Nando Pappalardo

Intervista a Nando Pappalardo, fondatore di YITH: il futuro di WordPress e strategie di business

Una chiacchierata intensa con Nando Pappalardo, amico, imprenditore ed esperto di WordPress.

Ho conosciuto Nando Pappalardo di persona nel 2010 al WordCamp Catania, come raccontavo in questo mio resoconto dell’evento. Da quel momento ad oggi è successo di tutto, perché Nando ha messo in piedi una delle società di maggiore successo nell’universo di WordPress: YITH, venduta di recente a Newfold Digital.

Questa intervista è il risultato di una chiacchierata che abbiamo fatto pochi mesi fa: Nando ora si gode il risultato di anni di lavoro intenso. L’ho contattato perché condividesse la sua esperienza parlando del futuro di WordPress, ma anche del mestiere di imprenditore.

Ciao Nando, ci racconti com’è iniziato tutto? Dalla prima web agency al successo con i temi WordPress su Theme Forest

Nando Pappalardo: Quando ho iniziato avevo una piccola web agency a Catania. La crescita è iniziata dopo aver letto Pensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill. Non è una coincidenza.

Leggo la tua newsletter, gli argomenti che tratti e i libri che leggi. Mi rendo conto che hai anche tu questa visione e che ti piace parlare delle nostre potenzialità e della mente umana.

Mi ero prefissato di raggiungere degli obiettivi — 200mila euro di fatturato — ed entro due anni è successo, anche se all’inizio non avevo la più pallida idea di come farlo nel nostro settore.

Col lavoro che facevo tutti i giorni l’obiettivo era lontano, perché nel 2007 facevo un sito internet a 1000-1500€ per cliente. Dovevo prendere 200 clienti in un anno: era qualcosa di impensabile per una piccola web agency catanese.

In alcuni momenti mi sono chiesto “ho sbagliato completamente lavoro?”. La gente ancora non capiva l’importanza del web, quindi dovevi quasi imporre un sito. Erano pochissimi quelli che riuscivano a comprendere veramente il potenziale del web: mi dicevo “probabilmente mi sono messo in un settore dove veramente è ancora troppo presto per fare questo lavoro”.

L’inizio su Theme Forest e il primo tema WordPress

Con il giusto focus, sono arrivate non per caso tutte quelle situazioni che ti portano sulla strada giusta. Mi sono trovato su Theme Forest, ho visto questo marketplace dove vendevano template per WordPress, e realizzammo un primo tema per gioco.

Io ero un programmatore, non sapevo come realizzare temi per WordPress. Feci un corso organizzato da loro e in una settimana sviluppammo il primo template.

Con questo tema facemmo poco, il mercato era acerbo, i prezzi erano bassi (circa 29$ per template) e arrivammo a circa 1000$.

Per due anni lasciammo perdere i template, dal 2009 al 2011, focalizzandoci sul blog di Your Inspiration Web e facendoci conoscere.

Il ritorno su Theme Forest e la crescita di WordPress

Sempre per caso tornai su Theme Forest nel 2011 e mi accorsi che qualcosa era cambiato. Erano cambiati i numeri, e ogni prodotto vendeva 3-4000 copie. WordPress era cresciuto molto, i prezzi erano aumentati: i template più belli erano venduti a 69$.

Così dissì “vorrei riprovarci”.

All’inizio Theme Forest non prendeva chiunque, dall’Italia siamo stati gli unici a entrare in quel momento. Sara, mia moglie, realizza un nuovo template, io lo metto in codice, e il primo mese arriviamo a 5000€ di fatturato.

Il mese successivo 7500€.

Marzo 10000€.

Da lì ho capito che il focus doveva essere su quello, ed è iniziato così. Mi sono convinto con i numeri capendo le possibilità del mercato, però non era scontato essere accettati. In quel periodo hanno provato tantissimi italiani e tutti venivano rifiutati, siamo stati gli unici fino al 2012-2013.

La grande scelta è stata di focalizzarmi non tanto su blog o siti generici, ma sull’e-commerce. Perché lì c’erano più potenziali clienti disposti a spendere, mentre per tutto il resto tanti cercavano solo materiale gratuito.

Siamo stati — se ricordo bene — i quarti a superare il primo milione di dollari di fatturato su Theme Forest e i secondi al mondo a superare i due milioni di fatturato. Questo fino al 2014. Poi hanno aperto le porte a tutti.

Diminuirono le commissioni pagate, aumentarono i tempi di accettazione dei template, e molti best authors iniziarono a lasciare Envato e Theme Forest in quel periodo.

L’addio a Theme Forest e l’idea del servizio in abbonamento

Ad un certo punto ho detto basta: eravamo totalmente dipendenti da una piattaforma esterna e dovevamo trovare una soluzione che potesse darci il controllo sul business.

Mi ricordo che per mesi non trovai una strada. Poi rilessi Napoleon Hill in cerca di chiarezza e capii che avevo la soluzione davanti a me e non la vedevo.

Tutti i nostri clienti in quegli anni ci chiedevano funzionalità extra per i nostri temi. La cosa assurda è che indirizzavamo spesso i clienti su WooThemes per acquistare plugin esterni.

In quel periodo avevo letto anche Strategia Oceano Blu, che parla della creazione della propria nicchia: dovevo cercare altro però senza allontanarmi troppo da WordPress.

La soluzione era davanti a me, ma non è arrivata per caso. È stato il risultato di un grande lavoro fatto su di me, che mi ha permesso di fare i collegamenti necessari.

Avevamo una membership per web designer freelance, che però aveva un limite di 12-13 mesi e poi si esauriva. Non funzionava.

L’illuminazione fu creare una membership che non avesse un limite temporale. Creammo l’abbonamento annuale sui nostri plugin: eravamo conosciuti, così mettemmo in piedi il nostro sito.

L’ultimo anno su Theme Forest iniziammo a portare tutti i nostri clienti su una nostra piattaforma per avere assistenza. Se volevi il supporto ti dovevi registrare sul nostro sito, dove avevamo il controllo diretto.

Ripartiamo da zero.

A gennaio 2015 lasciamo circa 70.000€ al mese di fatturato su Theme Forest e ricominciamo.

Crescendo mese dopo mese, siamo arrivati a quasi mezzo milione di fatturato al mese nel 2022.

La scelta migliore della mia vita.

Ho creato dal nulla quell’oceano blu, liberandomi dalle commissioni, da un marketplace esterno e uscendo dalla concorrenza.

Eravamo già 20 persone all’epoca e nel giro di un anno e mezzo eravamo 40-50, i primi nel mondo dopo WooThemes a vendere plugin per WooCommerce.

A maggio 2015 Automattic acquisisce WooCommerce: è stata la conferma che eravamo sulla strada giusta, perché ai tempi c’erano anche altre soluzioni per creare e-commerce su WordPress. Fin da subito siamo stati i primi e questo è stato un vantaggio strategico: per diversi anni nessuno ha visto questo mercato, eravamo gli unici almeno fino al 2017-2018.

Come vedi il futuro di WordPress? Ci sono piattaforme diverse che potrebbero prenderne il posto?

Da quando abbiamo venduto YITH abbiamo smesso di crescere. Non c’entra con la vendita, ma è una tendenza sia di WordPress che di WooCommerce. Credo possa essere legato in parte ai numeri incredibili della pandemia, che ha accelerato tantissimo la crescita dell’e-commerce.

Ora stiamo avendo un ritorno alla normalità.

Credo che WordPress debba iniziare a stare attento in questo momento.

Ci sono tanti competitor che stanno crescendo a una velocità importante, mentre WordPress sta avendo una battuta di arresto. Concorrenti come Wix o altri editor a blocchi stanno facendo numeri migliori.

All’interno di Automattic sono molto preoccupati per tutto quello che sta succedendo all’ecosistema WordPress.

Anche le grandi acquisizioni stanno cambiando le cose. Godaddy con l’acquisizione di SkyVerge. Newfold con la nostra acquisizione. Ma anche Elementor che ha preso due round di investimenti importanti e sta andando in una direzione simile con Elementor Cloud.

WordPress ha capito e sta rimediando col nuovo editor Gutenberg, ma è ancora troppo lontano. Elementor è anni luce avanti, e in più sono 200-300 persone focalizzate su quello, mentre in Automattic le persone focalizzate su Gutenberg sono pochissime. Conosco le persone che ci sono dietro, saranno 10. Non possono competere, e devono stare attenti.

Gutenberg è stato pubblicato proprio per contrastare queste grandi realtà, ma è uscito quando ancora era troppo imperfetto e prematuro.

La direzione è quella di aiutare le persone a fare siti in modo semplicissimo.

WordPress in questo momento non lo permette: pur essendo uno dei CMS più facili da utilizzare, è sempre orientato a dei tecnici.

Gli utenti con zero competenze sono tantissimi: c’è un mercato enorme su cui puntano aziende come Wix.

L’esigenza di avere un e-commerce con la pandemia è arrivata a tutti. Tutti hanno visto che chi aveva un’attività online in qualche modo ha continuato a lavorare mentre tanti negozi chiudevano.

Per gli e-commerce se non sei un tecnico in questo momento la soluzione che si avvicina di più alle tue esigenze è Shopify, di più rispetto a WordPress o Magento.

In questo scenario che prospettive ha una persona che si avvicina al mondo dello sviluppo web? Ha senso investire su WordPress per il futuro?

Senza dubbio WordPress la fa da padrone. Nonostante il leggero calo siamo al 42-43% di tutti i siti internet: un mercato enorme.

Girano tantissimi soldi lì dentro, quindi mi focalizzerei sempre su WordPress, stando attento non solo a temi e plugin, ma anche ai blocchi di Gutenberg che ancora vengono sfruttati pochissimo.

Mi concentrerei sul saper sviluppare per Gutenberg. È qualcosa di nuovo che avrà un futuro, a meno che WordPress non abbia un arresto totale, ma siamo lontani da questo.

I numeri sono ancora stratosferici, non c’è pericolo.

Terrei d’occhio i numeri e le percentuali per capire in tempo un cambio di direzione. Te lo dico perché l’ho vissuto con Joomla: il suo declino in favore di WordPress non fu da un giorno all’altro. Se stai dietro al mercato hai tutti i dati per vedere il passaggio da una tecnologia all’altra e adattarti.

Parliamo di business e di crescita. Che consigli daresti a un professionista o ad una piccola agenzia per crescere?

Ci sono tante strade possibili, ma sicuramente il passaggio fondamentale è quello da freelance a imprenditore, e sono pochissime le persone che lo fanno davvero.

Per me sono stati fondamentali in quel periodo diversi libri, tra cui I quadranti del cashflow di Robert Kiyosaki. Conosco tantissime persone che hanno letto i suoi libri e non sono riuscite a prendere quello che serve ed applicarlo, dicendo che erano banalità.

La malattia di mio padre mi ha fatto vedere il mio lavoro da un altro punto di vista. Mio padre si ammalò nel 2010 e la sua attività da un giorno all’altro morì completamente, nonostante andasse benissimo, perché era totalmente dipendente da lui.

Anche io dovevo passare più tempo con lui, sapevo che erano gli ultimi anni. Quindi volevo staccarmi dal lavoro il più possibile e fare in modo che la mia attività procedesse in maniera automatica e indipendente da me.

Mi sono trovato quasi per forza a dove applicare quelle cose che leggevo, creando un business che potesse sostenersi autonomamente.

Come far crescere una web agency

Anche la piccola web agency può fare grandi cose, indipendentemente dal fatto che sia di Firenze, di Catania o di Milano. Anche Milano stessa oggi la vedo piccola: abbiamo internet che ci permette di prendere il mondo intero: perché non farlo? Perché abbassare così tanto le tue prospettive di crescita?

L’obiettivo è crescere per potersi permettere dei collaboratori che siano il top in ogni settore. Così offrirai un prodotto che è superiore alla concorrenza, che ti permette di distinguerti e di rivolgerti ad un target con esigenze maggiori, che non ha problemi di budget e che può investire cifre più importanti.

Man mano che cresci ti rendi conto che esiste una scala con livelli completamente diversi nello stesso settore. Lavorando con WordPress puoi fare il sito come facevo io nel 2007 al piccolo panificio sotto casa, come puoi farlo per la Disney, per Toshiba, per la Casa Bianca.

Altra cosa: investire tantissimo nella formazione come imprenditore, perché ad oggi sono pochissimi a farlo.

All’inizio, come era per me, l’imprenditore è il fulcro del business. Kiyosaki dice una cosa importantissima: un vero imprenditore è colui che anche se si allontana dal proprio business per un anno, lo vedrà continuare a crescere.

Devi creare dei sistemi che permettono al business di andare avanti. Negli ultimi 10 anni ho lavorato su questo. Così sono riuscito a vendere YITH a Newfold Digital, perché già andava avanti senza di me.

Presi dalla frenesia del lavoro di tutti i giorni ci focalizziamo sulla nuova tecnologia, a stare dietro al cliente, a intervenire a livello operativo in prima persona. Io ad un certo punto ho smesso di sviluppare, e mi dispiace perché mi piaceva tanto, era la mia passione.

Ma devi fare una scelta: o fai lo sviluppatore o fai l’imprenditore. Non puoi fare tutte e due le cose insieme, perché cambia tutto.

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Tommaso Baldovino

UX/UI Designer, professionista del web con più di 15 anni di esperienza su WordPress. Sono disponibile a seguire nuovi progetti dall'ideazione alla realizzazione finale. Scrivo ogni 2 settimane la mia newsletter.

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