sito che offre diversi servizi per bloggers, Metrics è il nome che hanno dato al loro strumento destinato alle statistiche.

Le opzioni sono molte, ed i dati che si possono ottenere sono divisi tra quelli relativi alle visite generiche, ai visitatori che tornano sul vostro sito, e al marketing. Le tipologie di dati sono simili a quelle di Google Analytics, anche se minori, ma se non avete grandissime esigenze lo strumento è ottimo.

Anche in questo caso sono presenti alcuni dati relativi ai guadagni provenienti dal sito, come ad esempio da un account Google Adsense.

Per iniziare ad ottenere i dati, dovrete aggiungere del codice Javascript alle vostre pagine.

Shinystat

Shinystat è il servizio con meno opzioni tra quelli elencati, che però mi sento di segnalare visto che l’ho usato per lungo tempo. Fornisce dati su pagine viste, visitatori, browser e sistema operativo, oltre alle indicazioni su referrers e siti di provenienza.

Le limitazioni riguardano la presenza obbligatoria di un contatore visibile in ogni pagina che volete monitorare, e l’impossibilità di utilizzare il servizio su siti commerciali.

Mint

Mint è l’unico servizio a pagamento tra quelli elencati, ma lo nomino per tutti coloro che vogliono investire 30$ nel loro sito per avere uno strumento assolutamente professionale.

La schermata principale si suddivide in quattro pannelli, destinati a monitorare visite, referrers, pagine e provenienze dai motori di ricerca.

Per farvi un’idea più chiara è possibile provare una demo del servizio, che oltre ad essere ben realizzato è anche bello da vedere, con un’adattabilità alla risoluzione che vi lascerà senza parole.. provate a ridimensionare la pagina della demo e vedrete!

Anche in questo caso c’è del codice Javascript da aggiungere alle pagine. Certo è da considerare la spesa, ma potrebbe essere un investimento per il futuro del vostro sito.

Questo è tutto, se conoscete altri servizi simili non esitate a parlarne nei commenti, in ogni caso con gli strumenti citati si possono già ottenere statistiche più che soddisfacenti. A voi la scelta!

Considerazioni sulle WCAG 2.0

Leggendo un articolo su A List Apart, ho trovato delle inquietanti riflessioni che riguardano le future WCAG 2.0, ovvero le linee guida da seguire per l’accessibilità dei contenuti della rete.

La prima versione delle WCAG risale al 1999, e negli ultimi tempi sono molti gli sviluppatori web che ne cominciano a seguire le indicazioni. Questo va a vantaggio di tutti gli utenti, perchè le problematiche riguardanti l’accessibilità non riguardano esclusivamente i disabili, e sarebbe un grave errore pensarlo.

Perchè allora lavorare su una nuova versione di queste linee guida? Il motivo alla base è fare in modo che le indicazioni possano essere valide in un contesto più largo, senza fare riferimento a tecnologie specifiche o a tipi di contenuti particolari, restando più generici possibile.

Faccio un esempio che sicuramente lascerà interdetti tutti coloro (me compreso) che hanno sempre seguito gli standard, ma che spiega il cambiamento: nelle WCAG 1.0 troviamo chiaro il divieto di utilizzare le tabelle per scopi presentazionali. Vanno usate (giustamente aggiungo io) solo per organizzare dati tabellari. Ma ecco la sorpresa: nelle WCAG 2.0 viene detto di non utilizzare il codice in maniera semanticamente scorretta, e basta. Viene poi semplicemente aggiunto:

“Note that the use of HTML tables for layout is not an example of this failure as long as the layout table does not include improper structural markup”

In pratica basterebbe evitare di mettere tag impropri dentro le tabelle, come th o caption.

La speranza è che questo documento subisca nuove modifiche essendo ancora una bozza, ma la preoccupazione che certi standard subiscano una decisa inversione di tendenza è abbastanza grande. Nell’articolo di A List Apart vengono indicati altri punti che fanno sorgere molti dubbi sulle WCAG 2.0, ne riporto alcuni:

  1. Un futuro sito che risponderà agli standard delle WCAG 2.0, non necessiterà di codice xhtml valido. Sarà però necessario controllare che il risultato sia uguale sui diversi browser.
  2. Potranno essere usate tabelle per il layout (come detto sopra)
  3. La pagina, o parte di essa, potrà lampeggiare per un periodo di 3 secondi (o mostrare animazioni con effetto simile).
  4. Al livello più basso di conformità alle WCAG 2.0, non sarà necessario fornire contenuto alternativo per i video pubblicati
  5. Non potrà essere usato il posizionamento fuori dallo schermo (il famoso position:absolute; top: -9000px; left: -9000px ) per mostrare contenuti solo a certi utenti, come gli utilizzatori di screenreader. Ogni visitatore dovrà vedere gli stessi contenuti.
  6. Non si potrà usare il posizionamento tramite CSS per eliminare elementi della pagina dal normale flusso del codice (ad esempio position: absolute ). L’ordine degli elementi nel codice dovrà corrispondere con l’ordine degli elementi presentati all’utente.

Questo è solo un semplice estratto, ma è abbastanza per rendersi conto di quali cambiamenti ci siano in programma. Se volete documentarvi meglio sulla vicenda, questa è la documentazione (in inglese):

Sicuramente ci saranno altri aggiornamenti sulla vicenda, ma l’impressione generale è che le basi di queste linee guida siano state gettate e difficilmente cambieranno. Aspetteremo notizie a riguardo, sperando in qualche variazione.

Yahoo! e la nuova grafica

Yahoo!Yahoo! si prepara a cambiare veste grafica, e dalla homepage è già possibile vedere la nuova versione all’opera tramite un collegamento in alto a destra.

Il cambiamento è notevole, spicca il menu verticale a sinistra ed i vari menu a tab interni, che consentono una navigazione nel dettaglio senza dover caricare nuove pagine.

Tutto questo però passa in secondo piano davanti ad una scelta che è decisamente azzardata: la risoluzione minima per questa nuova grafica è 1024×768. Considerando che Yahoo! è un portale assolutamente popolare, non un sito tecnico, e che vi accedono utenti di tutti i tipi, mi pare assurdo non considerare chi naviga ad 800×600.

O meglio, tale risoluzione viene ricordata, ma tramite una funzionalità marginale e seminascosta. Infatti c’è un link sulla destra dell’header che consente di vedere la pagina in versione narrow, oltre a dare la possibilità di cambiare il colore di sfondo.

Come testimonianza basta dare un’occhiata alle statistiche disponibili su w3schools aggiornate a Gennaio 2006. Alla voce Display Resolution c’è ancora un buon 20% corrispondente agli utilizzatori di una risoluzione 800×600.

Stylegala in vendita

StylegalaUna notizia si fa largo nel web da qualche giorno: Stylegala è in vendita. Uno dei siti showcase più importanti a quanto pare cambierà gestione, e la speranze di tutti è che continui a funzionare così come ha sempre fatto.

Personalmente lo ritengo uno dei migliori nel suo genere, venivano recensiti lavori notevoli anche se non molto frequentemente, probabilmente per mantenere sempre alto il livello qualitativo.

Potete trovare a questo indirizzo tutti i dettagli, se siete interessati la base d’asta è di 30.000 dollari, una bella somma.

Di seguito alcune statistiche che fanno capire l’importanza del sito ed il perchè siano in molti a temere per il suo futuro:

  • Pagine visitate ogni mese: 4.200.000
  • Link su Google: circa 3.000
  • Link su del.icio.us: circa 4.000
  • Guadagni mensili: 2.500 dollari

Se non lo conoscevate e siete interessati a vedere il meglio del web, vi consiglio di passare qualche minuto ad esaminare la galleria di siti che propone.

La nuova veste di Flickr

Gli assidui frequentatori di Flickr, il famosissimo sito dove conservare i propri album fotografici, avranno notato in questi giorni alcuni cambiamenti che riguardano soprattutto l’architettura delle informazioni e di conseguenza l’interfaccia.

Le novità sono diverse, a cominciare dal menu a tendina che consente un’esplorazione più dettagliata, per arrivare a diverse funzioni di ricerca aggiuntive. Adesso il menu è stato modificato in maniera più intelligente, e sono immediatamente visibili le sezioni principali chiamate You, Organize, Contacts, Groups ed Explore. E’ subito intuibile la loro funzione, come è giusto che sia.

Ma una delle rivoluzioni più interessanti riguarda l’Organizer, la pagina con cui era possibile modificare titoli e tag delle foto, set di appartenenza e quant’altro. Adesso tutto funziona tramite un comodo drag&drop, non c’è alcun caricamento di altre pagine ed il processo è di una semplicità estrema.

Tutto questo lavoro merita un applauso, soprattutto perchè Flickr aveva già ottenuto un premio per la migliore interfaccia web, e nonostante i riconoscimenti ottenuti hanno avuto il coraggio di modificarla ulteriormente.

C’è sicuramente del materiale su cui riflettere sull’abilità del team di sviluppo: è riuscito a rendere divertente l’interazione in un sito dove in sostanza non si fa altro che uploadare foto, metterci dei titoli ed organizzarle. Sicuramente attività non così interessanti, ma con la giusta formula il risultato è fenomenale!

Una nota: con le ultime modifiche il servizio non è più in beta, bensì in fase gamma.

Internet Explorer 7, gli standard web e Firefox

La settimana scorsa c’è stata un’importante dichiarazione di Chris Wilson , il Group Program Manager di Internet Explorer, ed in particolare di IE7.
Ha affermato sul suo blog di avere come obiettivo principale quello di migliorare il rispetto degli standard web su Internet Explorer 7, e proprio per questo motivo trova gli stimoli per continuare e portare avanti il suo lavoro. Affermazioni importanti, se consideriamo che IE tuttora è il browser che peggio segue le raccomandazioni del W3C, nonostante sia il più diffuso. Una sorta di garanzia per il futuro, che farebbe felici non solo gli sviluppatori web, ma anche tutti i normali utenti che si troverebbero a navigare un’internet con molti meno problemi.
Certo, continueranno ad esistere i siti fatti male, ma quando verranno visualizzati in maniera errata su tutti i browser più diffusi, la loro vita diventerà decisamente più breve di adesso.

Per quanto riguarda i tempi, purtroppo la Microsoft se la sta prendendo comoda, e IE7 non uscirà prima della fine del 2006. Considerando che funzionerà solo sul nuovo Windows Vista, Windows XP, e Windows Server 2003, tutti gli utenti con sistemi operativi più vecchi non avranno molte possibilità: basti pensare a tutti gli uffici in cui è installato Windows 2000.

In un tale scenario la concorrenza non sta affatto a guardare, e Firefox 2.0 uscirà quasi sicuramente prima, probabilmente per la fine dell’estate 2006. Riguardo a quest’ultimo browser sono importanti anche gli ultimi dati sulla sua diffusione, che dimostrano un’Europa decisamente sopra la media con circa il 20%.
L’Italia se la cava modestamente con un 13,1%, mentre paesi come la Finlandia (38.4%) e la Germania (30.3%) guidano la classifica.
Tutto questo non può che far contenti gli sviluppatori web, in uno scenario dove si spera che gli standard vengano sempre più seguiti, per facilitare la vita di tutti.

Il web design e le tendenze del 2006

Dopo l’avvento del CSS Reboot 2006 a cui anche questo sito ha partecipato, risultano evidenti alcune tendenze nell’ambito del web design. Un fenomeno che potrebbe anche essere passeggero, ma che è ben descritto in questo articolo di Christian Montoya sul suo omonimo sito.

I particolari dei siti esaminati che vengono messi in evidenza sono diversi, ma principalmente possono essere riassunti in:

  1. Risoluzione base di 1024×768 pixel
  2. Presenza delle Silk Icons
  3. Testo chiaro su sfondo scuro
  4. Footer grandi e ricchi di elementi

La mia attenzione è caduta principalmente su questo ultimo punto. Proprio negli ultimi giorni ho messo mano al codice di questo sito per eliminare alcuni elementi dalla sidebar spostandoli nel footer, e devo ammettere che il look ne ha guadagnato.

Uno dei primi a scegliere questo tipo di formato per il footer è stato senza dubbio Derek Powazek, seguito a ruota da altri come lo stesso Montoya che si è inventato un fantastico stile ispirato a Super Mario Bros.
Questa tendenza è da valutare attentamente, credo che sfruttare meglio il footer di una pagina possa portare molti vantaggi sia nell’organizzazione dei contenuti che nella navigazione. Può essere utilizzato per mostrare link, set di fotografie, oppure gli elenchi classici dei blog come i post più commentati o quelli più recenti.

Prevedo a breve un ulteriore modifica al layout di TomStardust.com: perchè non seguire le mode quando portano innumerevoli vantaggi?

I vostri feed su FeedBurner

Se avete un sito e rilasciate dei feed per farvi seguire più facilmente dai lettori, sicuramente FeedBurner è il servizio che fa per voi.

In principio ero abbastanza scettico ed ero convinto di poter continuare a gestire i feed RSS di questo sito senza servizi esterni, ma una volta notate le potenzialità di FeedBurner mi sono dovuto ricredere.

Una volta creato un account infatti, potrete gestire gratuitamente fino a 5 feed per i quali vi sarà dato un nuovo indirizzo del tipo feeds.feedburner.com/nomescelto. A questo punto sarà facile compiere una serie di operazioni che vanno dall’analisi del traffico, alla promozione e all’ottimizzazione dei propri Feed che a mio parere è una delle possibilità più interessanti.

Tanto per fare un esempio, è possibile creare dei filtri, cambiare titolo e link al feed originale, limitare il numero di caratteri per ogni notizia in modo da recapitare solo un’anteprima ai lettori, oppure integrare il tutto con altri servizi come del.icio.us o digg. Sugli RSS di TomStardust.com ho integrato da poco proprio il mio account di del.icio.us, in questo modo posso far avere i bookmark che memorizzo insieme ai feed del sito, con frequenza variabile a piacere (attualmente è una volta al giorno).

L’unico problema del passaggio ovviamente è la possibilità che i lettori che già ricevono il vecchio indirizzo dei Feed non passino al nuovo, falsando le statistiche soprattutto se si tratta di siti ben avviati e con molti lettori. L’inconveniente comunque non è poi gravissimo, anche perchè il passaggio su FeedBurner ha molti vantaggi anche per il lettore, che difficilmente deciderà di non aggiornare l’indirizzo che riceve.

A proposito, i feed di questo sito sono da diverso tempo al seguente indirizzo: http://feeds.feedburner.com/tomstardust
Aggiornate i vostri aggregatori se non l’avete ancora fatto!

Aggiornamento del 25 Maggio 2006: ho scoperto un utilissimo plugin di WordPress per reindirizzare i feed sull’account di Feedburner. In questo modo anche i vecchi lettori potranno avere i vantaggi del servizio in questione, senza dover fare niente. L’ho appena installato e sembra funzionare a dovere.

Dieci peccati mortali del web design

Mi sono imbattuto in un articolo in inglese, intitolato Ten deadly sins of web design sul blog di Roger Johansson.

E’ un intervento che ha la sua importanza, e che a sua volta è stato tratto da una pubblicazione di un magazine svedese chiamato CAP&Design. Mi sembrava giusto quindi riportarlo in italiano, per tutti coloro che con l’inglese non hanno molta praticità.

Questo articolo come potete intuire dal titolo elenca i 10 errori che un buon web designer non dovrebbe mai commettere. Purtroppo è possibile trovare questi peccati in molti siti, e sono molti gli sviluppatori che non sanno nemmeno di sbagliare a compiere certe azioni. Questo è l’elenco:

  1. Non seguire le regole tipografiche basilari
  2. Essere troppo creativi con la navigazione
  3. Creare un sistema di navigazione con troppe voci
  4. Fare in modo che il sito richieda determinate tecnologie per funzionare
  5. Pensare che l’accessibilità riguardi solo i non vedenti
  6. Ignorare gli standard web
  7. Non considerare i motori di ricerca fin dal principio
  8. Basare la struttura del sito sul proprio modello dati
  9. Usare testo grigio su uno sfondo grigio
  10. Non effettuare l’analisi di fattibilità

Penso che i 10 punti siano già autoesplicativi, l’analisi dettagliata di ognuno di essi per il momento è presente solo sul magazine svedese. E’ comunque probabile che in futuro qualcuno riprenda l’articolo traducendolo in una lingua più diffusa.