L’usabilità di Periscope: soluzioni intelligenti per touchscreen

La navigazione tramite gesture è l’ideale per i touchscreen di grandi dimensioni.

Periscope è senza dubbio una delle app del momento: streaming video alla portata di tutti dal proprio smartphone. Dopo l’entusiasmo dei primi giorni viene ormai usata abitualmente da personalità più o meno famose del web, e sono in tanti ad avere trovato in questa app un modo per condividere con tutto il mondo momenti della propria vita in tempo reale.

Con questo articolo però voglio porre l’attenzione sull’usabilità di Periscope, che dietro un’interfaccia apparentemente semplice nasconde delle soluzioni intelligenti.

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Gates of Horizon MMORPG

La storia di un nuovo gioco multiplayer online e del lancio su Kickstarter.

Gates of Horizon

Gli aggiornamenti di questo blog non sono mai stati frequenti, ma negli ultimi due anni ammetto di avere scritto ben pochi articoli. Il motivo non è il classico blocco dello scrittore o la fine della mia passione per il blogging.

E allora cosa è successo?

La risposta è semplice. Ho dedicato tutto il mio tempo libero alla realizzazione di un sogno insieme ad altri quattro compagni di avventura: la creazione di un videogioco chiamato Gates of Horizon.

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Touchscreen e accessibilità

Siti accessibili ai touchscreen ed alcune implicazioni della loro diffusione.

Le linee guida per la realizzazione di siti accessibili da tempo hanno chiarito un punto: è fondamentale offrire ad un utente la stessa esperienza di navigazione, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. Se fino a poco tempo fa era ovvio pensare alla navigazione da tastiera oltre a quella via mouse, l’avvento dei touchscreen ha aggiunto un altro livello di complessità.

Non si tratta di una questione banale, perché utilizzare un touchscreen è un’esperienza totalmente diversa rispetto alla navigazione tradizionale: ve ne sarete resi conto se avete uno smartphone o un iPad.

Cosa dicono le linee guida

Tra i 22 requisiti per la verifica tecnica della legge Stanca, è da sottolineare il numero 16:

Garantire che i gestori di eventi che attivano script, applet oppure altri oggetti di programmazione o che possiedono una propria specifica interfaccia, siano indipendenti da uno specifico dispositivo di input.

Ed anche un passaggio del requisito 21:

I collegamenti presenti in una pagina devono essere selezionabili e attivabili tramite comandi da tastiera, tecnologia in emulazione di tastiera o tramite sistemi di puntamento diversi dal mouse.

Indicazioni di questo tipo esistono anche nelle WCAG, sia nella loro versione 1.0 che nella più recente 2.0. Un esempio è la linea guida 9 delle WCAG 1.0: Design for device-independence.

I problemi con i touchscreen

La differenza fondamentale tra un mouse ed un touchscreen è che per il secondo non esiste mouseover. Potrebbe sembrare una banalità, ma se pensate a quanti siti utilizzano i CSS o JavaScript per scatenare un evento al passaggio del mouse, potete rendervi bene conto dell’entità del problema (menu a tendina, tooltip…).

Fino ad ora la soluzione più utilizzata consiste nel trasformare il mouseover in un ulteriore clic, anche se questo aumenta la complessità della navigazione. E’ una soluzione efficace? Sì, perché risolve il problema, ma non è detto che sia quella ottimale.

Il discorso quindi si lega anche al tema usabilità ed al design delle interfacce: è inevitabile che l’arrivo di una nuova modalità di navigazione introduca nuove variabili.

Da evitare

Sono sicuramente da eliminare o rappresentare in maniera differente:

  • contenuti leggibili solo con lo stato :hover (ad esempio testi con poco contrasto rispetto al background)
  • link visibili solo al mouseover, normalmente poco distinguibili dal testo semplice
  • azioni correlate al mouseover su un particolare elemento (le più comuni sono modifica e cancella)

Uno sguardo al futuro

I touchscreen sono ormai sul mercato da anni, e la loro presenza continua ad aumentare. Tralasciando le discussioni sulla loro effettiva utilità, è logico pensare che nei prossimi anni continueremo a vedere dispositivi che li utilizzano, seguendo l’esempio dell’iPad.

In questo scenario è obbligatorio considerarne la presenza, soprattutto se si realizzano siti con interfacce fuori dal comune. Proprio questa originalità a volte può rendere un sito inaccessibile: l’importante è ricordare che non esiste solo il mouse.

La prima cosa da fare è assicurarsi che sia possibile usufruire di tutti i servizi di un sito indipendentemente dal mezzo utilizzato per navigare. I touchscreen hanno introdotto nuovi fattori, e la situazione è destinata a diventare sempre più complicata: pensate a chi sta già utilizzando la propria console di casa per navigare dal televisore, o a chi sta usando lo stesso Tv LCD per collegarsi ad internet. In futuro i dispositivi connessi alla rete saranno sempre di più: forse sarà l’occasione buona per vedere considerare l’accessibilità una necessità e non un lusso per pochi.

[Foto di bark]

HTC Dream e HTC Magic in Italia

Arrivano in Italia i nuovi smartphone HTC con Android, il sistema operativo di Google. Cosa cambia rispetto all’iPhone?

E’ sbarcato in Italia HTC Dream, il primo telefono con Android, il sistema operativo di Google di cui si parla da tempo, ma che non è stato ancora capace di conquistare una buona fetta di mercato in America.

Incuriosito dalla novità, ho voluto esaminare le caratteristiche tecniche di questo telefonino e del prossimo HTC Magic, che uscirà ad Aprile il 5 Maggio. Mi interessava soprattutto sapere le differenze con l’iPhone, il principale rivale del settore.

HTC Dream

HTC Dream
In Italia sarà l’HTC Dream ad aprire la strada ad Android: sarà venduto senza vincoli da Tim a 429€, un prezzo decisamente più alto rispetto a quanto ci si aspettava. Qualcuno parlava addirittura di prezzi intorno ai 100-200€: era un’utopia.

E’ lo smartphone di HTC munito di tastiera, che però mostra un design massiccio e più ingombrante rispetto all’iPhone.

HTC Magic

HTC Magic

Ad Aprile Il 5 Maggio sarà la volta di HTC Magic, la vera novità. Senza tastiera fisica, mostra un design più elegante, sarà venduto in bianco e nero (ricorda niente?) a 449€ sia da Vodafone che da Tim.

Il confronto con iPhone

Quello che interessa di più è l’analisi delle differenze con lo smartphone Apple, il vero rivale.

Software

I modelli HTC hanno inevitabilmente la meglio dal punto di vista dell’apertura a software di terze parti: usando Android, sarà molto più facile installare qualsiasi cosa su questi telefonini. Su iPhone o si passa attraverso l’App Store o si esegue il jailbreak invalidando la garanzia, non ci sono altre vie.

Tastiera fisica

Se siete amanti della tastiera, il Dream è l’unico che la possiede, ma è importante fare alcune considerazioni sull’ergonomia. Presenta infatti alcuni problemi di maneggevolezza, dovuti alla sporgenza sulla destra del telefonino con la trackball ed i tasti di navigazione. Non è raro trovarsi a sfiorare la trackball o un tasto scrivendo sulla tastiera. Considerando che con l’iPhone OS 3.0 che sarà rilasciato a Giugno, la tastiera virtuale sarà sempre disponibile anche in modalità ingrandita ruotando il telefono, la scelta è da valutare con attenzione.

Touchscreen

E per quanto riguarda il touchscreen? Una cosa importante da sottolineare è che entrambi gli HTC hanno uno schermo capacitivo, come quello dell’iPhone: sensibile allo sfioramento con le dita e non alla pressione, cosa che sui sistemi con Windows Mobile o sui più recenti Nokia (ad esempio il 5800 Xpress Music) farà dannare più di un utente. L’esperienza d’uso di uno schermo simile è sicuramente migliore: personalmente non comprerei mai un telefono con touchscreen resistivo a meno di non preferire il pennino come strumento di input.

Parlando di multitouch c’è un’altra nota importante da considerare: è presente solo su iPhone e non sui due HTC. Una mancanza non da poco. La prima cosa che mi è venuta in mente è la scrittura sulla tastiera virtuale dell’HTC Magic: non sarà possibile premere due lettere in sequenza veloce.

La batteria

La batteria dell’iPhone può essere sostituita solo portandolo in assistenza, quello degli HTC è intercambiabile: un punto a favore per questi ultimi. Per quanto riguarda la durata però, non aspettatevi miracoli, anzi. La durata dichiarata dell’HTC Magic in standby è addirittura inferiore a quella dell’iPhone: difficilmente arriverà a due giorni di autonomia: la possibilità di avere più applicazioni in background si fa sentire in questo senso.

Esperienza d’uso

Il vero vantaggio dell’iPhone è il sistema operativo: è su questo campo che avviene il vero scontro con i telefonini con Android. Il successo di un dispositivo viene decretato dalla sua facilità d’uso e dalla velocità di risposta, e probabilmente sarà l’HTC Magic il rivale più agguerrito.

A seguire potete vedere un video tour di questo smartphone, dove si nota l’ottima velocità di risposta oltre all’integrazione ben realizzata con tutti i servizi Google, da YouTube a Google Maps:

Aggiornamento del 25 Marzo 2009: è stato pubblicata un’altra videorecensione dell’HTC Magic molto interessante. Bello anche il confronto con l’iPhone l’iPod Touch, che risulta di dimensioni simili anche se ovviamente più sottile: la velocità di risposta sembra comunque eccellente. Ecco il video:

Conclusioni

La scelta, considerando che il prezzo non è così differente tra i vari dispositivi, dipende dalle vostre preferenze. Fondamentale documentarsi, provare i dispositivi e capire quale risponde alle vostre esigenze: è inutile comprare un iPhone per l’estetica se pensate di non riuscire a scrivere con una tastiera virtuale, in quel caso molto meglio l’HTC Dream.

Cercate di scoprire tutte le piccole differenze che possono interessarvi, senza dare per scontato che gli smartphone Android siano meno “chiusi”. Un esempio? Le cuffie dell’HTC Magic usano un connettore proprietario, quindi niente jack standard da 3,5mm per i vostri auricolari preferiti.